<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arte Archivio - Charme</title>
	<atom:link href="https://www.charmenapoli.it/category/arte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.charmenapoli.it/category/arte/</link>
	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 May 2020 14:19:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">44800428</site>	<item>
		<title>Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/riaprono-gli-scavi-di-ercolano-ticket-solo-online-a-1150-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 14:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei e Ercolano vita all'ombra del Vesuvio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29694</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/riaprono-gli-scavi-di-ercolano-ticket-solo-online-a-1150-euro/">Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani tra i 18 e 25 anni 2 euro. Ma i biglietti sono acquistabili esclusivamente on line<strong>, </strong>a partire da lunedì 1 giugno dalle ore 12.00, sul sito <strong><a href="http://www.ticketone.it/"> www.ticketone.it</a></strong>, con un costo aggiuntivo di 1,50 euro per diritti di prevendita. Attraverso entrambi gli ingressi di Corso Resina e Viale dei Papiri Ercolanesi, i visitatori potranno accedere per fasce orarie di 15 minuti con un numero massimo di ingressi di 15 persone, compresi bambini e ragazzi. Previsto così l’afflusso massimo di 60 persone distribuite in ogni ora, pari ad un massimo di 480 ingressi giornalieri.</p>
<p>Il servizio informazioni verrà svolto presso un desk esterno. Aperto anche il bookshop e completamente rinnovato il servizio audio guide che offre l’app scaricabile fal sito <a href="http://www.ercolano.beniculturali.it/"><strong>www.ercolano.beniculturali.it</strong>. </a>Al check point ci sarà il controllo della temperatura corporea e della mascherina. Una volta varcato il controllo biglietti, i visitatori potranno accedere al Padiglione della Barca dove è esposta la barca scoperta sull’antica spiaggia e una serie di oggetti che legano a filo doppio Ercolano con il mare; il percorso porta poi all’Antiquarium, con l’esposizione permanente &#8220;<em>SplendOri. Il lusso negli ornamenti a Ercolano&#8221;</em> con circa 200 oggetti preziosi appartenuti agli antichi ercolanesi (leggi <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/splendori-mostra-parco-archeologico-di-ercolano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui</strong></a>); nell’area archeologica si accederà attraverso la Galleria Martusciello e da qui, attraverso un percorso circolare, si potrà visitare l’intero scavo, modulando liberamente la durata complessiva della visita con l’ausilio delle indicazioni fornite dal personale di vigilanza e della segnaletica. Saranno permesse anche visite con guida turistica. Per la seconda fase sono già tracciati i primi passi verso una direzione che vedrà i servizi sempre più digitalizzati.</p>
<p><em>“Il Parco ritorna a vivere – </em>dichiara il direttore <strong>Francesco Sirano</strong><em> – ritorniamo ad accogliere i nostri visitatori con gioia ma senza dimenticare il dolore e le incertezze che questi mesi ci hanno portato. Siamo convinti che con il nostro servizio il sito UNESCO di Ercolano contribuirà alla ripresa e al rilancio del nostro territorio e delle iniziative culturali a livello nazionale e internazionale. Sicurezza, flessibilità, fiducia e entusiasmo nel garantire una concreta esperienza di conoscenza sono i nostri punti di riferimento in questa nuova sfida. </em><em>I nostri visitatori potranno godere del sito secondo i ritmi rilassati che esso ha sempre consentito e nell’atmosfera incredibile che questo scrigno di conoscenza e di sensazioni unico può offrire&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;Con la tariffa agevolata </em>&#8211; spiega &#8211; <em>abbiamo pensato ad una accoglienza che gradualmente ritorni alla normalità, abbiamo ritoccato il costo nella consapevolezza che la conformazione del Parco ci permette di offrire una visita gratificante praticamente invariata rispetto</em><em>  </em><em>a quella dei mesi scorsi. Siamo anche pronti a lanciare un <strong>abbonamento al prezzo di 13 Euro</strong> in promozione sino all’inizio dell’orario invernale, costo equivalente a quello del biglietto preCOVID19, che permetterà per un anno solare dall’acquisto di accedere al sito ogni volta che si vorrà, alle mostre e a tutte le iniziative che abbiamo riprogrammato tra 2020 e 2021. Saremo vigili nel rispettare e far rispettare tutte le norme che tutelano la sicurezza di chiunque varchi i cancelli del Parco e fedeli al simbolo di Ercole, eroe della città, resilienti ci rialzeremo, assieme al territorio intero, per riconquistare progressivamente spazi e tempi del passato”.​</em></p>
<div id="Signature">
<div class="BodyFragment">
<div class="PlainText"><strong>Scavi di Ercolano</strong> <br />
facebook: <a href="https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano">https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano</a><br />
<a href="http://www.ercolano.beniculturali.it">www.ercolano.beniculturali.it</a></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/riaprono-gli-scavi-di-ercolano-ticket-solo-online-a-1150-euro/">Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29694</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29687</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via la mostra “Gli Etruschi e il Mann” Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/">Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via la mostra “Gli Etruschi e il Mann”</p>
</h3>
<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riapre con tre opzioni di percorso e prenotazione obbligatoria, da effettuare, a partire dal 29 maggio, tramite i siti web <strong><a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.museoarcheologiconapoli.it</a></strong> e <strong><a href="http://www.coopculture.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.coopculture.it</a></strong>. Il visitatore potrà scegliere, in una specifica fascia oraria, fra tre itinerari: il <strong>Percorso Classico</strong> (Collezione Farnese, Mosaici e Gabinetto Segreto, Collezione Oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, Tempio di Iside e Sale degli Affreschi); le <strong>Nuove Collezioni</strong> (Sezione Egizia ed Epigrafica, Magna Grecia, Preistoria e Protostoria); le <strong>Mostre Temporanee</strong> (“<strong>Gli Etruschi e il Mann</strong>”, in programma dal prossimo 12 giugno; “<strong>Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo</strong>”, in proroga sino al 21 giugno; “Lascaux 3.0”, visitabile fino al 2 luglio; “<strong>Capire il cambiamento climatico</strong>”, in calendario sino al 31agosto). Previa disponibilità di posti nell’orario prescelto, il visitatore avrà modo anche di sommare tutte le opzioni di tour museale.</p>
<p> “Il Mann ricomincia dai cittadini, dalla comunità dei nostri abbonati, dal territorio, dagli operatori della cultura &#8211; commenta il direttore del Museo Archeologico, <strong style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;">Paolo Giulierini</strong><span style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;"> -. Ricomincia da dove ci eravamo lasciati, dalle Università, da chi sta lavorando per far ripartire le scuole e le attività per l’infanzia. Per più di ottanta giorni il portone del Museo è rimasto chiuso, ma non ci siamo mai fermati, la nostra bellezza e la nostra identità hanno viaggiato, sia pur virtualmente, per il mondo. Con emozione ci prepariamo ora alla riapertura nella simbolica data del 2 giugno, con una proposta di fruizione in assoluta sicurezza, ingressi scontati e una offerta più ricca, a partire dagli “Etruschi e il Mann”, una accoglienza speciale per le famiglie. Sarà un piacere per noi salutare i visitatori di q.uesta prima giornata con un piccolo omaggio. Voglio ricordare che chi sceglierà l’abbonamento, ad un costo davvero simbolico, potrà organizzarsi al meglio per godere di tutti i percorsi, in più volte. Ci siamo, quindi. Guardiamo ai prossimi mesi con ottimismo e grande responsabilità. Il passato lo abbiamo subito e affrontato. Il finale però, adesso, lo scegliamo noi. Vi aspettiamo”.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-29689 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-768x594.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-696x539.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-543x420.jpg 543w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le procedure organizzative garantiranno la sicurezza del pubblico: il biglietto sarà esclusivamente digitale; all’ingresso del Museo Archeologico, una telecamera termica consentirà la rilevazione della temperatura corporea, indicando come soglia limite per l’ingresso i 37.5 gradi; all’interno dell’edificio, sarà indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale; nell’itinerario di visita, saranno allestiti pannelli informativi e indicatori per il distanziamento; in alcuni punti degli ambienti, presenti dispenser con gel disinfettante. <br />
I titolari di abbonamento OpenMann dovranno prenotare ogni accesso al Museo. Dal 2 giugno, per chi attiverà un’offerta OpenMann, le tessere annuali saranno esclusivamente vendibili online e disponibili in formato elettronico.</p>
<p>Dal 2 giugno al 31 dicembre, i ticket per accedere al Museo saranno sensibilmente ridotti. Le tariffe praticate, senza alcun onere aggiuntivo per la prenotazione obbligatoria saranno le seguenti: biglietto intero <strong>8 euro;</strong> biglietto due adulti over 25 anni <strong>12 euro</strong>; biglietto ridotto <strong>4 euro</strong>; biglietto per cittadini Ue dai 18 ai 25 anni non compiuti <strong>2 euro</strong>.<br />
Anche l’abbonamento OpenMann diventerà sempre più conveniente: l’opzione adulti costerà 10 euro, le card Young (18-25 anni) e Academy (per studenti di qualsiasi corso di laurea e scuola di specializzazione, senza limiti di età) prevedranno un prezzo di <strong>5 euro</strong>, la card Family (due adulti over 25) sarà acquistabile a <strong>16 euro</strong>. <br />
Per i titolari di tessera in corso di validità, sarà garantito un recupero di tre mesi per compensare la mancata fruizione del Museo nel periodo di chiusura: questa dilazione temporale sarà registrata dal sistema in automatico. </p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29690 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-800x759.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-768x729.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1536x1457.jpg 1536w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-696x660.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1068x1013.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-443x420.jpg 443w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Alla riapertura sarà terminato e godibile il restyling delle <strong>Sale degli Affreschi</strong>: anche questa sezione ha richiesto un aggiornamento dei pannelli e delle didascalie, per conseguire una maggiore essenzialità di comunicazione e coordinarsi con la nuova immagine grafica del Museo Archeologico. All’interno delle sale, si sono rese necessarie modifiche dovute allo spostamento di alcuni affreschi, da collocare nella futura sezione dedicata alla Scultura campana, al piano terra dell’ala occidentale del Museo, per ricomporre i complessi figurativi di alcuni edifici pubblici di Pompei ed Ercolano. In sostituzione di queste opere, sono stati selezionati dai depositi tre affreschi da Ercolano: nello specifico, due con prospetti architettonici e un altro con il mito Fedra e Ippolito. Per la sala 78, sono stati scelti sei “ritratti”, con espressivi volti di giovani e donne, nonché i busti di Ercole e di Ercole e Onfale.</p>
<p><em>Nelle foto, dall&#8217;alto: 1) l&#8217;intonaco dipinto con Ercole e Onfale, novità nelle selezione degli Affreschi; 2) il piccolo calderone in argento dorato (VII sec. a.C.) da Palestrina- Tomba Bernardini, presente nell&#8217;exxhibit sugli Etruschi</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/">Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29687</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 16:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29620</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lunedì 16 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si apre la mostra &#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al 31 ottobre mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. L&#8217;exhibit nasce anche dalla rete scientifica stabilita con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/">Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 16 marzo al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si apre la mostra <strong>&#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;</strong>, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al <strong>31 ottobre</strong> mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. L&#8217;exhibit nasce anche dalla rete scientifica stabilita con il <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong>, dove è stata ospitata la prima tappa del percorso.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29626 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--800x534.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--768x512.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--696x464.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--1068x712.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.-.jpg 1180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a.C.) e definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure (quella padana nel Nord e quella campana nel Sud). ​<br />
La mostra &#8211; organizzata da Electa &#8211; è arricchita anche da un prestito del <strong>Museo Etrusco di Villa Giulia</strong>: il corredo della celebre Tomba Bernardini di Palestrina che per la prima volta è esposto accanto alla Tomba Artiaco 104, in  una sorta di ideale congiunzione tra l&#8217;area etrusco-laziale e quella campana. </p>
<p><em>Nelle foto: l&#8217;affibbiaglio a spranghe (VIII sec. a.C., Tomba di Artiaco 104) e in alto l&#8217;affibbiaglio dalla Tomba Bernardini di Palestrina (VII sec. a. C.)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/">Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29620</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 15:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29615</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa. Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti, di cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/">Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa.</h4>
<p>Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti, di cui nuovi manufatti in mostra . Tre livelli per seguire le grandi tappe della vita dell’uomo, dalla <strong>Preistoria</strong> alla <strong>Protostoria</strong>: si procede a ritroso, partendo dal piano più alto, che racchiude i reperti dal Paleolitico Inferiore all’Eneolitico; si passa attraverso uno spazio intermedio, che racconta l’Età del Bronzo; allo “stadio” ancora più basso, focus espositivo sull’Età del Bronzo medio e finale e sulla prima Età del Ferro.</p>
<p>La riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria”, non più fruibile nel Museo Archeologico<br />
Nazionale di Napoli dalla fine del secolo scorso, è un viaggio in cui i millenni appaiono come piccole tessere di un mosaico: il trascorrere di un amplissimo lasso temporale, da 450mila anni fa sino al VII sec. a.C., è scandito da circa 3.000 reperti, che testimoniano le evoluzioni dell’intelligenza e, dunque, dell’abilità umana in otto sale, per un’esposizione permanente di oltre 1.000 mq: gli ambienti che ospitano la sezione restano quelli dell’allestimento del 1995. Dalla Preistoria e Protostoria si dipanerà, poi, l’itinerario che porterà all’inaugurazione della sezione su Cuma (dicembre 2021) ed a quella su<br />
Neapolis (dicembre 2022).</p>
<p>&#8220;Un racconto nuovo per il cammino più antico dell’uomo &#8211; commenta il direttore del Mann, <strong>Paolo Giulierini</strong> -: con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria del nostro Museo. Grazie ad un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sarà più facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti. Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo aprile, ospiterà la sua prima mostra site specific, dedicata al maestro del fumetto francese <strong>Moebius</strong>, in collaborazione con <strong>Comicon</strong>. Perché, così come nell’arte (da Cézanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miró fino a Keith Haring), c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario ‘pop’. Basti pensare alla scena iniziale di ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide primitivo sulle note di Also sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; e ancora, ai cartoon della nostra infanzia, dagli Antenati all’Era Glaciale e i Croods, ma anche al ‘Il più grande uomo scimmia del Pleistocene’ di Roy Lewis, e a tanto cinema da ‘Nel mondo perduto’ a ‘Jurassik park’. Ad ognuno quindi le sue suggestioni &#8211; conclude Giulierini -, con l’ invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle e a riflettere sulle origini dell’uomo in percorso scientifico chiaro e coinvolgente. La storia prima della storia torna quindi nelle sale del Museo Archeologico di Napoli e ad accompagnare questa tappa importante nella sua crescita continua fino al 31 maggio, in esclusiva italiana, l’exhibition <strong>Lascaux 3.0</strong>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/">Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29615</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gesù Nuovo, la basilica più amata, martoriata dalla leggenda, esaltata dal barocco</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/gesu-nuovo-napoli-basilica-esaltata-dal-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 18:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Centro storico di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa del Gesù Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[piazza del Gesù]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29582</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edificio nacque come dimora della sfortunata famiglia Sanseverino, i Padri Gesuiti acquistarono il palazzo per trasformarlo in chiesa con le donazioni di Isabella Feltre della Rovere. Tra i luoghi di culto più visitati di Napoli, ospita la cappella dedicata al medico Giuseppe Moscati, santificato nel 1987 Tra le cinquecento e passa chiese di Napoli, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/gesu-nuovo-napoli-basilica-esaltata-dal-barocco/">Gesù Nuovo, la basilica più amata, martoriata dalla leggenda, esaltata dal barocco</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><em>L&#8217;edificio nacque come dimora della sfortunata famiglia Sanseverino, i Padri Gesuiti acquistarono il palazzo per trasformarlo in chiesa con le donazioni di Isabella Feltre della Rovere. Tra i luoghi di culto più visitati di Napoli, ospita la cappella dedicata al medico Giuseppe Moscati, santificato nel 1987</em></h4>
<p>Tra le cinquecento e passa chiese di <strong>Napoli</strong>, la chiesa del <strong>Gesù Nuovo</strong>, nel bel mezzo di <strong>Spaccanapoli</strong>, in pieno Centro storico, è tra le basiliche più amate e frequentate dai napoletani. La sua facciata, che finì finanche stampata sulle carte da <strong>diecimila delle vecchie lire italiane,</strong> è uno dei rarissimi esempi di bugnato a punta di diamante, una tecnica architettonica utilizzata per dare maestosità all’edificio.</p>
<p>Ma la facciata del Gesù Nuovo ha una storia molto particolare da raccontare. Le sue bugne, volute da Novello da San Lucano, presentano strani segni scolpiti nel <strong>piperno</strong> estratto dalle cave di Soccavo. Per anni, questi contrassegni sono stati creduti simboli alchemici che i cavatori avrebbero impresso sulla pietra per fornirle energia positiva. Una leggenda, forse sviluppatasi nel ‘700, quando l’alchimia era di casa a Napoli, vuole che durante la costruzione del <strong>Palazzo Sanseverino</strong> le pietre segnate vennero collocate sulla facciata in un ordine sbagliato, provocando un effetto contrario a quello voluto dai cavatori. L’energia positiva si tramutò in energia negativa. Così, secondo questa credenza, si spiegano le sciagure capitate alla famiglia Sanseverino e tutti i crolli, gli incendi e le altre vicissitudini che hanno caratterizzato la <strong>Chiesa del Gesù Nuovo</strong> nei secoli.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29586 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-281x300.jpg" alt="" width="186" height="199" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-281x300.jpg 281w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-394x420.jpg 394w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù.jpg 640w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" />Questa è la leggenda. Poi, nel 2010, lo storico dell’arte <strong>Vincenzo De Pasquale</strong> scoprì che i simboli non erano altro che lettere dell’alfabeto aramaico, la lingua parlata da Gesù. Con l’aiuto dei musicologi ungheresi <strong>Csar Dors</strong> e <strong>Lòrànt Réz</strong> giunse alla conclusione che l’imponente facciata della chiesa non fosse altro che un grande spartito musicale di canti gregoriani. Dopo quello studio, le lettere sono state trasformate in musica e i brani lì nascosti, da oltre cinquecento anni, sono stati suonati e registrati anche su un cd, ma c’è ancora chi, tra gli esperti di occultismo, nella facciata del Gesù Nuovo vuole leggere solo simboli alchemici.</p>
<p>E passiamo dalla particolarità della facciata alla storia della chiesa, indicata spesso anche col nome di <strong>Trinità Maggiore</strong>. Il <strong>Gesù Nuovo</strong> è forse <strong>l’esempio più esplicito del particolare barocco nato all’ombra del Vesuvio,</strong> anche se le origini della basilica sono più antiche di quel periodo artistico e risalgono al 1470, quando l’architetto Novello da San Lucano costruì, nello spazio oggi occupato dalla chiesa, la sontuosa dimora napoletana del <strong>principe di Salerno</strong>, <strong>Roberto Sanseverino</strong>.</p>
<p>Quello era il periodo in cui i legami artistici e culturali tra Napoli e Firenze erano particolarmente stretti e le influenze rinascimentali cominciavano a farsi strada nell’area partenopea.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29585 aligncenter" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-300x200.jpg" alt="" width="425" height="283" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6.jpg 640w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" />La storia racconta che i beni della famiglia Sanseverino furono sequestrati e dissequestrati più volte, per una serie di vicende legate alla <em>Congiura dei baroni </em>e a efferati fatti di sangue. L’ultimo ad averne il possesso, ma anche a perderli definitivamente, fu <strong>Ferrante Sanseverino</strong>, che morì in povertà, durante il suo esilio in Francia, ad Orange, nel 1568. Tutti i beni di famiglia, compreso il palazzo di Piazza del Gesù, entrarono a far parte del patrimonio dell’erario e furono venduti a diverse famiglie della nobiltà napoletana. I <strong>Padri Gesuiti</strong>, però, ottennero da <strong>Filippo II</strong> la preferenza nell’acquisto del palazzo di Piazza del Gesù per trasformarlo nella chiesa intorno alla quale realizzare l’insula gesuitica partenopea.</p>
<p>Nel 1551, fu proprio il fondatore della Compagnia di Gesù, <strong>Sant’Ignazio da Loyola</strong>, su pressioni di <strong>Papa Giulio II,</strong> a inviare a Napoli dodici confratelli per fondarvi la Provincia napoletana della Compagnia di Gesù. Dopo le difficoltà iniziali, la <strong>pattuglia di gesuiti</strong> riuscì a fare un buon lavoro, acquistando anche gli edifici circostanti <strong>palazzo Sanseverino</strong> e realizzando, oltre la Chiesa, anche la scuola, che prese il nome di <strong>Collegio napoletano</strong>, e la cosiddetta <strong>Casa Professa</strong>, luogo destinato alla cura delle anime dei fedeli. La chiesa disegnata dall’abile architetto gesuita padre Giuseppe Valeriano, fu chiamata del Gesù Nuovo per distinguerla da un altro tempio cittadino dedicato a Cristo, la Chiesa del Gesù, successivamente distrutto da un incendio e ricostruito ex novo, tanto da diventare più nuovo del Gesù Nuovo.</p>
<p>A sborsare gran parte degli ingenti capitali che furono necessari alla costruzione della Chiesa fu la nobildonna napoletana, moglie di Bernardino Sanseverino di Bisignano, <strong>Isabella Feltre della Rovere</strong> che, di fatto, fu considerata dai gesuiti come la <strong>fondatrice della Basilica</strong>.</p>
<p>Impressionante la gran quantità di marmi pregiati, di statue, di decorazioni, di affreschi e quadri che <strong>durante tutto il 1600</strong> furono aggiunti agli interni, già maestosi, del Gesù Nuovo, con il coinvolgimento dei migliori artisti dell’epoca. Si va da <strong>Cosimo Fanzago</strong> che plasmò gran parte della struttura, con un lavoro durato poco meno di sassant’anni, a <strong>Francesco Solimena</strong> col suo gigantesco affresco sulla controfacciata che raffigura <strong><em>La cacciata di Elidoro dal Tempio</em></strong>. Ma nella realizzazione del Gesù Nuovo, come lo vediamo oggi, compaiono anche i nomi di artisti del calibro di <strong>Giovanni Merliano da Nola</strong>, <strong>Belisario Corenzio</strong>, <strong>Paolo De Matteis</strong>, <strong>Massimo Stanzione</strong>, <strong>Luca Giordano</strong>, <strong>Pietro Bernini</strong>, <strong>Fabrizio Santafede</strong>, <strong>Jusepe de Ribera</strong>, soprannominato Spagnoletto, <strong>Giovan Bernardino Azzolino</strong> e altri, fino ad arrivare agli artisti che, nel 1854, realizzarono lo splendido altare maggiore, al cui centro troneggia la colossale statua della Vergine, che poggia su un grande globo di colore blu ed è circondata da sei colonne di alabastro, opera di <strong>Antonio Busciolano</strong>. Quest’ultimo fu allievo di <strong>Tito Angelini</strong> e autore di numerose sculture nelle chiese e nelle piazze di Napoli.</p>
<p>In più occasioni, negli anni, i gesuiti hanno perso guida e controllo della <strong>Chiesa del Gesù Nuovo</strong>. Nel 1776 quando il ministro di Stato di Ferdinando IV, <strong>Bernardo Tanucci</strong> <strong>bandì la Compagnia di Gesù dal Regno di Napoli,</strong> la Basilica fu affidata ai <strong>Francescani Riformati</strong>, che ne cambiarono il nome in Trinità Maggiore. Per questo motivo, la strada che da Piazza del Gesù va verso via Medina è chiamata, ancora oggi, Calata Trinità Maggiore. Dopo poco tempo dal loro ingresso, i Francescani abbandonarono la chiesa per il <strong>crollo della cupola centrale</strong> e l’edificio di culto rimase chiuso per circa trent’anni. Poi, fu affidato ai <strong>Frati Minimi</strong> e solo nel 1821 ritornò in possesso dei <strong>gesuiti</strong> che, ovviamente, tornarono a chiamarla Chiesa del Gesù Nuovo. Ancora oggi, però, a distanza di circa duecento anni, molti napoletani continuano a definirla basilica della Trinità Maggiore.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29587 aligncenter" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-300x200.jpg" alt="" width="416" height="277" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5.jpg 640w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" />La seconda cappella sulla destra della Chiesa, detta della Visitazione, è particolarmente cara ai napoletani, perché dedicata al medico <strong>San Giuseppe Moscati</strong>. Sull’altare c’è un dipinto di Massimo Stanzione sulla Visitazione e le decorazioni in marmi policromi sono di Cosimo Fanzago, mentre nella cupola della campata antistante si vede ciò che rimane di alcuni affreschi di Luca Giordano. Gli angeli nelle nicchie sono opera di Andrea Falcone.</p>
<p>Ma ciò che richiama una gran folla di fedeli, non solo napoletani, sono la <strong>tomba e la statua in bronzo del medico Giuseppe Moscati</strong>, proclamato Beato e poi Santo da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987. Tanti i miracoli che la Chiesa gli attribuisce, ma molte di più le testimonianze delle prodigiose guarigioni dei suoi pazienti, curati nello studio di Via Cisterna dell’Olio a un centinaio di metri dalla Basilica del <strong>Gesù Nuovo</strong>. Proprio in questa chiesa il medico Santo trascorreva ore a pregare ogni mattina, prima di iniziare il suo lavoro. Non sono quindi un caso la cappella a lui dedicata, la statua e il piccolo museo con una serie di fotografie, di oggetti personali e la ricostruzione puntuale del suo studio, completo della sedia sulla quale morì il 12 aprile 1927. Molti devoti che ogni giorno percorrono <strong>Spaccanapoli</strong> fanno una sosta nella cappella di Giuseppe Moscati per baciare la mano alla sua statua bronzea e in tanti infilano sotto l’altra mano, accostata al petto, bigliettini con richieste di grazie per persone malate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/gesu-nuovo-napoli-basilica-esaltata-dal-barocco/">Gesù Nuovo, la basilica più amata, martoriata dalla leggenda, esaltata dal barocco</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29582</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La paleolitica Grotta di Lascaux si visita al Museo Archeologico di Napoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/grotta-lascaux-museo-archeologico-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 16:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29574</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire il famoso complesso della Grotta di Lascaux,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. Essendo il sito preistorico interdetto alle visite dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/grotta-lascaux-museo-archeologico-di-napoli/">La paleolitica Grotta di Lascaux si visita al Museo Archeologico di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “<strong>Lascaux 3.0</strong>”, che permette di scoprire il famoso complesso della <strong>Grotta di Lascaux</strong>,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. Essendo il sito preistorico interdetto alle visite dal 1963, è quindi fruibile soltanto attraverso la ricostruzione limitrofa al complesso e attraverso la versione espositiva  &#8211; itinerante nel mondo &#8211; che è quella in mostra al Mann, per la prima volta in Italia, fino al 31 maggio.</p>
<p>L&#8217;exhibit su Lascaux si collega al restyling della collezione del Mann su <strong>Preistoria e Protostoria</strong>, sezione che riaprirà al pubblico il 28 febbraio 2020. Nell&#8217;allestimento permanente del Museo Archeologico saranno restituiti alla fruizione circa 3 mila reperti, anche esposti per la prima volta dai depositi e presentati, nelle sale adiacenti alla Meridiana, in un percorso dal Paleolitico inferiore all&#8217;Età del Ferro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/grotta-lascaux-museo-archeologico-di-napoli/">La paleolitica Grotta di Lascaux si visita al Museo Archeologico di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29574</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Al Palazzo Reale di Napoli, intrecci di culture nelle grandi opere di Nagasawa</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-reale-di-napoli-nagasawa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29498</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Palazzo Reale di Napoli si apre giovedì 12 dicembre e resterà aperta fino al 10 marzo 2020 o la mostra Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra, curata da Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania, realizzata con Paolo Mascilli Migliorini, direttore di Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione CAMUSAC-Cassino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-reale-di-napoli-nagasawa/">Al Palazzo Reale di Napoli, intrecci di culture nelle grandi opere di Nagasawa</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> si apre giovedì 12 dicembre e resterà aperta fino al 10 marzo 2020 o la mostra <strong><em>Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra</em></strong>, curata da <strong>Anna Imponente</strong>, direttore del Polo museale della Campania, realizzata con <strong>Paolo Mascilli Migliorini</strong>, direttore di Palazzo Reale in collaborazione con la <strong>Fondazione CAMUSAC-Cassino Museo D’Arte Contemporanea di Cassino</strong>, diretta da <strong>Bruno Corà</strong>, con il contributo di <strong>Ryoma Nagasawa</strong>.</p>
<p>Dopo l’installazione dello scorso anno di <strong>Uemon Ikeda</strong>, che con il suo fragile filo rosso creò una struttura aerea che ha avviluppato l’architettura dell’edificio, il <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> incontra nuovamente l’arte orientale con una mostra dedicata al grande artista giapponese <strong>Hidetoshi Nagasawa</strong> (Tonei, Manciuria, 1940 – Ponderano, Biella, 2018). Scultore tra i più noti a livello internazionale, l’artista arrivò in Italia in bicicletta a ventisette anni, dove ha trascorso il resto della sua vita.</p>
<figure id="attachment_29501" aria-describedby="caption-attachment-29501" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29501" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19.jpg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29501" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa_Pozzo nel cielo, 1999 &#8211; 2014, ferro e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>Nagasawa ha saputo far dialogare la cultura occidentale e quella orientale, fin da quel viaggio di iniziazione in bici durato un anno e mezzo che intraprese nel 1966 dal Giappone all’Italia, attraverso l’Asia, la Turchia, passando per Brindisi, fino a Milano. L’esperienza del viaggio è stata per Nagasawa il fulcro artistico e filosofico delle sue creazioni e ponte tra culture.</p>
<p>L’esposizione di Palazzo Reale porta all’attenzione  la capacità di Nagasawa di creare opere in armonia con il tutto, in cui l’idea di sospensione e il senso di galleggiamento nello spazio acquisiscono centralità. La curatrice Anna Imponente illustra come “le installazioni di Nagasawa calate nell&#8217;architettura razionale delle forme geometriche tardo manieriste di Palazzo Reale esprimano, in opposizione, il concetto estetico e filosofico del “Ma”, l’intervallo dello spazio “vuoto” tra più elementi strutturali, in posizioni indefinite e sospese.”</p>
<figure id="attachment_29503" aria-describedby="caption-attachment-29503" style="width: 226px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29503" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-226x300.jpg 226w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-316x420.jpg 316w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli.jpg 320w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><figcaption id="caption-attachment-29503" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa_<br />
Groviglio di quanta, 2014<br />
ferro e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>Il principio antigravitazionale è evidente nelle grandi sculture esposte: nella corte d’onore, il maestoso <strong><em>Pozzo nel cielo</em></strong>; <strong><em>Barca</em></strong><em>, </em>di ottone e carta che si aggrappa alle pareti dello Scalone monumentale di accesso; il <strong><em>Groviglio di quanta </em></strong>e  <strong><em>Matteo Ricci</em></strong><em>, </em>composta da otto elementi in marmo di Carrara e acciaio adagiati a terra sono opere in cui il ferro e il marmo creano un gioco di incastri apparentemente vacillanti. Le installazioni si appoggiano con improbabili equilibri, che abitano lo spazio con forza e leggerezza e in cui la solidità dei materiali e la geometria caotica delle forme si contrappongono agli spazi dell’edificio.</p>
<p>In mostra anche una selezione di opere grafiche in cera e carboncino che configurano galassie e paesaggi, e riecheggiano dell’idea di uno spazio delimitato e concluso tipico dei giardini orientali.</p>
<p>Il catalogo di Graus Editore (Napoli), propone i testi di <strong>Bruno Corà</strong>, presidente Fondazione Burri, <strong>Anna Imponente</strong>, direttore del Polo museale della Campania e curatrice della mostra, <strong>Eloisa Saldari</strong>, critico d’arte, e l’introduzione di <strong>Paolo Mascilli Migliorini</strong>, direttore di Palazzo Reale di Napoli.</p>
<p><strong><u>CHI ERA HIDETOSHI NAGASAWA<br />
</u></strong>(Tonei, Manciuria, 1940 – Ponderano, Biella, 2018)</p>
<p>Nato a Tonei, in Manciuria, Hidetoshi Nagasawa è figlio di un medico militare delle truppe imperiali. Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, a causa dell’attacco dell’Unione Sovietica, i giapponesi residenti in quella zona sono costretti a fuggire e anche la sua famiglia intraprende un lungo viaggio che segnerà la sua vita come ispirazione della sua filosofia artistica. A Tokyo frequenta il corso di Architettura e Design laureandosi nel 1963, mentre sviluppa un particolare interesse per l’Avanguardia artistica, frequenta gli artisti del famoso gruppo Gutai.</p>
<figure id="attachment_29502" aria-describedby="caption-attachment-29502" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29502" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3.jpg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29502" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa, Matteo Ricci, 2010, acciaio e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>A ventisei anni inizia un viaggio in bicicletta durato un anno che dal Giappone lo porterà ad attraversare l’Asia. Arrivato in Grecia si imbarca per raggiungere le coste pugliesi, prosegue per Napoli, Roma, Firenze, Genova e Milano, dove arriva e si stabilisce nel 1967. Entra in contatto con l’ambiente artistico e frequenta Fabro, Trotta, Nigro, Castellani con cui crea un sodalizio lavorativo e allo stesso tempo fonda la “Casa degli Artisti” insieme a Fabro e alla critica militante Jole De Sanna. Dopo una prima attività performativa, dal 1972 si dedica alla scultura che realizza con metalli, marmo e bronzo che accosta e alterna a carta, legno e pietra in un dialogo tra cultura orientale e occidentale.</p>
<p>La scultura di Nagasawa si estende nello spazio, assume dimensioni monumentali, creando dei veri e propri “luoghi” che si riferiscono al tema del viaggio come passaggio tra diverse realtà, oscillanti tra visibile e invisibile. Agli inizi degli anni Ottanta, complice il suo interesse per l’architettura, realizza ambienti in cui anche la componente scultorea è diventata “antigravitazionale” e abbraccia l’idea di sospensione.</p>
<p>Il giardino, elemento peculiare della cultura zen, diventa protagonista della sua ricerca a partire dagli anni Novanta quale luogo di passaggio concluso e di transito, non è soggetto paesaggistico o architettonico, si configura piuttosto come organismo autonomo e vivente capace di stabilire una relazione osmotica con l&#8217;ambiente e il contesto urbano.</p>
<figure id="attachment_29505" aria-describedby="caption-attachment-29505" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29505" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-560x420.jpg 560w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli.jpg 756w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29505" class="wp-caption-text">Hidetoshi-Nagasawa, mostra a Palazzo Reale di Napol (ph-Charme-Napol)</figcaption></figure>
<p>Riconosciuto come uno dei più importanti artisti giapponesi di fama internazionale ha insegnato presso la Nuova Accademia di Belle Arti -Naba di Milano. È stato invitato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (1972, 1976, 1982, 1988) e ha partecipato a Documenta 9 a Kassel (1992) e alla XII Biennale di Scultura di Carrara (2006).</p>
<p>Ha inoltre esposto in mostre personali in Italia, al Padiglione d’arte contemporanea di Milano (1988), alla Galleria Comunale di Bologna (1993), alla Fondazione Mirò di Palma de Majorca (1996), alla Torre Guevara di Ischia (2006) e dal 2010 in Giappone presso il Museum of Modern Art di Saitama e di Kawagoe, il National Museum of Art di Osaka, il Museum of Modern Art di Kamakura e di Hayama e il Nagasaki Prefectural Art Museum.</p>
<p>I suoi lavori figurano in importanti collezioni pubbliche e private negli Stati Uniti, in Belgio e in Giappone, tra cui: Frac, Fontevraud; Solomon R Guggenheim Museum, New York; Middelheim Museum, Anversa; The National Museum of Modern Art, Osaka; Museum of Contemporary Art, Hiroshima; Municipio Adachi-ku, Tokyo; Art Tower, Mito; Contemporary Art center, Mito.</p>
<p><strong><em>Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra<br />
</em></strong>dal 12 dicembre 2019 al 10 marzo 2020Palazzo Reale di Napoli – Piazza del Plebiscito 1<br />
INFO: +39 081.5808255 &#8211; <a href="mailto:pm-cam.palazzoreale-na@beniculturali.it">pm-cam.palazzoreale-na@beniculturali.it</a></p>
<p>ORARI: dal giovedì al martedì, dalle ore 9.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso 19.00); mercoledì chiuso<br />
BIGLIETTO: Palazzo Reale e mostra € 6,00</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-reale-di-napoli-nagasawa/">Al Palazzo Reale di Napoli, intrecci di culture nelle grandi opere di Nagasawa</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29498</post-id>	</item>
		<item>
		<title>A Palazzo Zevallos la Berlino dell&#8217;arte prima e dopo la caduta del muro</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-zevallos-berlino-prima-e-dopo-il-muro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 14:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29388</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si inaugura domani 12 ottobre 2019 e resterà aperta fino al 19 gennaio 2020 a Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale a Napoli di Intesa Sanpaolo, la mostra Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro, a cura di Luca Beatrice. Dopo Le mille luci di New York nel 2017 e London Shadow [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-zevallos-berlino-prima-e-dopo-il-muro/">A Palazzo Zevallos la Berlino dell&#8217;arte prima e dopo la caduta del muro</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura domani 12 ottobre 2019 e resterà aperta fino al 19 gennaio 2020 a <strong>Palazzo Zevallos Stigliano</strong>, sede museale a Napoli di Intesa Sanpaolo, la mostra<br />
<strong>Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro</strong>, a cura di <strong>Luca Beatrice</strong>.<br />
Dopo <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/mille-luci-di-new-york-a-palazzo-zevallos-fino-a-5-novembre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Le mille luci di New York</strong></a> nel 2017 e<a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/palazzo-zevallos-mostra-london-shadow/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> London Shadow </strong></a>nel 2018, <strong>Berlin 1989</strong> chiude il trittico di mostre che <strong>Gallerie d&#8217;Italia</strong> <strong>Palazzo Zevallos</strong> ha dedicato alle grandi città che, sul finire del ‘900, hanno cambiato la storia dell’arte. In un percorso di 21 opere realizzate tra il 1972 e il 2003, giunte in prestito a Napoli da gallerie e collezioni private italiane, <strong>Berlin 1989</strong> presenta capolavori dei più importanti pittori tedeschi del dopoguerra e tra cui <strong>Georg Baselitz</strong>, <strong>Sigmar Polke</strong>, <strong>Gerhard Richter</strong>, <strong>Anselm Kiefer</strong>, <strong>Albert Oehlen</strong>.</p>
<p>La mostra consente un’immersione nell’energica Berlino di fine Novecento, dove prende vita una pittura che interpreta lo spirito del tempo e usa un linguaggio libero, irruente e dai toni dissonanti, spingendo all’estremo la creatività e il desiderio di rinnovamento.<br />
Annunciato come uno degli anniversari più attesi del 2019, il 9 novembre saranno passati <strong>trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino</strong>. Quel simbolo di divisione dell’Europa fu edificato nel 1961. Restò in piedi per ventotto anni, ovvero per un periodo di tempo minore rispetto a quanto ne è passato dalla sua demolizione. Ma da allora, la Storia ha davvero voltato pagina?</p>
<p><strong>Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro</strong><br />
Gallerie d’Italia &#8211; <strong>Palazzo Zevallos Stigliano</strong> &#8211; Via Toledo, 185 Napoli<br />
<strong>Apertura al pubblico</strong>: dal 12 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020<br />
<strong>Orari:</strong> Da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)<br />
sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30)<br />
Chiuso lunedì<br />
<strong>Informazion</strong>i: numero verde 800.454229 &#8211; info@palazzozevallos.com- <a href="http://www.gallerieditalia.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.gallerieditalia.com</a><br />
<strong>Biglietti:</strong> intero 5 euro, ridotto 3 euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/palazzo-zevallos-berlino-prima-e-dopo-il-muro/">A Palazzo Zevallos la Berlino dell&#8217;arte prima e dopo la caduta del muro</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29388</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Al Museo Archeologico si cammina coi calzari ai piedi sui mosaici della Magna Grecia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-napoli-si-cammina-sui-mosaici-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 18:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Canova]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[storia della Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[visitare napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29357</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il Museo Archeologico di Napoli ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla Magna Grecia. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-napoli-si-cammina-sui-mosaici-magna-grecia/">Al Museo Archeologico si cammina coi calzari ai piedi sui mosaici della Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il <strong>Museo Archeologico di Napoli</strong> ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla <strong>Magna Grecia</strong>. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana. per ricchezza ed antichità del patrimonio archeologico. Tutti i reperti, dal Settecento ai primi decenni del Novecento furono convogliati nell’allora Real Museo Borbonico tramite acquisti e donazioni.</p>
<p>“Restituiamo al <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> <strong>di Napoli</strong> una parte fondamentale della sua identità &#8211; ha affermato il direttore <strong>Paolo Giulierini</strong> &#8211; la collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo. Nelle sale del primo piano che ospitano il <a href="https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2019/07/collezione-magna-grecia-al-mann/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>percorso espositivo</strong></a>, &#8211; promette ancora Giulierini &#8211; un’esperienza unica attende il visitatore, che può  ‘passeggiare nella storia’, camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati&#8221;. Al Mann sottolineano che la pavimentazione a mosaico delle sale che ospitano la collezione necessita di alcune precauzioni nella fruizione, tra cui l’utilizzo di apposite calzature (al costo di 1,50 euro) e l’ingresso regolamentato negli spazi espositivi.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29369 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg 217w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-580x800.jpg 580w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-304x420.jpg 304w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio.jpg 673w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" />Ecco le regole per accedere alla sezione Magna Grecia<em>:<br />
</em></strong><em>&#8211; </em>Turni di ingresso di 40 persone ogni 20 minuti a partire dalle 9:00, fino a chiusura della sezione<br />
&#8211; Per accedere alla sezione è fatto obbligo a tutti di indossare gli appositi copri-scarpe distribuiti all’ingresso della sezione, al fine di tutelare la pavimentazione musiva originale.<br />
– A partire dal 22 Luglio 2019, si applica un costo di € 1,50 a persona (indipendentemente dalle agevolazioni previste sull’acquisto del biglietto di ingresso al museo) come contributo dovuto per la manutenzione e pulizia delle superfici musive<br />
– Il turno di ingresso è acquistabile presso la biglietteria del Mann al momento dell’acquisto del biglietto del museo o anche successivamente, a seconda della disponibilità residua<br />
– Il turno di ingresso alla sezione <em>Magna Grecia</em> è pre-acquistabile anche <em>on-line</em> sul sito <a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it/">museoarcheologiconapoli.it</a> o telefonando allo 06 399 67 050<br />
– E’ possibile accedere alla sezione <em>Magna Grecia </em>una sola volta per turno di ingresso.<br />
– I copri-scarpe vanno lasciati all’uscita della sezione, nell’apposito contenitore.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29366 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg 229w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-321x420.jpg 321w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo.jpg 567w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" />Nel viaggio a ritroso nella storia, dall’VIII sec. a. C. sino alla conquista romana, è così ricostruito al Mann il  mosaico che definì l’identità culturale della Magna Grecia: si parte con alcune sepolture da Pithekoussai (Ischia) e Cuma (databili tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII sec. a. C.) per testimoniare le fasi più remote della “colonizzazione” greca del Sud Italia.</p>
<p>Tra i capolavori esposti spiccano la suggestiva e coloratissima opera d’arte del fregio in terracotta con lotta tra Eracle e il mostro marino Nereo e le Tavole di Eraclea.  Si tratta di una grandiosa iscrizione (rinvenuta nel 1732), che segnò una tappa fondamentale nella scoperta della Magna Grecia, affascinando il Settecento riformatore e illuminista per aver fissato nel bronzo il dettagliato resoconto dei lavori pubblici legati al riordino di alcuni terreni di proprietà religiosa.</p>
<p>Nella terza sala, si affronta il tema del significato ideologico del banchetto. È ricostruito, così, un convivio tra VI e V sec. a.C.: i vasi attici figurati riflettono un rituale consolidato per cui ogni recipiente (crateri, anfore, coppe, vasellame in bronzo) assumeva una funzione specifica.</p>
<p>Tra i maggiori acquisti che il governo borbonico riuscì ad assicurare al Museo, spiccano le coppie di frontali e pettorali per cavalli, provenienti da una sepoltura ruvestina di un cavaliere di rango principesco, così come i due crateri a mascheroni apuli dall’Ipogeo del Vaso di Dario di Canosa, vasi colossali la cui unica funzione doveva essere quella di costosissimi status symbol.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29367 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-696x513.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-570x420.jpg 570w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo.jpg 731w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Raffinate testimonianze della moda del tempo sono le oreficerie esposte: collane, bracciali, orecchini e altri gioielli documentano così i preziosi ornamenti indossati per ostentare la propria appartenenza sociale. In questa stessa sala, si trova lo straordinario Cratere di Altamura (metà IV sec. a.C.), uno dei più monumentali vasi apuli pervenuti dall’antichità. L’opera, recentemente restaurata dallo staff del <strong>Getty Museum</strong>, è decorata da una rara ed emblematica raffigurazione del mondo degli Inferi con la dimora di Ade e Persefone, insieme a numerosi personaggi mitologici legati all’aldilà.</p>
<p>Tra le opere inserite nel percorso espositivo del Museo Archeologico, è da ricordare l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più celebri che il mondo antico abbia restituito. Acquistata nel 1818 per l’allora incredibile cifra di 10.000 ducati (una quantità d’oro corrispondente a circa 170.000 euro), l’opera è attribuita al Pittore di Kleophrades (490-480 a.C.). Sulla spalla del vaso si succedono in circolo scene della presa di Troia (tra cui lo stupro di Cassandra e la sanguinosa morte di Priamo), capaci di affascinare i moderni per il contrasto tra l’armonia compositiva e la violenza nella resa dei dettagli.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-napoli-si-cammina-sui-mosaici-magna-grecia/">Al Museo Archeologico si cammina coi calzari ai piedi sui mosaici della Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29357</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Corto Maltese : un viaggio straordinario</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/corto-maltese-un-viaggio-straordinario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 20:52:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.charmenapoli.it/?p=29138</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il misterioso ed affascinante marinaio nato dalla penna di Hugo Pratt approda al Museo archeologico nazionale di Napoli in una mostra, dedicata al maestro del fumetto, intitolata Corto maltese: un viaggio straordinario. L&#8217;esposizione è organizzata da COMICON in sinergia con Patrizia Zanotti (disegnatrice, ha iniziato a lavorare con Hugo Pratt a 17 anni) Managing Director di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/corto-maltese-un-viaggio-straordinario/">Corto Maltese : un viaggio straordinario</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_29143" aria-describedby="caption-attachment-29143" style="width: 183px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class=" wp-image-29143" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-294x300.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="183" height="187" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-294x300.jpg 294w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-768x785.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-783x800.jpg 783w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-356x364.jpg 356w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-696x711.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-1068x1091.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-411x420.jpg 411w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" /><figcaption id="caption-attachment-29143" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>Il misterioso ed affascinante marinaio nato dalla penna di <strong>Hugo Pratt</strong> approda al <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong> in una mostra, dedicata al maestro del fumetto, intitolata <strong>Corto maltese: un viaggio straordinario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione è organizzata da <strong>COMICON</strong> in sinergia con <strong>Patrizia Zanotti</strong> (disegnatrice, ha iniziato a lavorare con Hugo Pratt a 17 anni) Managing Director di <strong>CONG</strong> ed è inserita nell&#8217;ambito del progetto <strong>OBVIA</strong> (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) dell’Università di Napoli Federico II per il <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong>.</p>
<p>Patrocinata dal <strong>Comune di Napoli</strong> e realizzata in collaborazione con <strong>Rizzoli Lizard,</strong> la mostra ospita circa 100 pezzi tra schizzi, tavole, fotografie e ingrandimenti, un viaggio straordinario nel mondo di questo solitario e ramingo personaggio.</p>
<figure id="attachment_29147" aria-describedby="caption-attachment-29147" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29147" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-300x228.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="300" height="228" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-300x228.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-768x583.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-800x608.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-696x529.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-1068x811.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-553x420.jpg 553w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29147" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>L&#8217;esposizione è il risultato della felice e proficua collaborazione tra <strong>Museo archeologico</strong> e <strong>COMICON</strong> con l&#8217;obbiettivo di stabilire un’interazione e un dialogo tra l’archeologia e nuove forme artistiche, capaci di intercettare le passioni ed i gusti dei più giovani. Non a caso lo spazio espositivo che ospita la mostra si trova nella sezione archeologica del porto, quale posto migliore per un marinaio?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Aspettando Thalassa non potevamo trovare miglior compagnia di Corto Maltese!  Si rinnova con una originale mostra dedicata al personaggio cult di Hugo Pratt, pensata  per il <strong>MANN</strong> e per Napoli, la stimolante collaborazione tra il Museo e <strong>COMICON</strong>, nel solco del progetto Obvia, ovvero della contaminazione tra arti e linguaggi, tra antico e contemporaneo.   L’esposizione, la prima così completa che la città dedica a uno dei più grandi fumettisti mondiali e alla sua graphic novel dallo spessore letterario, fa parte di un percorso di eventi, tra il MANN e i Campi Flegrei, verso  «Thalassa. Mare, mito, storia ed archeologia». Dal 25 settembre 2019 al marzo 2020 nel <strong>salone della Meridiana</strong> saranno allestite le meraviglie dell’archeologia subacquea del Mediterraneo conservate nei più importanti musei del mondo, in  otto sezioni: Il sacro, il mito, la guerra, il commercio, l’esplorazione e navigazione, la vita di bordo, l’otium, le risorse. ‘Un viaggio straordinario’ sta per iniziare!”</em> – <strong>dichiara il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.</strong></p>
<figure id="attachment_29144" aria-describedby="caption-attachment-29144" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29144" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-234x300.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="234" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-234x300.jpg 234w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-768x983.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-625x800.jpg 625w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-696x891.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-1068x1367.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-328x420.jpg 328w" sizes="(max-width: 234px) 100vw, 234px" /><figcaption id="caption-attachment-29144" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p><strong>Claudio Curcio, Direttore Generale COMICON</strong>: <em>“Dopo aver festeggiato l’anno scorso il traguardo importante dei (primi) vent’anni di COMICON, con l’edizione 2019 del nostro Festival volevamo cominciare una nuova avventura, forti dell’esperienza accumulata e orgogliosi del lavoro svolto finora. È per questo che siamo particolarmente fieri di poter finalmente lavorare con uno dei più grandi e celebrati autori italiani del Fumetto, un autore, <strong>Hugo Pratt</strong>, che ancora non avevamo avuto la possibilità di presentare al pubblico di <strong>COMICON</strong> e di Napoli e il cui lavoro mancava nella nostra città dagli anni novanta. Un progetto importante e impegnativo, che ci vede tutti fortemente coinvolti e per cui ringraziamo <strong>CONG</strong>, che ha gentilmente concesso i diritti, e il <strong>Museo Archeologico Nazionale </strong></em><em><strong>di Napoli</strong>, che ha accettato con entusiasmo di ospitare la mostra dedicata a Corto Maltese e al suo creatore. Un Viaggio Straordinario, quello che accompagnerà i visitatori in più di quattro mesi di esposizione e che inaugurerà ufficialmente la ventunesima edizione del nostro Festival il 24 aprile. Non potevamo sperare di cominciare meglio questa nuova avventura, verso altri venti anni di <strong>COMICON</strong>”.</em></p>
<figure id="attachment_29145" aria-describedby="caption-attachment-29145" style="width: 359px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-29145" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-300x225.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="359" height="269" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-768x576.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-800x600.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-1068x801.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-560x420.jpg 560w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /><figcaption id="caption-attachment-29145" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>Il catalogo <strong>Corto Maltese. Un viaggio straordinario, </strong>abbinato alla mostra e pubblicato da COMICON Edizioni raccoglierà gli approfondimenti di esperti del Fumetto e dell’opera di Pratt, indagando sul rapporto di Corto Maltese con il mare, le donne ed i viaggi. Nel catalogo saranno anche analizzati i legami che <strong>Pratt</strong> ha avuto non soltanto con i suoi maestri ispiratori (tra questi, <strong>Milton Caniff</strong> e <strong>Will Gould</strong>), ma anche con il mondo del cinema; narrando le sue avventure in giro per il mondo. Un viaggio illustrato, umano, poetico, un viaggio straordinario!</p>
<p>La mostra è aperta <strong> tutti i giorni</strong> dalle 9:00 alle 19:30 <strong>tranne il martedì</strong>.</p>
<p><strong>Costo dei biglietti:</strong></p>
<ul>
<li>15,00 euro (intero)</li>
<li>7,50 euro (ridotto)</li>
<li>2,00 euro (18-25 anni)</li>
</ul>
<p><strong>Accessi illimitati ed inclusi nell’abbonamento OpenMann</strong>.<br />
<strong><br />
Ingresso gratuito</strong> nelle giornate previste dalla campagna ministeriale 2019 #IoVadoAlMuseo:</p>
<ul>
<li>Maggio: domenica 12, 19 e 26</li>
<li>Agosto: domenica 11, 18 e 25</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/corto-maltese-un-viaggio-straordinario/">Corto Maltese : un viaggio straordinario</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29138</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
