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	<title>Musei Archivio - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/riaprono-gli-scavi-di-ercolano-ticket-solo-online-a-1150-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 14:19:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
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		<category><![CDATA[Pompei e Ercolano vita all'ombra del Vesuvio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani tra i 18 e 25 anni 2 euro. Ma i biglietti sono acquistabili esclusivamente on line<strong>, </strong>a partire da lunedì 1 giugno dalle ore 12.00, sul sito <strong><a href="http://www.ticketone.it/"> www.ticketone.it</a></strong>, con un costo aggiuntivo di 1,50 euro per diritti di prevendita. Attraverso entrambi gli ingressi di Corso Resina e Viale dei Papiri Ercolanesi, i visitatori potranno accedere per fasce orarie di 15 minuti con un numero massimo di ingressi di 15 persone, compresi bambini e ragazzi. Previsto così l’afflusso massimo di 60 persone distribuite in ogni ora, pari ad un massimo di 480 ingressi giornalieri.</p>
<p>Il servizio informazioni verrà svolto presso un desk esterno. Aperto anche il bookshop e completamente rinnovato il servizio audio guide che offre l’app scaricabile fal sito <a href="http://www.ercolano.beniculturali.it/"><strong>www.ercolano.beniculturali.it</strong>. </a>Al check point ci sarà il controllo della temperatura corporea e della mascherina. Una volta varcato il controllo biglietti, i visitatori potranno accedere al Padiglione della Barca dove è esposta la barca scoperta sull’antica spiaggia e una serie di oggetti che legano a filo doppio Ercolano con il mare; il percorso porta poi all’Antiquarium, con l’esposizione permanente &#8220;<em>SplendOri. Il lusso negli ornamenti a Ercolano&#8221;</em> con circa 200 oggetti preziosi appartenuti agli antichi ercolanesi (leggi <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/splendori-mostra-parco-archeologico-di-ercolano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui</strong></a>); nell’area archeologica si accederà attraverso la Galleria Martusciello e da qui, attraverso un percorso circolare, si potrà visitare l’intero scavo, modulando liberamente la durata complessiva della visita con l’ausilio delle indicazioni fornite dal personale di vigilanza e della segnaletica. Saranno permesse anche visite con guida turistica. Per la seconda fase sono già tracciati i primi passi verso una direzione che vedrà i servizi sempre più digitalizzati.</p>
<p><em>“Il Parco ritorna a vivere – </em>dichiara il direttore <strong>Francesco Sirano</strong><em> – ritorniamo ad accogliere i nostri visitatori con gioia ma senza dimenticare il dolore e le incertezze che questi mesi ci hanno portato. Siamo convinti che con il nostro servizio il sito UNESCO di Ercolano contribuirà alla ripresa e al rilancio del nostro territorio e delle iniziative culturali a livello nazionale e internazionale. Sicurezza, flessibilità, fiducia e entusiasmo nel garantire una concreta esperienza di conoscenza sono i nostri punti di riferimento in questa nuova sfida. </em><em>I nostri visitatori potranno godere del sito secondo i ritmi rilassati che esso ha sempre consentito e nell’atmosfera incredibile che questo scrigno di conoscenza e di sensazioni unico può offrire&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;Con la tariffa agevolata </em>&#8211; spiega &#8211; <em>abbiamo pensato ad una accoglienza che gradualmente ritorni alla normalità, abbiamo ritoccato il costo nella consapevolezza che la conformazione del Parco ci permette di offrire una visita gratificante praticamente invariata rispetto</em><em>  </em><em>a quella dei mesi scorsi. Siamo anche pronti a lanciare un <strong>abbonamento al prezzo di 13 Euro</strong> in promozione sino all’inizio dell’orario invernale, costo equivalente a quello del biglietto preCOVID19, che permetterà per un anno solare dall’acquisto di accedere al sito ogni volta che si vorrà, alle mostre e a tutte le iniziative che abbiamo riprogrammato tra 2020 e 2021. Saremo vigili nel rispettare e far rispettare tutte le norme che tutelano la sicurezza di chiunque varchi i cancelli del Parco e fedeli al simbolo di Ercole, eroe della città, resilienti ci rialzeremo, assieme al territorio intero, per riconquistare progressivamente spazi e tempi del passato”.​</em></p>
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<div class="PlainText"><strong>Scavi di Ercolano</strong> <br />
facebook: <a href="https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano">https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano</a><br />
<a href="http://www.ercolano.beniculturali.it">www.ercolano.beniculturali.it</a></div>
</div>
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		<title>Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
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		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via la mostra “Gli Etruschi e il Mann” Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via la mostra “Gli Etruschi e il Mann”</p>
</h3>
<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riapre con tre opzioni di percorso e prenotazione obbligatoria, da effettuare, a partire dal 29 maggio, tramite i siti web <strong><a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.museoarcheologiconapoli.it</a></strong> e <strong><a href="http://www.coopculture.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.coopculture.it</a></strong>. Il visitatore potrà scegliere, in una specifica fascia oraria, fra tre itinerari: il <strong>Percorso Classico</strong> (Collezione Farnese, Mosaici e Gabinetto Segreto, Collezione Oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, Tempio di Iside e Sale degli Affreschi); le <strong>Nuove Collezioni</strong> (Sezione Egizia ed Epigrafica, Magna Grecia, Preistoria e Protostoria); le <strong>Mostre Temporanee</strong> (“<strong>Gli Etruschi e il Mann</strong>”, in programma dal prossimo 12 giugno; “<strong>Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo</strong>”, in proroga sino al 21 giugno; “Lascaux 3.0”, visitabile fino al 2 luglio; “<strong>Capire il cambiamento climatico</strong>”, in calendario sino al 31agosto). Previa disponibilità di posti nell’orario prescelto, il visitatore avrà modo anche di sommare tutte le opzioni di tour museale.</p>
<p> “Il Mann ricomincia dai cittadini, dalla comunità dei nostri abbonati, dal territorio, dagli operatori della cultura &#8211; commenta il direttore del Museo Archeologico, <strong style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;">Paolo Giulierini</strong><span style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;"> -. Ricomincia da dove ci eravamo lasciati, dalle Università, da chi sta lavorando per far ripartire le scuole e le attività per l’infanzia. Per più di ottanta giorni il portone del Museo è rimasto chiuso, ma non ci siamo mai fermati, la nostra bellezza e la nostra identità hanno viaggiato, sia pur virtualmente, per il mondo. Con emozione ci prepariamo ora alla riapertura nella simbolica data del 2 giugno, con una proposta di fruizione in assoluta sicurezza, ingressi scontati e una offerta più ricca, a partire dagli “Etruschi e il Mann”, una accoglienza speciale per le famiglie. Sarà un piacere per noi salutare i visitatori di q.uesta prima giornata con un piccolo omaggio. Voglio ricordare che chi sceglierà l’abbonamento, ad un costo davvero simbolico, potrà organizzarsi al meglio per godere di tutti i percorsi, in più volte. Ci siamo, quindi. Guardiamo ai prossimi mesi con ottimismo e grande responsabilità. Il passato lo abbiamo subito e affrontato. Il finale però, adesso, lo scegliamo noi. Vi aspettiamo”.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-29689 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-768x594.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-696x539.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-543x420.jpg 543w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le procedure organizzative garantiranno la sicurezza del pubblico: il biglietto sarà esclusivamente digitale; all’ingresso del Museo Archeologico, una telecamera termica consentirà la rilevazione della temperatura corporea, indicando come soglia limite per l’ingresso i 37.5 gradi; all’interno dell’edificio, sarà indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale; nell’itinerario di visita, saranno allestiti pannelli informativi e indicatori per il distanziamento; in alcuni punti degli ambienti, presenti dispenser con gel disinfettante. <br />
I titolari di abbonamento OpenMann dovranno prenotare ogni accesso al Museo. Dal 2 giugno, per chi attiverà un’offerta OpenMann, le tessere annuali saranno esclusivamente vendibili online e disponibili in formato elettronico.</p>
<p>Dal 2 giugno al 31 dicembre, i ticket per accedere al Museo saranno sensibilmente ridotti. Le tariffe praticate, senza alcun onere aggiuntivo per la prenotazione obbligatoria saranno le seguenti: biglietto intero <strong>8 euro;</strong> biglietto due adulti over 25 anni <strong>12 euro</strong>; biglietto ridotto <strong>4 euro</strong>; biglietto per cittadini Ue dai 18 ai 25 anni non compiuti <strong>2 euro</strong>.<br />
Anche l’abbonamento OpenMann diventerà sempre più conveniente: l’opzione adulti costerà 10 euro, le card Young (18-25 anni) e Academy (per studenti di qualsiasi corso di laurea e scuola di specializzazione, senza limiti di età) prevedranno un prezzo di <strong>5 euro</strong>, la card Family (due adulti over 25) sarà acquistabile a <strong>16 euro</strong>. <br />
Per i titolari di tessera in corso di validità, sarà garantito un recupero di tre mesi per compensare la mancata fruizione del Museo nel periodo di chiusura: questa dilazione temporale sarà registrata dal sistema in automatico. </p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29690 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-800x759.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-768x729.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1536x1457.jpg 1536w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-696x660.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1068x1013.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-443x420.jpg 443w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Alla riapertura sarà terminato e godibile il restyling delle <strong>Sale degli Affreschi</strong>: anche questa sezione ha richiesto un aggiornamento dei pannelli e delle didascalie, per conseguire una maggiore essenzialità di comunicazione e coordinarsi con la nuova immagine grafica del Museo Archeologico. All’interno delle sale, si sono rese necessarie modifiche dovute allo spostamento di alcuni affreschi, da collocare nella futura sezione dedicata alla Scultura campana, al piano terra dell’ala occidentale del Museo, per ricomporre i complessi figurativi di alcuni edifici pubblici di Pompei ed Ercolano. In sostituzione di queste opere, sono stati selezionati dai depositi tre affreschi da Ercolano: nello specifico, due con prospetti architettonici e un altro con il mito Fedra e Ippolito. Per la sala 78, sono stati scelti sei “ritratti”, con espressivi volti di giovani e donne, nonché i busti di Ercole e di Ercole e Onfale.</p>
<p><em>Nelle foto, dall&#8217;alto: 1) l&#8217;intonaco dipinto con Ercole e Onfale, novità nelle selezione degli Affreschi; 2) il piccolo calderone in argento dorato (VII sec. a.C.) da Palestrina- Tomba Bernardini, presente nell&#8217;exxhibit sugli Etruschi</em></p>
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		<title>Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 16:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 16 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si apre la mostra &#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al 31 ottobre mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. L&#8217;exhibit nasce anche dalla rete scientifica stabilita con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 16 marzo al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si apre la mostra <strong>&#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;</strong>, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al <strong>31 ottobre</strong> mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. L&#8217;exhibit nasce anche dalla rete scientifica stabilita con il <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong>, dove è stata ospitata la prima tappa del percorso.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29626 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--800x534.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--768x512.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--696x464.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--1068x712.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.-.jpg 1180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a.C.) e definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure (quella padana nel Nord e quella campana nel Sud). ​<br />
La mostra &#8211; organizzata da Electa &#8211; è arricchita anche da un prestito del <strong>Museo Etrusco di Villa Giulia</strong>: il corredo della celebre Tomba Bernardini di Palestrina che per la prima volta è esposto accanto alla Tomba Artiaco 104, in  una sorta di ideale congiunzione tra l&#8217;area etrusco-laziale e quella campana. </p>
<p><em>Nelle foto: l&#8217;affibbiaglio a spranghe (VIII sec. a.C., Tomba di Artiaco 104) e in alto l&#8217;affibbiaglio dalla Tomba Bernardini di Palestrina (VII sec. a. C.)</em></p>
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		<title>Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 15:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa. Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti, di cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa.</h4>
<p>Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti, di cui nuovi manufatti in mostra . Tre livelli per seguire le grandi tappe della vita dell’uomo, dalla <strong>Preistoria</strong> alla <strong>Protostoria</strong>: si procede a ritroso, partendo dal piano più alto, che racchiude i reperti dal Paleolitico Inferiore all’Eneolitico; si passa attraverso uno spazio intermedio, che racconta l’Età del Bronzo; allo “stadio” ancora più basso, focus espositivo sull’Età del Bronzo medio e finale e sulla prima Età del Ferro.</p>
<p>La riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria”, non più fruibile nel Museo Archeologico<br />
Nazionale di Napoli dalla fine del secolo scorso, è un viaggio in cui i millenni appaiono come piccole tessere di un mosaico: il trascorrere di un amplissimo lasso temporale, da 450mila anni fa sino al VII sec. a.C., è scandito da circa 3.000 reperti, che testimoniano le evoluzioni dell’intelligenza e, dunque, dell’abilità umana in otto sale, per un’esposizione permanente di oltre 1.000 mq: gli ambienti che ospitano la sezione restano quelli dell’allestimento del 1995. Dalla Preistoria e Protostoria si dipanerà, poi, l’itinerario che porterà all’inaugurazione della sezione su Cuma (dicembre 2021) ed a quella su<br />
Neapolis (dicembre 2022).</p>
<p>&#8220;Un racconto nuovo per il cammino più antico dell’uomo &#8211; commenta il direttore del Mann, <strong>Paolo Giulierini</strong> -: con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria del nostro Museo. Grazie ad un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sarà più facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti. Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo aprile, ospiterà la sua prima mostra site specific, dedicata al maestro del fumetto francese <strong>Moebius</strong>, in collaborazione con <strong>Comicon</strong>. Perché, così come nell’arte (da Cézanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miró fino a Keith Haring), c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario ‘pop’. Basti pensare alla scena iniziale di ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide primitivo sulle note di Also sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; e ancora, ai cartoon della nostra infanzia, dagli Antenati all’Era Glaciale e i Croods, ma anche al ‘Il più grande uomo scimmia del Pleistocene’ di Roy Lewis, e a tanto cinema da ‘Nel mondo perduto’ a ‘Jurassik park’. Ad ognuno quindi le sue suggestioni &#8211; conclude Giulierini -, con l’ invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle e a riflettere sulle origini dell’uomo in percorso scientifico chiaro e coinvolgente. La storia prima della storia torna quindi nelle sale del Museo Archeologico di Napoli e ad accompagnare questa tappa importante nella sua crescita continua fino al 31 maggio, in esclusiva italiana, l’exhibition <strong>Lascaux 3.0</strong>”.</p>
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		<title>La paleolitica Grotta di Lascaux si visita al Museo Archeologico di Napoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/grotta-lascaux-museo-archeologico-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 16:57:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire il famoso complesso della Grotta di Lascaux,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. Essendo il sito preistorico interdetto alle visite dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “<strong>Lascaux 3.0</strong>”, che permette di scoprire il famoso complesso della <strong>Grotta di Lascaux</strong>,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. Essendo il sito preistorico interdetto alle visite dal 1963, è quindi fruibile soltanto attraverso la ricostruzione limitrofa al complesso e attraverso la versione espositiva  &#8211; itinerante nel mondo &#8211; che è quella in mostra al Mann, per la prima volta in Italia, fino al 31 maggio.</p>
<p>L&#8217;exhibit su Lascaux si collega al restyling della collezione del Mann su <strong>Preistoria e Protostoria</strong>, sezione che riaprirà al pubblico il 28 febbraio 2020. Nell&#8217;allestimento permanente del Museo Archeologico saranno restituiti alla fruizione circa 3 mila reperti, anche esposti per la prima volta dai depositi e presentati, nelle sale adiacenti alla Meridiana, in un percorso dal Paleolitico inferiore all&#8217;Età del Ferro.</p>
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		<title>Al Museo Archeologico si cammina coi calzari ai piedi sui mosaici della Magna Grecia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-archeologico-napoli-si-cammina-sui-mosaici-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 18:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Canova]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[storia della Magna Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il Museo Archeologico di Napoli ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla Magna Grecia. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il <strong>Museo Archeologico di Napoli</strong> ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla <strong>Magna Grecia</strong>. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana. per ricchezza ed antichità del patrimonio archeologico. Tutti i reperti, dal Settecento ai primi decenni del Novecento furono convogliati nell’allora Real Museo Borbonico tramite acquisti e donazioni.</p>
<p>“Restituiamo al <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> <strong>di Napoli</strong> una parte fondamentale della sua identità &#8211; ha affermato il direttore <strong>Paolo Giulierini</strong> &#8211; la collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo. Nelle sale del primo piano che ospitano il <a href="https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2019/07/collezione-magna-grecia-al-mann/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>percorso espositivo</strong></a>, &#8211; promette ancora Giulierini &#8211; un’esperienza unica attende il visitatore, che può  ‘passeggiare nella storia’, camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati&#8221;. Al Mann sottolineano che la pavimentazione a mosaico delle sale che ospitano la collezione necessita di alcune precauzioni nella fruizione, tra cui l’utilizzo di apposite calzature (al costo di 1,50 euro) e l’ingresso regolamentato negli spazi espositivi.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29369 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg 217w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-580x800.jpg 580w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-304x420.jpg 304w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio.jpg 673w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" />Ecco le regole per accedere alla sezione Magna Grecia<em>:<br />
</em></strong><em>&#8211; </em>Turni di ingresso di 40 persone ogni 20 minuti a partire dalle 9:00, fino a chiusura della sezione<br />
&#8211; Per accedere alla sezione è fatto obbligo a tutti di indossare gli appositi copri-scarpe distribuiti all’ingresso della sezione, al fine di tutelare la pavimentazione musiva originale.<br />
– A partire dal 22 Luglio 2019, si applica un costo di € 1,50 a persona (indipendentemente dalle agevolazioni previste sull’acquisto del biglietto di ingresso al museo) come contributo dovuto per la manutenzione e pulizia delle superfici musive<br />
– Il turno di ingresso è acquistabile presso la biglietteria del Mann al momento dell’acquisto del biglietto del museo o anche successivamente, a seconda della disponibilità residua<br />
– Il turno di ingresso alla sezione <em>Magna Grecia</em> è pre-acquistabile anche <em>on-line</em> sul sito <a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it/">museoarcheologiconapoli.it</a> o telefonando allo 06 399 67 050<br />
– E’ possibile accedere alla sezione <em>Magna Grecia </em>una sola volta per turno di ingresso.<br />
– I copri-scarpe vanno lasciati all’uscita della sezione, nell’apposito contenitore.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29366 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg 229w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-321x420.jpg 321w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo.jpg 567w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" />Nel viaggio a ritroso nella storia, dall’VIII sec. a. C. sino alla conquista romana, è così ricostruito al Mann il  mosaico che definì l’identità culturale della Magna Grecia: si parte con alcune sepolture da Pithekoussai (Ischia) e Cuma (databili tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII sec. a. C.) per testimoniare le fasi più remote della “colonizzazione” greca del Sud Italia.</p>
<p>Tra i capolavori esposti spiccano la suggestiva e coloratissima opera d’arte del fregio in terracotta con lotta tra Eracle e il mostro marino Nereo e le Tavole di Eraclea.  Si tratta di una grandiosa iscrizione (rinvenuta nel 1732), che segnò una tappa fondamentale nella scoperta della Magna Grecia, affascinando il Settecento riformatore e illuminista per aver fissato nel bronzo il dettagliato resoconto dei lavori pubblici legati al riordino di alcuni terreni di proprietà religiosa.</p>
<p>Nella terza sala, si affronta il tema del significato ideologico del banchetto. È ricostruito, così, un convivio tra VI e V sec. a.C.: i vasi attici figurati riflettono un rituale consolidato per cui ogni recipiente (crateri, anfore, coppe, vasellame in bronzo) assumeva una funzione specifica.</p>
<p>Tra i maggiori acquisti che il governo borbonico riuscì ad assicurare al Museo, spiccano le coppie di frontali e pettorali per cavalli, provenienti da una sepoltura ruvestina di un cavaliere di rango principesco, così come i due crateri a mascheroni apuli dall’Ipogeo del Vaso di Dario di Canosa, vasi colossali la cui unica funzione doveva essere quella di costosissimi status symbol.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29367 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-696x513.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-570x420.jpg 570w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo.jpg 731w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Raffinate testimonianze della moda del tempo sono le oreficerie esposte: collane, bracciali, orecchini e altri gioielli documentano così i preziosi ornamenti indossati per ostentare la propria appartenenza sociale. In questa stessa sala, si trova lo straordinario Cratere di Altamura (metà IV sec. a.C.), uno dei più monumentali vasi apuli pervenuti dall’antichità. L’opera, recentemente restaurata dallo staff del <strong>Getty Museum</strong>, è decorata da una rara ed emblematica raffigurazione del mondo degli Inferi con la dimora di Ade e Persefone, insieme a numerosi personaggi mitologici legati all’aldilà.</p>
<p>Tra le opere inserite nel percorso espositivo del Museo Archeologico, è da ricordare l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più celebri che il mondo antico abbia restituito. Acquistata nel 1818 per l’allora incredibile cifra di 10.000 ducati (una quantità d’oro corrispondente a circa 170.000 euro), l’opera è attribuita al Pittore di Kleophrades (490-480 a.C.). Sulla spalla del vaso si succedono in circolo scene della presa di Troia (tra cui lo stupro di Cassandra e la sanguinosa morte di Priamo), capaci di affascinare i moderni per il contrasto tra l’armonia compositiva e la violenza nella resa dei dettagli.</p>
<p></p>
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		<title>Museo Cappella Sansevero da record: 665 mila visitatori nel 2018</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/museo-cappella-sansevero-record-visitatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 01:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Cappella Sansevero chiude il 2018 con numeri da record. Dal 2013 (238.795 visitatori paganti) il trend si è mantenuto costantemente in positivo raggiungendo, alla fine del 2018, la straordinaria cifra di oltre 665.000 unità, una crescita del 178% in soli cinque anni. Anche la media giornaliera di visitatori per il 2018 è salita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Museo Cappella Sansevero</strong> chiude il 2018 con numeri da record. Dal 2013 (<strong>238.795</strong> visitatori paganti) il trend si è mantenuto costantemente in positivo raggiungendo, alla fine del 2018, la straordinaria cifra di oltre <strong>665.000</strong> unità, una crescita del <strong>178%</strong> in soli cinque anni.</p>
<p>Anche la <strong>media giornaliera di visitatori</strong> per il 2018 è salita fino alla straordinaria cifra di <strong>2.224</strong> persone per ogni giorno di apertura.</p>
<p>L&#8217;enorme afflusso di visitatori, che hanno ammirato il <strong><i>Cristo velato</i></strong> e le altre meraviglie della cappella barocca, ha richiesto un adeguamento degli orari di visita. A partire dal 1 marzo, infatti, l’orario di apertura regolare è stato ampliato di un’ora (dalle 9.00 alle 19.00, ultimo ingresso consentito alle 18.30).</p>
<p>Esprime soddisfazione il direttore del museo, <strong>Fabrizio Masucci</strong> che dichiara: &#8220;I dati registrati nell’ultimo anno sono da considerarsi tanto più straordinari quando si pensi alle dimensioni contenute dello spazio espositivo e dell’area di attesa all’esterno. A fronte di questi numeri e delle condizioni logistiche non ideali per la gestione di flussi così consistenti, è da sottolineare anche l’eccezionale gradimento espresso dagli utenti: su Tripadvisor, il più noto portale di recensioni di viaggiatori, il Museo Cappella Sansevero è stabilmente primo non solo tra i musei cittadini, ma più in generale tra i quasi 600 ‘siti di interesse’ segnalati sul portale&#8221;.</p>
<p>Nel 2018 ha fatto la differenza anche la tecnologia utilizzata a tutto tondo dal museo per migliorare l&#8217;esperienza dei visitatori, dall&#8217;acquisto dei biglietti alla visita vera e propria passando per l&#8217;informazione online attraverso il nuovissimo <a href="https://www.museosansevero.it/">sito web</a> (oltre 418.000 visite) e l&#8217;uso dei social (facebook, Instagram e Twitter).</p>
<p>Ben <strong>113.536</strong> utenti hanno utilizzato la <strong>piattaforma di prenotazione online</strong> del museo che consente la comoda scelta del giorno e dell&#8217;ora di visita permettendo, oltretutto, di saltare la lunga fila all&#8217;ingresso necessaria per acquistare i biglietti sul posto.</p>
<p>All&#8217;interno del museo è disponibile un servizio di <strong>audioguide</strong> in <strong>5 lingue</strong> disponibili in due diverse declinazioni, una che illustra il tour dedicato agli adulti ed una per i più giovani. Nel 2018 sono state noleggiati ben <strong>90mila</strong> dispositivi.</p>
<p>Molto utilizzata dai visitatori la <b>free wifi zone</b> offerta dal <strong>Museo Cappella Sansevero</strong> nei tratti di strada antistanti, adottati dall’istituzione museale nel 2016 e dotati di nuovi arredi funzionali e di moderni corpi illuminanti.</p>
<p>La <strong>Cappella Sansevero</strong> è oggi una tappa obbligata per i turisti e un luogo che quasi tutti i<br />
napoletani hanno visitato almeno una volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fuoriclassico 3 al Mann, la contemporaneità dell&#8217;antico</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/fuoriclassico-3-al-mann-la-contemporaneita-dellantico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca di Meo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 14:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Canova]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il successo delle due edizioni precedenti e grazie allo straordinario impegno del direttore Paolo Giuglierini, in collaborazione con le associazioni culturali A voce alta ed Astrea. Sentimenti di giustizia, anche il 2019 vede il Museo Archeologico Nazionale di Napoli Mann protagonista della terza edizione di Fuoriclassico, la rassegna che racconta il mondo classico attraverso un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/fuoriclassico-3-al-mann-la-contemporaneita-dellantico/">Fuoriclassico 3 al Mann, la contemporaneità dell&#8217;antico</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo delle due edizioni precedenti e grazie allo straordinario impegno del direttore <strong>Paolo Giuglierini,</strong> in collaborazione con le associazioni culturali <strong>A voce alta</strong> ed <strong>Astrea. Sentimenti di giustizia,</strong> anche il 2019 vede il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli Mann</strong> protagonista della terza edizione di <strong>Fuoriclassico</strong>, la rassegna che racconta il mondo classico attraverso un curioso dialogo con la dimensione contemporanea.</p>
<p>Ad ospitare la rassegna, incentrata sul confronto tra le dimensioni di ieri e di oggi, sarà la suggestiva <strong>Sala del trono Farnese</strong> del <strong>Mann.</strong></p>
<p>L&#8217;evento è curata da <strong>Gennaro Carillo</strong> (Ordinario di “Storia del pensiero politico” all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ed all’Ateneo Federiciano) ed ha come referente organizzativo <strong>Andrea Milanese</strong> (Responsabile dell’Archivio storico del Museo).</p>
<p>Il direttore <strong>Paolo Giuglierini</strong> commenta così l&#8217;evento: &#8221;<em>Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico è la punta di diamante della programmazione culturale del <strong>Mann</strong>. Per il terzo anno nel nostro ciclo di incontri, conversazioni, performance, con scrittori e poeti, studiosi, artisti di altissimo profilo, metteremo a confronto il mondo classico con il contemporaneo, le sensibilità e i problemi del presente, grazie ad un cartellone originalissimo e un tema molto stimolante: &#8216;Sul corpo&#8217;.</em><br />
<em>Da questa edizione anche la danza contemporanea, con un maestro come <strong>Virgilio Sieni</strong>, entra nel programma, con una creazione site specific dedicata al corpo negli spazi del <strong>Mann</strong>. Il curatore <strong>Gennaro Carillo</strong> definisce  Fuoriclassico &#8216;una creatura ibrida e strana, a suo modo unica&#8217;. Sicuramente è unica per un museo questa sfida: rivolgersi  ad un pubblico sempre più ampio,  mantenendo la gratuità degli incontri,  senza mai rinunciare  ad un forte rigore di contenuti e proposte&#8217;.</em>&#8220;</p>
<p>Questa sarà anche l&#8217;occasione per l&#8217;incontro di due mostre eccezionalmente importanti: quella, al <strong>Madre</strong>, dedicata a <strong>Robert Mapplethorpe</strong> e quella, attesissima, di <strong>Antonio Canova</strong> che sarà inaugurata al <b>Mann </b>il prossimo <strong>28 marzo</strong> <a href="https://www.charmenapoli.it/news/mostra-canova-e-…heologico-napoli/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Canova e l&#8217;Antico&#8221;</a>.</p>
<p>Per l’occasione, inoltre,  si è pensato a due incontri: il primo evento, “Scuole di nudo”, in programma il <strong>28 febbraio</strong> alle <strong>17.30</strong>, vedrà la partecipazione di <strong>Andrea Viliani</strong>, direttore del <strong>Madre</strong> (il Museo d’Arte Donna Regina, tempio del contemporaneo che ospita, appunto, <strong>Mapplethorpe</strong>) e <strong>Massimo Osanna</strong>, archeologo classico ed ex direttore del <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong>; la seconda iniziativa, in calendario il <strong>6 giugno 2019</strong> alle <strong>18.00,</strong> sarà dedicata ai corpi neoclassici, a <strong>Canova</strong> (e non solo), grazie al dialogo tra <strong>Anna Ottani Cavina</strong>, autorevolissima storica dell’arte moderna e <strong>Benedetta Craveri</strong>, francesista e settecentista.</p>
<p>Da segnalare, poi, un incontro organizzato in collaborazione con il <strong>Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II</strong>, sui <strong>corpi urbani</strong>: il <strong>20 novembre</strong> ore <strong>17.30. </strong>Per l&#8217;occasione si confronteranno l’architetto e giallista <strong>Gianni Biondillo</strong>, l’urbanista <strong>Michelangelo Russo</strong> ed il Direttore del <strong>Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano</strong>, <strong>Gabriele Pasqui</strong>.</p>
<p>Lungo tutto il 2019 gli incontri saranno tantissimi e tutti ad accesso gratuito. Il programma completo della rassegna Fuoriclassico3 è il seguente:</p>
<ul>
<li>giovedì <strong>14 febbraio 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
<em>Ut pictura poësis. Sull’immagine del corpo</em><br />
<strong>Victor Stoichita</strong> / <strong>Corrado Bologna</strong></li>
<li>giovedì <strong>28 febbraio 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
<em>Scuole di nudo. Tra Pompei e Mapplethorpe</em><br />
<strong>Andrea Viliani</strong> / <strong>Massimo Osanna</strong></li>
<li>giovedì <strong>21 marzo 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>18,00</strong><br />
<em>Cattura del soffio. Rito sonoro</em><br />
di e con <strong>Mariangela Gualtieri</strong> con la guida di <strong>Cesare Ronconi</strong> &#8211; una produzione <strong>Teatro Valdoca</strong> con il contributo di <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, <strong>Comune di Cesena</strong> cura di <strong>Lorella Barlaam</strong></li>
<li>mercoledì <strong>3 aprile 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
<em>Corpi eloquenti, corpi seducenti. Immagini dell’eros tra antico e moderno</em><br />
<strong>Martine Denoyelle</strong> / <strong>Luca Scarlini</strong></li>
<li><strong>2-3 maggio 2019</strong> • Il corpo tragico. Le Antigoni<br />
&#8211; giovedì <strong>2 maggio 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>18,00</strong><br />
<em>  Le Antigoni 1</em><br />
  <strong>Elena Bucci</strong>, Antigone. Solo<br />
  <strong>Diana Matar</strong>, Places without bodies. Contrappunto fotografico<br />
&#8211; venerdì <strong>3 maggio 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
<em>  Le Antigoni 2</em><br />
  <strong>Ilaria Cucchi</strong> / <strong>Pietro Del Soldà</strong> / <strong>Luigi Manconi</strong></li>
<li>mercoledì <strong>15 maggio 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
Il corpo raccontato<br />
<strong>Maylis de Kerangal</strong> / <strong>Andrea Cortellessa</strong></li>
<li>giovedì <strong>6 giugno 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>18,00</strong><br />
Corpi neoclassici. Tra parole e immagini (intorno a Canova)<br />
<strong>Benedetta Craveri</strong> / <strong>Anna Ottani Cavina</strong></li>
<li>mercoledì <strong>16 ottobre 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>18,00</strong><br />
Archeologia del gesto<br />
Lezione-performance di <strong>Virgilio Sieni</strong></li>
<li>giovedì <strong>24 ottobre 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
I corpi del re. Da Shakespeare a «questi qua»<br />
<strong>Nadia Fusini</strong> / <strong>Filippo Ceccarelli</strong></li>
<li>mercoledì <strong>6 novembre 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
Il corpo manomesso. Tra pietas e hybris<br />
<strong>Cristina Cattaneo</strong> / <strong>Fulvio Calise</strong></li>
<li>mercoledì <strong>20 novembre 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
Corpi urbani<br />
<strong>Gianni Biondillo</strong> / <strong>Gabriele Pasqui</strong> / Michelangelo Russo</li>
<li>giovedì <strong>5 dicembre 2019</strong> • MANN Sala del Toro Farnese • ore <strong>17,30</strong><br />
Il corpo comico. Atene e Roma viste controvento<br />
<strong>Fulvio Abbate</strong> / <strong>Gennaro Carillo</strong></p>
</li>
</ul>
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		<title>Walks of Naples, sabato 16 febbraio visita a San Domenico Maggiore</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/visita-meraviglie-san-domenico-maggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 15:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica San Domenico Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[obelisco di San Domenico]]></category>
		<category><![CDATA[Passeggiate napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[piazza San Domenico Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Walks of Naples]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 16 febbraio, visita guidata a San Domenico Maggiore: un altro appuntamento di Walks of Naples, ciclo di passeggiate alla scoperta delle meraviglie, note e celate delle strade di Napoli. Con la visita a San Domenico Maggiore, sabato 16 febbraio 2019 riprendono le passeggiate napoletane Walks of Naples, il ciclo di tour per una Napoli insolita e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Sabato 16 febbraio, visita guidata a San Domenico Maggiore: un altro appuntamento di Walks of Naples, ciclo di passeggiate alla scoperta delle meraviglie, note e celate delle strade di Napoli.</h4>
<p><span class="text_exposed_show">Con la visita a <strong>San Domenico Maggiore</strong>, <strong>sabato 16 febbraio 2019</strong> riprendono le passeggiate napoletane <strong>Walks of Naples</strong>, il ciclo di tour per una Napoli insolita e sorprendente all&#8217;esplorazione di meraviglie e luoghi noti e meno noti, accompagnati dalla passione della storica dell’arte e guida turistica <strong>Francesca Del Vecchio</strong>, da 30 anni attiva nello studio, divulgazione e gestione dei beni culturali. <br />
</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><strong>L&#8217;ITINERARIO: SAN DOMENICO MAGGIORE<br />
</strong></span><span class="text_exposed_show"><strong>Piazza San Domenico Maggiore</strong>: fulcro di un crocevia strategico del centro storico di Napoli. Da qui si dirama a Est e Ovest <strong>Spaccanapoli</strong>, l’antico <strong>Decumanus Inferior</strong>, che oggi da un lato prende il nome di via Benedetto Croce e dall’altro quello di via San Biagio dei Librai. Qui si interseca anche uno dei cardines principali, corrispondente all’attuale via Mezzocannone. E qui, in antico, giungevano le mura greche, con la perduta Porta Cumana (detta anche Puteolana), accesso alla <strong>Neapolis</strong>.</span></p>
<p>In una camminata napoletana che sembra scontata ed ovvia, ripercorrendo un itinerario probabilmente più e più volte compiuto  ci si potrà ancora una volta stupire. Quale meraviglia più grande di quella di scoprire la ricchezza di ciò che si pensa di conoscere già? Il nascondiglio perfetto è quello che si cela in piena vista, sotto gli occhi di tutti.<br />
Partendo dal nucleo centrale del maestoso obelisco della piazza, la splendida <strong>Guglia di San Domenico</strong>, si diparte poi a raggiera tutt’intorno. I bracci del sole irradiante che decorano la piazza sembrano indicare gli edifici che la contornano: <strong>Palazzo Petrucci, Palazzo Casacalenda, Palazzo Saluzzo, Palazzo Sansevero di Sangro</strong> e le chiese di <strong>Sant’Angelo a Morfisa, San Domenico Maggiore</strong> e <strong>Sant’Angelo a Nilo</strong>.</p>
<p>Protagonista assoluto e incontrastato della passeggiata di <strong>sabato 16 febbraio</strong> sarà il <strong>Complesso di San Domenico Maggiore</strong>. Una <strong>Basilica secolare</strong>, fondata dagli Angioini e poi scelta dagli Aragonesi quale vero e proprio mausoleo della dinastia reale. Custodisce al suo interno tesori inestimabili: dagli affreschi di <strong>Pietro Cavallini</strong> al <strong>Presepe di Belverte</strong>, dal cero di <strong>Tino da Camaino</strong> alla <strong>Flagellazione del Vaccaro</strong>. Qui ha avuto la sua nascita l’Università di Napoli. Qui hanno vissuto, pregato, lavorato e sofferto personaggi del calibro di <strong>San Tommaso d’Aquino,</strong> <strong>Giovanni Pontano,</strong> <strong>Tommaso Campanella</strong> e <strong>Giordano Bruno</strong>.</p>
<p>Dall&#8217;interno della basilica di<strong> San Domenico Maggiore</strong> si accede prima alla <strong>Sacrestia</strong>, dove si conservano le <strong>Arche Aragonesi</strong> e si ammirano le tarsie lignee e il soffitto affrescato dal <strong>Solimena</strong>, poi alla <strong>Sala degli Arredi Sacri</strong> con il suo <strong>Salvator Mundi</strong> di scuola Leonardesca e infine al Monastero dove si vista la cella di <strong>San Tommaso</strong> con il <strong>Crocifisso Miracoloso</strong> appena restaurato). Chicca tra le chicche, si visiterà la <strong>Cripta dei Carafa Roccella</strong>, chiusa al pubblico per decenni.</p>
<p>WALKS OF NAPLES #21: ❝SAN DOMENICO MAGGIORE❞<br />
►<strong>cosa</strong>: visita al meraviglioso complesso museale di San Domenico Maggiore e passeggiata attraverso “Spaccanapoli e l’antico Decumanus Inferior.<br />
►<strong>quando</strong>: sabato 16 febbraio 2019 | dalle 10:00 alle 12:30<br />
► <strong>appuntamento</strong>: ore 10:00 davanti all’ingresso della Chiesa di San Domenico Maggiore nell’omonima piazza, accanto alla scalinata.<br />
►costo visita guidata: 10,00€<br />
►costo ingresso al Complesso Monumentale: 7,00€ [il biglietto di ingresso permette di visitare le Arche Aragonesi, la Collezione abiti del XVI sec., l<span class="text_exposed_show">a Sagrestia, la Sala degli arredi sacri ed il Salvator Mundi]<br />
►prenotazione obbligatoria al 339.20.291.53 (SMS o messaggio WhatsApp) indicando nomi dei partecipanti e recapiti telefonici.<br />
Il “parteciperò” all’evento non vale come prenotazione.<br />
► ISCRIVERSI AL GRUPPO ❝<strong><a href="https://www.facebook.com/groups/WalksofNaples/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-hovercard="/ajax/hovercard/group.php?id=1615957558496963&amp;extragetparams=%7B%22directed_target_id%22%3A224281874801367%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Walks of Naples | camminate napoletane</a></strong>❞ per rimanere informati sulle passeggiate partenopee: <strong><a href="https://www.facebook.com/groups/WalksofNaples" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.facebook.com/groups/<wbr />WalksofNaples</a></strong><br />
</span></p>
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		<title>&#8220;Canova e l&#8217;Antico&#8221; al Museo Archeologico: una mostra che farà epoca</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/mostra-canova-e-antico-museo-archeologico-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 14:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Canova e l&#8217;Antico, il Museo Archeologico di Napoli (Mann) ospiterà dal 28 marzo  quella che viene definita dal direttore Paolo Giulierini se non come &#8220;la mostra delle mostre&#8220;, almeno una &#8220;mostra che farà epoca&#8220;. Con questa &#8220;mostra-evento&#8221;, dal 28 marzo prossimo e fino al 30 giugno, Antonio Canova &#8220;torna&#8221; dunque a Napoli, tappa fondamentale nello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Canova e l&#8217;Antico</strong>, il <strong>Museo Archeologico di Napol</strong>i (Mann) ospiterà dal 28 marzo  quella che viene definita dal direttore <strong>Paolo Giulierini</strong> se non come &#8220;<em>la mostra delle mostre</em>&#8220;, almeno una &#8220;<em>mostra che farà epoca</em>&#8220;. Con questa &#8220;mostra-evento&#8221;, dal 28 marzo prossimo e fino al 30 giugno, Antonio Canova &#8220;torna&#8221; dunque a Napoli, tappa fondamentale nello sviluppo del percorso artistico del maestro veneto che a fine Settecento venne qui a prendere spunti e ne rimase tanto affascinato al punto da sentenziare: &#8220;<em>Per tutto, sono situazioni di Paradiso</em>&#8220;.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con il museo <strong>Ermitage</strong> di San Pietroburgo, e all&#8217;organizzazione  di <strong>Villaggio Globale International</strong>, saranno oltre <strong>110 le opere esposte </strong>tra cui <strong>12 grandi marmi</strong>. Una fra tutte, il famoso nucleo canoviano delle Tre Grazie che con altri 5 marmi provenie dall&#8217;Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo. Saranno esposti a Napoli L&#8217;Amorino Alato, L&#8217;Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte e, come detto, la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie. Ma anche l&#8217;imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev, e l&#8217;Apollo che s&#8217;incorona del Getty Museum di Los Angeles.</p>
<p>Un altro elemento di attrazione particolare della mostra Canova e l&#8217;Antico, curata da <strong>Giuseppe Pavanello</strong>, uno dei più grandi studiosi del maestro, sarà l&#8217;esposizione, dopo il minuzioso restauro, delle 34 tempere su carta a fondo nero conservate nella casa natale dell&#8217;artista ispirate alle pitture pompeiane su fondo unito. Il concetto della mostra (sintetizzato nel titolo) sta proprio nel rapporto unico e viscerale che Canova ha con l&#8217;arte Antica, che viene riplasmata e rivissuta mai come copia ma come nuovo che nasce attraverso il filtro dell&#8217;Antico. &#8220;Il Mann, dove si trova la grande statua canoviana di Ferdinando IV di Borbone &#8211; così Giulierini spiega l&#8217;idea della mostra &#8211; è il luogo ideale per dare conto del dialogo prolungato tra il grande artista e l&#8217;arte classica&#8221;. Nel Museo Archeologico di Napoli si conservano infatti capolavori ammirati dal maestro veneto, pitture e sculture provenienti dall’area di Pompei che egli vide nel primo soggiorno in città nel 1780; o i marmi farnesiani, studiati già quando erano a Roma in palazzo Farnese, all’origine di sue opere fondamentali come l’Amore Farnese, prototipo per l’Amorino alato Jusupov che il pubblico potrà confrontare nella straordinaria mostra di fine marzo.</p>
<p>Alla presentazione della mostra Canova e l&#8217;Antico hanno presenziato al Mann tutte le istituzioni, segno tangibile del valore dell&#8217;iniziativa e del peso culturale del Museo. Il ministro per i Beni culturali <strong>Alberto Bonisoli </strong>è arrivato con anticipo per poter visitare per la prima volta il Museo che non conosceva. Effetto? Incantato dagli ambienti e dalle collezioni. &#8220;E’ la prima volta che visito il Mann &#8211; ammette il ministro -. E’ una sfida, qui ci si confronta con qualcosa di unico ed eccezionale, ci si sente un po’ piccoli di fronte a quello che l&#8217;arte è riuscita a realizzare nel passato ma bisogna sempre sforzarsi per avvicinare il più possibile il patrimonio artistico ai cittadini. Al Museo Archeologico di Napoli c’e’ un piano strategico, e questo non è scontato in Italia. Identità e missione devono essere affiancati da strategie e risorse&#8221;. Bonisoli ha visitato anche il cantiere del braccio nuovo dove si sta costruendo un auditorium da 300 posti e il ristorante.</p>
<p>Un messaggio  di congratulazioni è arrivato dal neo presidente della Fondazione Canova <strong>Vittorio Sgarbi</strong> che definisce il museo Mann come il &#8220;<strong>più organico museo archeologico d&#8217;Italia</strong>&#8220;. Napoli, ricorda Sgarbi, ha contribuito al restauro delle tempere che per <strong>la prima volta</strong> in assoluto verranno mostrate tutte insieme nella loro bellezza originale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/mostra-canova-e-antico-museo-archeologico-napoli/">&#8220;Canova e l&#8217;Antico&#8221; al Museo Archeologico: una mostra che farà epoca</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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