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	<title>Libri Archivio - Charme</title>
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		<title>Così si viveva alla corte del viceregno di Napoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/libro-cosi-si-viveva-alla-corte-del-viceregno-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 20:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si viveva nelle corti del Viceregno spagnolo di Napoli? In libreria arriva un libro che risponde esattamente e con dovizia di particolari.  A Palazzo Zevallos di Stigliano si presenta il volume Cerimoniale del viceregno spagnolo di Napoli, 1503-1622  (Artem), terzo della collana I cerimoniali della corte di Napoli, inaugurata nel 2012, promossa dalla Soprintendenza Belle Arti di Napoli e provincia. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si viveva nelle corti del Viceregno spagnolo di Napoli? In libreria arriva un libro che risponde esattamente e con dovizia di particolari.  A Palazzo Zevallos di Stigliano si presenta il volume <em><strong>Cerimoniale del viceregno spagnolo di Napoli, 1503-1622</strong> <b> </b></em>(Artem), terzo della collana <em>I cerimoniali della corte di Napoli</em>, inaugurata nel 2012, promossa dalla <strong>Soprintendenza Belle Arti di Napoli e provincia. </strong>Il volume è curato da <strong>Attilio Antonelli</strong>, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza. Numerosi anche i patrocini, fra cui quello del Museo del Prado. In questo terzo volume della collana si ritrova la trascrizione spagnola con la traduzione italiana del manoscritto conservato alla Biblioteca della Institución Colombina di Siviglia, redatto a Napoli all’inizio del Seicento da <strong>Miguel Díez de Aux</strong>, usciere maggiore e maestro di cerimonie al servizio dei quattordici viceré che si susseguirono al governo del Regno di Napoli tra il 1571 e il 1622. I saggi di approfondimento al volume sono di Attilio Antonelli che fa luce sulla figura di Díez de Aux; <strong>Pierluigi Leone de Castris</strong> illustra la situazione artistica della Napoli del secondo Cinquecento segnata dalla presenza di artisti spagnoli e fiamminghi; <strong>Ana Minguito Palomares</strong> e<strong> Juan Carmelo Visdómine</strong> approfondiscono la figura del conte di Benavente, viceré a Napoli dal 1603 al 1610. Dal 2008 sono state trascritte, tradotte e indicizzate più di duemila pagine manoscritte. Al progetto collaborano esperti della materia e giovani borsisti dell&#8217;Ipe &#8211; Istituto per ricerche ed attività educative di Napoli &#8211; partner del progetto, sponsorizzato anche da altre istituzioni e imprese private. I volumi sono preziosi non solo perché rappresentano un arricchimento documentario per la storia del Regno e della città di Napoli, ma anche perché si rivolgono ad un pubblico variegato: lo specialista può approfondire la materia grazie alle note che corredano il testo, ai preziosi apparati e agli indici; tutti possono apprezzare i saggi di approfondimento e la scelta del pregiato corredo di immagini.<br />
Tra le numerose appendici presenti nel volume si segnala la dettagliata relazione del viaggio a Napoli e Pozzuoli del duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga, nonché l&#8217;elenco dei nobili presenti al corteo funebre di Carlo V svoltosi a Bruxelles nel 1558, riportato per intero per la prima volta con la forma moderna dei nomi e una bio-bibliografia <em>ad hoc</em>. Uno speciale inserto del libro riproduce proprio le incisioni del corteo funebre conservate al Rijksmuseum. Un altro punto di forza del volume è il ricco apparato di immagini, tutte a colori, inserite spesso a piena o doppia pagina, alcune inedite o frutto di apposite campagne fotografiche, come gli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio; i dipinti della Cappella degli spagnoli in Castelnuovo o il portone di ferro del palazzo vicereale vecchio.<br />
Alla presentazione, che avviene giovedì 18 febbraio a Palazzo Zevallos a Napoli, prendono parte Luciano Garella, soprintendente Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Napoli; Aurelio Musi, professore di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, autore di numerose pubblicazioni incentrate soprattutto sul rapporto tra il Mezzogiorno e l’Europa moderna; Joan Lluís Palos, professore di Storia moderna all’Università di Barcellona e responsabile dell’European Network for Baroque Cutural Heritage; Andrea Zezza, professore di Storia dell’arte moderna presso la Seconda Università di Napoli, esperto di arte del Rinascimento e della pittura in Italia meridionale tra Quattrocento e Seicento. L’evento sarà introdotto dal <em>Fanzago Baroque Ensemble </em>che eseguirà con strumenti originali alcuni brani dei maestri di cappella Jean de Macque e Scipione Dentice; di Hettorre della Marra, Carlo Gesualdo, Andrea Ansalone e Andrea Falconieri, quest’ultimo grande interprete della storia musicale nella seicentesca Napoli vicereale. [charme-gallery] Esemplare per rigore filologico e ricchezza degli apparati iconografici, il <em>Cerimoniale del viceregno spagnolo di Napoli 1503-1622</em> aggiunge un tassello cruciale per la storiografia napoletana. Sulla scia della ricerca in atto da alcuni anni sulle corti vicereali e i viceré in Europa e nel Nuovo mondo e facendo seguito alla recente pubblicazione di <em>Cerimoniale del viceregno spagnolo e austriaco di Napoli, 1650-</em><em>1707</em> (edito nel 2012 da Rubbettino) e <em>Cerimoniale del viceregno austriaco di Napoli, 1707-1734 (edito nel 2014 da Artem)</em>, arriva quindi in libreria il volume che pubblica il manoscritto integrale del maestro di cerimonie <strong>Miguel Díez de Aux</strong>, conservato a Siviglia. Dal I duca di Alcalà (1559-1571) fino all&#8217;arrivo (1622) del V duca d&#8217;Alba, Antonio Álvarez de Toledo, Díez de Aux è accanto a tutti i viceré spagnoli dell&#8217;epoca, prima come segretario poi come usciere maggiore e maestro di cerimonie, assistendoli prima nel Palazzo vicereale vecchio, innalzato da Pedro de Toledo e demolito a metà Ottocento, poi in quello nuovo dell&#8217;epoca di Filippo III, l&#8217;attuale Palazzo reale iniziato da Domenico Fontana nel 1600. Díez de Aux esce di scena bruscamente all&#8217;apparire del V duca d&#8217;Alba, suo desiderato ma mancato mecenate, a cui aveva dedicato il suo scritto nella speranza di vederlo stampato. Il manoscritto &#8211; procedendo con un disordine caratteristico di tali libri di cerimonie &#8211; si apre con le glorie della casa di Toledo con gli Asburgo, tratta di alcune delle cerimonie principali (arrivo a Napoli, presa di possesso, ordine delle udienze, cerimonie nella Cappella reale, trattamento dei Grandi di Spagna e dei Sette Uffici, cerimonie per la famiglia reale), elenca poi “<em>actos notables, edificios y memorias”</em> dei viceré dal Gran Capitan in avanti. È particolarmente attento alle biografie dei conti di Lemos (Fernando e i figli Francisco e Pedro) e del conte di Benavente (1603-1610). Quest&#8217;ultimo occupa quasi la metà del testo: è forse la maggiore biografia scritta da un contemporaneo. In coda, Díez tratta dei viaggi in luoghi vicini (Amalfi, Sorrento) e meno (Loreto) per concludersi con una sequenza di funerali reali tra cui quello di Carlo V a Bruxelles, la cui descrizione è tratta da libri a stampa dell&#8217;epoca. Il modo in cui le grandi famiglie aristocratiche spagnole concorrevano per ricoprire l’ambita carica di viceré di Napoli, il fitto scambio di corrispondenze con le altre corti europee, le visite ufficiali di alti dignitari e la presenza in città di ambasciatori e artisti stranieri ribadiscono la centralità della corte di Napoli all&#8217;interno dello scacchiere europeo. Anche questo volume, come quelli che lo hanno preceduto, vuol essere un omaggio ideale alla città di Napoli, alle sue memorie, ai suoi governanti, ai suoi monumenti, alle sue vicende che la rendono tuttora grande e unica.</p>
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		<title>Bookmob, appuntamento di scambio libri</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/eventi-napoli-naples-event-october-bookmob-scambio-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 13:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per gli amanti della scrittura è un evento da non perdere. Volete regalare un libro che non vi è piaciuto oppure uno che, al contrario, vi è piaciuto molto e vi fa piacere farlo leggere a tante altre persone. Bè allora questo è il fash mob che fa per voi. Questa volta però, e c’è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli amanti della scrittura è un evento da non perdere. Volete regalare un libro che non vi è piaciuto oppure uno che, al contrario, vi è piaciuto molto e vi fa piacere farlo leggere a tante altre persone. Bè allora questo è il fash mob che fa per voi. Questa volta però, e c’è sempre un però, ci deve essere un filo conduttore. Il tema del libro che regalate, passate ad uno sconosciuto dovrà essere tassativamente Halloween. E allora vediamo come si svolgerà l’evento secondo anche quanto riportato dalla pagina social del raduno napoletano in quel del centro storico.</p>
<p>Come partecipare al BookMob :<br />
&#8211; prendere un libro e incartarlo<br />
&#8211; presentarti al luogo dell&#8217;appuntamento all&#8217;orario indicato<br />
&#8211; al &#8220;via&#8221;, scambiare il tuo pacchetto con quello di un altro a caso<br />
&#8211; salutare e andare via felice<br />
&#8211; scoprire che libro c&#8217;è nel pacchetto che hai ricevuto.</p>
<p>Per altre eventuali info fate click sul link di seguito riportato che corrisponde alla pagina social dell’evento: <strong><a href="http://www.facebook.com/events/431746593693580/" target="_blank">www.facebook.com/events/431746593693580/</a></strong></p>
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		<title>Premio &#8220;La Ginestra&#8221; a Gilberto Lonardi</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/premio-la-ginestra-gilberto-lonardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 11:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Ritengo questo premio il coronamento dei miei lunghi e appassionati studi su Giacomo Leopardi, maturati in tanti anni di attività accademica svolta anche a Napoli dove, appena ventenne, arrivai per un ciclo di conferenze dedicato all’opera del grande poeta». Così Gilberto Lonardi, professore emerito dell’Università di Verona, vincitore del Premio Nazionale Leopardiano &#8220;La Ginestra&#8221; 2015, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Ritengo questo premio il coronamento dei miei lunghi e appassionati studi su Giacomo Leopardi, maturati in tanti anni di attività accademica svolta anche a <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>Napoli</strong> </a>dove, appena ventenne, arrivai per un ciclo di conferenze dedicato all’opera del grande poeta». Così <strong>Gilberto Lonardi</strong>, professore emerito dell’<a href="http://www.univr.it/jsp/index.jsp" target="_blank"><strong>Università di Verona</strong></a>, vincitore del Premio Nazionale Leopardiano &#8220;<a href="http://premiolaginestra.it/" target="_blank"><strong>La Ginestra</strong></a>&#8221; 2015, assegnato a personalità della cultura, del teatro e dello spettacolo che si siano distinte nello studio e nella divulgazione dell’opera di Leopardi.</p>
<p>Il Comitato scientifico, presieduto da <strong>Gaetano Manfredi</strong>, Rettore dell’Università “Federico II” di Napoli, e composto da <strong>Arturo De Vivo</strong>, <strong>Emma Giammattei</strong>, <strong>Paola Villani</strong>, <strong>Fabiana Cacciapuoti</strong>, <strong>Valeria Sampaolo</strong>, <strong>Donatella Trotta</strong>, <strong>Matteo Palumbo</strong> (coordinatore del premio), <strong>Giuseppe Ascione</strong> e <strong>Paolo Romanello</strong>, ha inteso premiare il professor Lonardi per aver «dedicato studi originali e innovativi, che &#8211; come recita la motivazione – offrono un punto di riferimento insostituibile per l‘intelligenza del linguaggio poetico ottocentesco e novecentesco. Con il volume del 2005, “<em>L’oro di Omero, l’Iliade, Saffo: antichissimi di Leopardi</em>”, Lonardi ha raggiunto risultati di straordinaria importanza. Attraverso un magistrale esercizio di archeologia della memoria poetica egli ha raccontato la modernità di Leopardi».</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>La cerimonia di premiazione di Lonardi, componente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e critico di fama internazionale, è in programma giovedì 10 settembre (ore 20) nella settecentesca <a href="http://www.villevesuviane.net/villadelleginestre.html" target="_blank"><strong>Villa delle Ginestre</strong></a>, a <strong>Torre del Greco</strong> (Napoli), dove Leopardi soggiornò dal 1836 al 1837 componendo alcune liriche tra le quali “<em>La Ginestra</em>” e “<em>Il tramonto della Luna</em>”.  «Sono stato per la prima volta a Villa delle Ginestre tre anni fa per un seminario dedicato al periodo napoletano di Leopardi – aggiunge Lonardi – ricordo che prima di entrare nello studiolo che utilizzò Leopardi ero emozionatissimo».</p>
<p>La manifestazione, giunta alla nona edizione, è organizzata dal <strong>Rotary Club</strong> &#8220;<a href="http://www.rotarytorredelgreco.it/" target="_blank"><strong>Torre del Greco–Comuni Vesuviani</strong></a>&#8220;, in collaborazione con la <a href="http://www.villevesuviane.net/" target="_blank"><strong>Fondazione Ville Vesuviane</strong></a>, l’Università “<a href="http://www.unina.it/home;jsessionid=64F15A675C2682BF157B47E311AB4466.node_publisher11" target="_blank"><strong>Federico II</strong></a>” di Napoli, il <a href="http://sanpietroamajella.it/" target="_blank"><strong>Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli</strong></a>.  Il premio «La Ginestra» vuole celebrare la figura di Giacomo Leopardi e i luoghi della Campania dove soggiornò il grande poeta di Recanati. Nelle ultime edizioni, il riconoscimento è andato sempre a massimi studiosi dell’opera di Leopardi come i professori<strong> Luigi Blasucci</strong>, <strong>Antonio Prete</strong> e <strong>Lucio Felic</strong>i. Nel 2011 fu premiato il regista<strong> Mario Martone</strong>.</p>
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		<title>Nel Vesuviano notte di lettura tra mito, magia e miracoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/nel-vesuviano-notte-di-lettura-tra-mito-magia-miracoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 17:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mito, magia e miracoli: saranno questi i temi portanti della quinta edizione della notte di lettura, in programma per il prossimo 3 luglio, patrocinata dall&#8217;amministrazione comunale di Sant&#8217;Anastasia (Napoli), che vedrà la piazza antistante il Municipio &#8220;trasformarsi&#8221; in un piccolo salotto all&#8217;aperto dove i giovani si cimenteranno nelle letture di brani tratti da libri di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mito, magia e miracoli: saranno questi i temi portanti della quinta edizione della notte di lettura, in programma per il prossimo 3 luglio, patrocinata dall&#8217;<a href="http://www.comunesantanastasia.it/" target="_blank"><strong>amministrazione comunale</strong></a> di <a title="Santuari della fede, dove chiedere una grazia" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/chiese-miracoli-grazie-napoli-campania/" target="_blank"><strong>Sant&#8217;Anastasia</strong></a> (Napoli), che vedrà la piazza antistante il Municipio &#8220;trasformarsi&#8221; in un piccolo salotto all&#8217;aperto dove i giovani si cimenteranno nelle letture di brani tratti da libri di autori contemporanei. Ad aprire la serata in Piazza Siano (ore 21), sarà un video sul <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>Vesuvio</strong></a>, alle cui falde vivono i giovani cui il direttore artistico ed ideatore della kermesse, <strong>Luigi De Simone</strong>, dedica l&#8217;evento culturale molto atteso in città, e che nelle passate edizioni ha visto protagonisti medici, avvocati ed immigrati. &#8220;Si partirà dal mito come risposta della mente &#8211; ha spiegato De Simone &#8211; dei miti in cui i giovani si identificano. Passeremo poi alla magia, come risposta delle azioni, ai collegamenti con l&#8217;aldilà legati ai rituali magici. E finiremo con i miracoli, risposta di fede del fidarsi ed affidarsi. Insomma, temi che vediamo nella vita dei nostri giovani, che su questo territorio hanno voglia di riscatto, che si uniscono per creare insieme il futuro del paese&#8221;. Ed è giovane anche l&#8217;assessore alla Cultura, <strong>Girolamo De Simone</strong>, il quale ha sottolineato che l&#8217;amministrazione comunale sta avviando una consulta culturale per poter fare di più&#8221;. &#8220;Siamo all&#8217;opera &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore &#8211; per lavorare meglio e cercare di garantire alle associazioni di poter lavorare più serenamente sul proprio territorio&#8221;.</p>
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		<title>A Salerno un galeone in piazza per &#8220;Porto di parole&#8221;</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/a-salerno-galeone-piazza-porto-di-parole/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 15:58:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un galeone lungo sei metri, trasformato in libreria, il protagonista assoluto di &#8220;Porto di Parole&#8221; che parte oggi a Salerno. La terza edizione della rassegna letteraria vedrà il galeone &#8220;attraccare&#8221; sul sagrato della chiesa di Santa Margherita per l&#8217;evento organizzato da Saremo Alberi in collaborazione con l&#8217;Associazione l&#8217;Accento, la &#8220;Bottega San Lazzaro&#8220;, il Consorzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un galeone lungo sei metri, trasformato in libreria, il protagonista assoluto di &#8220;<strong>Porto di Parole</strong>&#8221; che parte oggi a <strong>Salerno</strong>. La terza edizione della rassegna letteraria vedrà il galeone &#8220;attraccare&#8221; sul sagrato della <strong>chiesa di Santa Margherita</strong> per l&#8217;evento organizzato da <a href="http://www.saremoalberi.it/" target="_blank"><strong>Saremo Alberi</strong></a> in collaborazione con l&#8217;<strong>Associazione l&#8217;Accento</strong>, la &#8220;<strong>Bottega San Lazzaro</strong>&#8220;, il Consorzio &#8220;<a href="http://www.cilentoup.com/" target="_blank"><strong>Cilento Up</strong></a>&#8221; con il patrocinio del <a href="http://www.comune.salerno.it/" target="_blank"><strong>Comune di Salerno</strong></a>. Il poderoso veliero diventerà custode di un&#8217;originale libreria che consentirà agli oltre 200 bambini già prenotati di salpare verso le pagine dei libri ma anche tra le terre della fantasia e della creatività con i laboratori d&#8217;arte e di scienze. Per accendere la creatività dei piccoli sono stati allestiti diversi percorsi didattici. A scendere in campo c&#8217;è anche il Dipartimento di Chimica e Biologia dell&#8217;<a href="http://www.unisa.it/" target="_blank"><strong>Università degli Studi di Salerno</strong></a> con il laboratorio scientifico &#8220;<strong>Esperimentopoli</strong>&#8220;, mentre con la sezione &#8220;<strong>I colori del Mediterraneo</strong>&#8221; si potrà essere maghi per un giorno; <strong>Angelo Coscia</strong> condurrà, invece, i bambini alla creazione dei &#8220;<strong>Sogni di Carta</strong>&#8221; e gli operatori dell&#8217;<a href="http://www.aibi.it/" target="_blank"><strong>Associazione Amici dei Bambini</strong> </a>accompagneranno i piccoli narratori alla scoperta delle mille forme del riciclo, mentre l&#8217;<a href="http://www.laes.it/" target="_blank"><strong>Associazione LAES</strong></a> li condurrà tra le pagine degli spartiti per un originale viaggio musicale. Un tuffo nell&#8217;antico è la sezione curata dal <strong>Museo Archeologico Provinciale</strong>; mentre il viaggio destinazione Medioevo sarà a cura degli <a href="https://www.facebook.com/pages/Gruppo-Arcieri-di-Roberto-il-Guiscardo/601734963249199" target="_blank"><strong>Arcieri di Roberto il Guiscardo</strong></a> che proporranno un percorso tra gli antichi strumenti da lavoro. Le attività proseguiranno poi nel pomeriggio con iniziative di teatro per i più piccoli, mentre tra le iniziative previste per la giornata di sabato spicca la spettacolo di narrazione con pupazzi &#8220;<em>Chi per questi mari va? questi pesci piglia</em>&#8220;.</p>
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		<title>In un libro appena sfornato, tutti segreti dei Panettoni del Sole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 10:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le nocciole di Giffoni, i fichi bianchi del Cilento, i limoni della Costa d’Amalfi e il pomodorino del piennolo del Vesuvio sono solo alcuni degli ingredienti che contribuiscono a rendere unici i protagonisti nel nuovo libro della giornalista, Donatella Bernabò Silorata. Un volume appena sfornato e tutto da assaporare, dal titolo “I panettoni del Sole. Luoghi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le nocciole di <strong>Giffoni</strong>, i fichi bianchi del <strong>Cilento</strong>, i limoni della <a title="Costiera Amalfitana, scorci di paradiso con onde" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/visitare-napoli-costiera-amalfitana-spiagge-baie-calette-insenature-paradiso-con-onde/" target="_blank"><strong>Costa d’Amalfi</strong></a> e il pomodorino del piennolo del <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>Vesuvio</strong> </a>sono solo alcuni degli ingredienti che contribuiscono a rendere unici i protagonisti nel nuovo libro della giornalista, <strong>Donatella Bernabò Silorata</strong>. Un volume appena sfornato e tutto da assaporare, dal titolo “<em><strong>I panettoni del Sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania</strong></em>” edito da <strong>Malvarosa</strong>, contenente non solo la ricetta tradizionale dell’arcinoto dolce milanese, con tanto di consigli per la realizzazione in casa, ma anche abbinamenti a vini autoctoni e chicche sul lievitato che negli ultimi anni ha visto alcuni pasticceri campani ai vertici delle classifiche nazionali. Panettoni lavorati secondo il severo disciplinare ambrosiano, ma all’insegna del sole e dei profumi del Sud. Undici i pasticceri made in Campania raccontati nel libro, con i loro capolavori di qualità e carattere: <strong>Anna Chiavazzo</strong>, <a title="Il “Re del Panettone” parla…napoletano" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/sal-de-riso-vince-a-milano-la-sesta-edizione-di-re-panettone/" target="_blank"><strong>Salvatore &#8220;Sal&#8221; De Riso</strong></a>, <strong>Pietro Macellaro</strong>, <strong>Giuseppe Manilia</strong>, <strong>Rosanna Marziale</strong>, <strong>Vincenzo Mennell</strong>a, <strong>Alfonso Pepe</strong>, <strong>Stella Ricci</strong>, <strong>Sabatino Sirica</strong>, <strong>Carmen Vecchione</strong> e <strong>Raffaele Vignola</strong>. Le foto sono di <strong>Enzo Rando</strong>, mentre, la prefazione è affidata ad <strong>Alfonso Iaccarino</strong>, celebre chef del <strong>Don Alfonso 1890</strong>.</p>
<p>I Panettoni del sole. Luoghi, volti, storie e sapori del panettone artigianale in Campania.<br />
Donatella Bernabò Silorata<br />
Malvarosa edizioni<br />
Pagine 180<br />
Prezzo 25,50</p>
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		<title>Letteratura a palazzo, le giornate culturali all&#8217;ombra del Vesuvio</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/letteratura-voce-alta-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 17:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando le parole prendono forma e si trasformano in sensazioni ed emozioni dal forte impatto emotivo. Questo è quanto accade in numerosi salotti culturali di Napoli dove è attualmente in corso l’Ottava Edizione degli&#8220;Incontri di lettura a voce alta&#8221;. Si tratta di un consueto appuntamento con il vasto panorama letterario in cui intellettuali, scrittori e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando le parole prendono forma e si trasformano in sensazioni ed emozioni dal forte impatto emotivo.<br />
Questo è quanto accade in numerosi salotti culturali di<a title="A Napoli la prima mostra con opere d’arte “parlanti”" href="http://www.charmenapoli.it/arte/a-napoli-la-prima-mostra-con-opere-darte-parlanti/"><strong> Napoli</strong> </a>dove è attualmente in corso l’Ottava Edizione degli<strong><a href="http://www.avocealta.net/" target="_blank">&#8220;Incontri di lettura a voce alta&#8221;.</a></strong><br />
Si tratta di un consueto appuntamento con il vasto panorama letterario in cui intellettuali, scrittori e lettori si confrontano sui testi al centro del dibattito, all’interno dei principali spazi dedicati al sapere.<br />
Ma vediamo nel dettaglio i prossimi incontri.<br />
Martedì 28 ottobre nelle sale del<a href="http://www.campaniartecard.it/it/site.cfm?id=34" target="_blank"><strong> Pan</strong></a>, alle 17.00 Sergio Corrado e il traduttore Franco Filice incontrano lo scrittore tedesco Jo Lendle, autore del libro “La cosmonauta”, in collaborazione con il <a href="http://www.goethe.de/ins/it/nea/itindex.htm" target="_blank"><strong>Goethe-Institut di Napoli</strong>.</a><br />
Ancora, la serata continua alle 18.30 con il reading di Enzo Salomone e Rossana Valenti che condurranno il pubblico in un itinerario poetico tra viaggi e naufragi, da Omero a Sovente.</p>
<p>[charme-gallery]<br />
Infine, per l’ultima tranche della giornata ci si sposta nel  foyer del <a href="http://www.teatrobellini.it/" target="_blank"><strong>Teatro Bellini</strong></a>, dove alle 19.30 si terrà la  presentazione-aperitivo del libro “Si lasciano tutti” dello scrittore Simone Laudiero.<br />
Si prosegue poi mercoledì 29 ottobre nel tempio per eccellenza del sapere, la <a title="La vita di Eduardo De Filippo presto in mostra alla Biblioteca nazionale di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-eduardo-de-filippo-archivio/" target="_blank"><strong>Biblioteca Nazionale di Napoli</strong></a>, in particolare nella sezione americana dell’istituto di cultura, dove alle 16.00 si potrà assistere alle letture da Meridiano di Sangue di Cormac McCArthy, per poi continuare all’ con la compagnia del prof. Mario Mastropaolo e del filosofo Giovanni Casertano.<br />
E tra i palazzi culturali che per l’occasione spalancheranno le proprie porte non poteva mancare di certo il <a href="http://institutfrancais-napoli.com/it" target="_blank"><strong>Grenoble</strong></a>, l&#8217;istituto di cultura francese del capoluogo campano, che per l’occasione ospita dalle 18.00 Fabrizio Valletti e Silvio Perrella che incontrano Serena Gaudino e il suo libro Antigone a Scampia e a seguire incontro con lo scrittore <strong>Maurizio De Giovanni</strong> nuovamente al Pan alle 19.00.<br />
Il Palazzo delle arti bissa e farà da scenario anche agli appuntamenti di giovedì 30 ottobre alle 17.30, data in cui sono previsti gli interventi di  Marino Sinibaldi e dell’attore e regista Massimo Andrei.<br />
E per il gran finale di venerdì 31 ottobre, tutti al <strong><a title="Villa Pignatelli, un real giardino nel cuore di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/napoli-villa-pignatelli/" target="_blank">Museo Diego Aragona Pignatelli</a>,</strong> che si trasformerà in un laboratorio per bambini della scuola primaria, condotto dall’associazione <strong>A Voce Alta</strong>, dalle 9.30 alle 12.30 con il ciclo Naufragi nella favola e reading dei ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori di Napoli e provincia, con l’intervento di <strong>Mirella Barracco</strong>, Presidente della <a href="http://www.napolinovantanove.org/" target="_blank"><strong>Fondazione Napoli Novantanove</strong>.</a><br />
Il cerchio si chiude infine dal punto di partenza, ovvero dal museo di via dei mille, dove alle 19.30 sono attesi  lo scrittore Nicola Lagioia e il suo testo “La ferocia. le nostre vite nella tempesta perfetta di inizio XXI secolo”, di cui l’attore<strong> Luigi Lo Cascio</strong> leggerà alcuni passaggi.</p>
<p><strong>&#8220;Incontri di lettura a voce alta&#8221;</strong><br />
27-31 ottobre 2014, Napoli<br />
Programma completo su <strong><a href="http://www.avocealta.net/" target="_blank">http://www.avocealta.net/</a></strong></p>
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		<title>Sapori genuini di Napoli, esce la guida alle trattorie</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/sapori-genuini-napoli-esce-la-guida-alle-trattorie-napoletane-di-giulia-cannada-bartoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 17:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una guida ai luoghi napoletani del buongusto, dove il mangiar bene è un culto. E il cliente è sacro e trattato come in famiglia. Sbarca in libreria dal 15 novembre la “Guida alle Trattorie di Napoli. Storie, luoghi e ricette della tradizione” di Giulia Cannada Bartoli con la prefazione di Luciano Pignataro per Edizioni dell’Ippogrifo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Una guida ai luoghi napoletani del buongusto, dove il mangiar bene è un culto. E il cliente è sacro e trattato come in famiglia. Sbarca in libreria dal 15 novembre la “<strong><em>Guida alle Trattorie di Napoli. Storie, luoghi e ricette della tradizione</em></strong>” di <strong>Giulia Cannada Bartoli</strong> con la prefazione di <strong>Luciano Pignataro</strong> per Edizioni dell’Ippogrifo, nella Collana Mediterranea (prezzo di copertina 15 euro).</p>
<p>Più che di una guida, si tratta di una sorta di trasposizione rivisitata e approfondita degli articoli della rubrica dedicata alle <strong>osterie</strong> ed alle <strong>trattorie napoletane</strong> pubblicata su <a href="http://www.lucianopignataro.it" target="_blank"><strong>lucianopignataro.it</strong></a> dal settembre 2010. Un’opera, dunque, che ‘migra’ dal web e approda sulla carta per assicurare ai lettori il piacere di avere tra le mani un libro frutto della passione e del desiderio di veder rinascere la propria città, attraverso il passato e il ritorno alla semplicità e autenticità dei rapporti umani.[charme-gallery]</p>
<p>Un lavoro durato tre anni che parte dalla ricerca dell’<strong>autenticità</strong> del <strong>cibo</strong> e delle <strong>persone</strong>, per poi riscoprire quanto di vero e straordinario è rimasto nell&#8217;antica capitale del Regno delle Due Sicilie. Cinquanta capitoli, ciascuno dei quali dedicato a ognuna delle <strong>osterie</strong> passate in rassegna. L’ultimo ospita un nutrito ricettario delle trattorie con quasi tutti i piatti della tradizione napoletana classica.</p>
<p>La narrazione, di quasi 500 pagine, non si limita a descrivere le pietanze, il costo e le indicazioni anagrafiche, ma disegna il vissuto e la storia di ogni singolo quartiere partenopeo, completa di aneddoti, curiosità e “biografia” dei “protagonisti”. Si tratta quasi sempre di <strong>osterie a gestione familiare</strong> che, oltre alla tradizione ed alla genuinità dei prodotti serviti in tavola, riescono a garantire anche un <strong>costo decisamente contenuto</strong>; il che di questi tempi non guasta.[charme-gallery]</p>
<p>La Guida prende in esame la città di <strong>Napoli</strong> con qualche sconfinamento nei vicini <strong>Campi Flegrei</strong>. Uno strumento godibile e prezioso da regalare ad amici, parenti e ai tanti napoletani sparsi nel mondo, che ricordano ancora la città di una volta, generosa, ironica, fatalista e allo stesso tempo concreta e ricca d’ingegno. Per chi non volesse attendere il 15 novembre il volume è prenotabile qui <a href="http://slowbooks.it/guida-alle-trattorie-di-napoli.html" target="_blank"><strong>http://slowbooks.it/guida-alle-trattorie-di-napoli.html</strong></a>.</p>
<p>Il volume sarà presentato martedì 19 novembre a Napoli presso la biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III. Con l&#8217;autrice, ci saranno <strong>Maria Ida Avallone</strong> (delegata campana Donne del Vino), il giornalista e wine-food blogger <strong>Luciano Pignataro</strong>, e il docente di Antropologia culturale al Suor Orsola Benincasa<strong> Ugo Vuoso</strong>. Interventi coordinati da <strong>Mauro Giancaspro</strong>, direttore della Biblioteca.</p>
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		<title>La guerra del brigante “Pilone”</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/libri-storia-brigantaggio-la-guerra-del-brigante-pilone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2012 13:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Cozzolino]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Scarpa]]></category>
		<category><![CDATA[L'ultimo brigante]]></category>
		<category><![CDATA[Pilone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi era Antonio Cozzolino ? E cosa ci faceva un ex scalpellino di Boscotrecase sui pendii del colle di Calatafimi, in Sicilia, mentre i “mille” di Garibaldi sciamavano praticamente indisturbati sull’isola? A queste e ad altre domande risponde il giornalista Gabriele Scarpa, inviato speciale nel tempo, nell’intervista impossibile con il brigante “Pilone”. Il racconto scorre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi era Antonio Cozzolino ? E cosa ci faceva un ex scalpellino di Boscotrecase sui pendii del colle di Calatafimi, in Sicilia, mentre i “mille” di Garibaldi sciamavano praticamente indisturbati sull’isola? A queste e ad altre domande risponde il giornalista Gabriele Scarpa, inviato speciale nel tempo, nell’intervista impossibile con il brigante “Pilone”. Il racconto scorre nelle pagine de “<em>L’ultimo brigante del Sud</em>”, edito da Spazio Creativo Edizioni per la collana “<em>Visto da Sud</em>”, giovane e promettente casa editrice partenopea guidata da Massimo Solimene. Autentica leggenda del Vesuviano, detto “Pilone” per la sua folta barba, Cozzolino combatté nell’armata del Regno delle Due Sicilie, dove raggiunse i gradi di sergente dei Cacciatori. A Calatafimi riuscì a strappare il drappo alle truppe garibaldine, prima di essere costretto a battere in ritirata con il resto della truppa per l’atteggiamento troppo arrendevole assunto dai suoi superiori. Ma “Pilone”, così soprannominato per via della sua folta barba, fu soprattutto uno degli ultimi briganti ad arrendersi alle truppe piemontesi che gli diedero la caccia per oltre dieci anni, tentando di stanarlo sui pendii del vulcano più famoso del mondo, luogo in cui l’ex sottufficiale di re Francesco aveva stabilito il suo quartier generale. Alla fine, tradito da un compagno e abbandonato dalla camorra, cadde in un tranello che gli fu teso in via Foria, a Napoli, e lì cadde, trafito a colpi di pugnale a pochi passi dall’Orto Botanico. L’ultimo brigante del Sud ricostruisce le imprese temerarie di Antonio Cozzolino e quelle della sua banda: delitti e tradimenti che si consumarono all’ombra del Vesuvio nell’ambito della guerriglia ingaggiata tra i fedelissimi dei Borbone e le truppe di “occupazione” piemontesi. Una vera e propria guerra, per certi versi simile a quella combattuta in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, tra i partigiani della Resistenza, i repubblichini di Salò e i loro alleati tedeschi. Un conflitto sanguinoso e violento esploso all’indomani dell’unità d’Italia nei territori dell’ex Regno delle Due Sicilie tra i “resistenti” borbonici e i sostenitori di casa Savoia. «Verità scomode sul Risorgimento &#8211; afferma nella sua prefazione al libro l’ex presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca &#8211; raccontate con grande onestà intellettuale da Gabriele Scarpa nel suo libro d’esordio», che s’inserisce nel filone della saggistica di ispirazione meridionalista, genere sempre più battuto dagli autori e sempre più popolare tra i lettori. «Non si può non rimanere affascinati da una figura così forte come quella di Antonio Cozzolino, brigante legittimista e abile guerrigliero, capace di mettere più volte nel sacco bersaglieri, fanti e carabinieri &#8211; spiega Gabriele Scarpa &#8211; “Pilone” fu un fuorilegge e non sempre le sue imprese furono nobili. Come tanti altri capibanda del tempo, l’ex scalpellino del Vesuvio si macchiò di delitti e non fu certo uno stinco di santo nei metodi di lotta impiegati contro i piemontesi, che includevano sequestri di persona, assalti a treni e carovane, richieste di pizzo. Ma non è che sull’altro versante le cose andassero meglio. Paesi rasi al suolo, donne stuprate, fucilazioni di massa e deportazioni furono la triste regola seguita dagli invasori per piegare la resistenza opposta dalle popolazioni del sud ai nuovi regnanti venuti dal nord. Gli eccidi di Casalduni, Auletta e Pondelandolfo invocano ancora giustizia. Gli stermini commessi nel campo di prigionia di Le Fenestrelle ai danni dei soldati napoletani che non vollero giurare fedeltà al nuovo re di casa Savoia sono equiparabili a quelli commessi dai nazisti nei lager dell’ultimo conflitto. Una pagina tutta da scoprire, quella del cosiddetto Risorgimento. Anche con questi fatti si è realizzata l’unità d’Italia ed è giusto, per amore di verità, riferirli nella loro interezza». «Ristabilire la verità storica sui fatti del Risorgimento e, al tempo stesso, riscoprire le proprie radici, rafforzando il proprio senso di appartenenza al territorio, ci aiuta ad affrontare meglio il futuro – precisa Gennaro De Crescenzo, autore dell’introduzione de <em>L’ultimo brigante del Sud</em> – Radici, appartenenza, orgoglio, valori che mancano alle classi dirigenti del Mezzogiorno, sono le password che dobbiamo offrire ai nostri giovani. Password che i giovani non hanno trovato nella cultura ufficiale, la quale si è rifugiata nella retorica e nella cancellazione delle verità storiche. Da qui, invece, dobbiamo ripartire per trovare la strada del futuro del sud».</p>
<p>“L’Ultimo Brigante del Sud, storia della banda Pilone”<br />
di Gabriele Scarpa<br />
edito da Spazio Creativo Edizioni<br />
<a href="http://w.spaziocreativopublishing.it">www.spaziocreativopublishing.it</a></p>
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