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	<title>area archeologica Pompei Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Scavi di Pompei, va via Osanna (per ora). Arriva Alfonsina Russo, direttrice ad interim</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/pompei-osanna-lascia-per-ora-arriva-alfonsina-russo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 19:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Osanna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata agli Scavi archeologici di Pompei la direttrice ad interim Alfonsina Russo. Nel suo primo giorno al Parco archeologico più importante d&#8217;Italia ha incontrato i responsabili degli uffici e il personale, accompagnata dal capo di gabinetto del Mibac Tiziana Coccoluto, dal segretario generale Giovanni Panebianco e dal direttore generale uscente Massimo Osanna, che approda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata agli <strong>Scavi archeologici di Pompei</strong> la direttrice ad interim <strong>Alfonsina Russo</strong>. Nel suo primo giorno al Parco archeologico più importante d&#8217;Italia ha incontrato i responsabili degli uffici e il personale, accompagnata dal capo di gabinetto del Mibac <strong>Tiziana Coccoluto</strong>, dal segretario generale <strong>Giovanni Panebianco</strong> e dal direttore generale uscente <strong>Massimo Osanna</strong>, che approda all&#8217;Università ma si è già candidato per guidare gli scavi per il prossimo triennio (la procedura del concorso sarà chiusa in un paio di mesi). Ad accoglierla il direttore generale del GPP, generale <strong>Mauro Cipolletta</strong>, e il coordinatore del gruppo legalità e sicurezza del GPP, prefetto <strong>Vincenza Filippi</strong>.</p>
<p>Alfonsina Russo, attuale direttrice del Parco archeologico del Colosseo dal 2017, dirigerà le attività del <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong> fino alla nomina del successivo direttore generale. “<em>Sarà garantita la totale attenzione alle attività del Parco archeologico nel segno di una assoluta continuità delle procedure in corso. In questa fase di mia permanenza non ci saranno cambiamenti,</em> &#8211; ha dichiarato Alfonsina Russo &#8211; <em>ma si proseguirà nel solco già tracciato in maniera ottimale, con risultati riconosciuti a livello internazionale, da <strong>Massimo Osanna</strong>, grazie all’eccezionale lavoro di squadra condotto dai funzionari e da tutto il personale del Parco archeologico di Pompei.</em>&#8221; Un vero e proprio apprezzamento all&#8217;operato di Massimo Osanna che si è conquistato sul campo una riconferma. E infatti molti fanno già da tempo il tifo perché il direttore uscente sia presto rinominato alla guida di Pompei per altri tre anni, al termine della procedura concorsuale in corso. Forse è il caso che, per dare una giusta continuità, il &#8220;governo del cambiamento&#8221; in questo caso non cambi una scelta del precedente governo, scelta che, a detta di tutti, è stata azzeccata.</p>
<p>La direttrice <strong>Alfonsina Russo</strong>, archeologa, specializzata e dottore di ricerca in archeologia classica, dal 2009 è dirigente del Mibact. Nella sua attività professionale ha operato in Magna Grecia, nel Molise e nel Lazio. Si è occupata di allestimenti museali e di gestione di musei, di allestimenti di importanti mostre in Italia e all’estero. Ha curato numerose pubblicazioni scientifiche e ha tenuto conferenze presso prestigiose università italiane e straniere.E’ stata soprintendente archeologo per l’Etruria meridionale e soprintendente per l’archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. La delegazione ha visitato i principali cantieri del Grande Progetto Pompei e i nuovi scavi della Regio V.</p>
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		<title>Pompei, riaperto il Tempio di Iside e altre due bellissime domus</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/pompei-riaperto-il-tempio-di-iside-e-altre-due-bellissime-domus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 15:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[nuove domus pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Casa della Fontana Grande, Casa dell’Ancora e Tempio di Iside: gli Scavi archeologici di Pompei hanno riaperto da oggi al pubblico queste tre importanti siti, dopo gli interventi di restauro e manu​tenzione. riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca. Alla Casa della Fontana Grande viene riproposto l&#8217;allestimento storico dell’area della fontana, in linea con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Casa della Fontana Grande</strong>, <strong>Casa dell’Ancora</strong> e <strong>Tempio di Iside</strong>: gli <strong>Scavi archeologici di Pompei</strong> hanno riaperto da oggi al pubblico queste tre importanti siti, dopo gli interventi di restauro e manu​tenzione. riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca.</p>
<p>Alla <strong>Casa della Fontana Grande</strong> viene riproposto l&#8217;allestimento storico dell’area della fontana, in linea con il progetto Museo diffuso già sperimentato in varie domus  pompeiane. Qui è stata ricollocata la copia della statuetta del puttino con delfino.</p>
<p>La <strong>Casa dell’Ancora</strong>, invece, con la sua originale planimetria a doppio livello, esibisce il bel giardino del piano inferiore risistemato grazie ad un intervento di restauro e manutenzione del verde, secondo un progetto non impattante e un criterio storico-botanico nella scelta delle essenze.</p>
<p>Il <strong>Tempio di Iside,</strong> invece, oltre a interventi di manutenzione generale e di restauro degli apparati decorativi, è stato oggetto di nuove indagini archeologiche nell&#8217;ambito del progetto “scavi e ricerche” promosso dal <strong>Parco archeologico di Pompei</strong>. In particolare, nell’ambito di uno dei saggi, sono emerse tracce di un sacrificio con offerte sia vegetali sia animali che hanno permesso di acquisire importanti conoscenze sui rituali praticati nel santuario.</p>
<figure id="attachment_28481" aria-describedby="caption-attachment-28481" style="width: 387px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-28481" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_Casa-Fontana-puttino_con_delfino-300x224.jpg" alt="" width="387" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-28481" class="wp-caption-text">Pompei, Casa della Fontana Grande</figcaption></figure>
<p>L’impianto originario della <strong>Casa della Fontana grande</strong> risale alla prima metà del II sec a. C., ma solo nel I sec d.C fu addossata al muro di fondo la grande fontana ad abside rivestita con mosaici e conchiglie e ornata da due maschere teatrali in marmo, che dà oggi il nome alla dimora. Al centro della fontana si trova una base cilindrica con un foro centrale che all’epoca della scoperta tra il 1826 e il 1827 si presentava priva di elementi decorativi. Fra Ottocento e Novecento venne posizionata sulla base al centro della fontana una copia di un puttino con delfino scoperto nel 1880 nel giardino della casa degli archi; questa sistemazione, concepita forse in analogia con la vicina casa della Fontana Piccola, al cui centro si trova una statuetta di puttino con oca, è stata in seguito mantenuta per diversi decenni nel corso del Novecento. Il nuovo allestimento a Pompei ripropone dunque la storica sistemazione e restituisce così l’immagine consolidata della domus nell’ultimo secolo.</p>
<figure id="attachment_28483" aria-describedby="caption-attachment-28483" style="width: 427px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28483" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_casa_ancora_1-300x194.jpg" alt="" width="427" height="263" /><figcaption id="caption-attachment-28483" class="wp-caption-text">Pompei, Casa dell&#8217;Ancora</figcaption></figure>
<p>La<strong> Casa dell’Ancora</strong> prende nome dall’ancora raffigurata nel mosaico dell’ingresso, simbolo della tranquillità e della sicurezza che la dimora offriva ai propri abitanti. Presenta una planimetria assolutamente originale nel panorama pompeiano. La parte posteriore è infatti organizzata su due livelli posti a differenti quote: il piano superiore è incentrato intorno ad un’ampia terrazza su cui affacciavano tre grandi sale da ricevimento, con pavimenti decorati da mosaici di cui si conserva in un caso il disegno preparatorio; il piano inferiore è occupato da un giardino, attorno al quale corre un portico coperto a pilastri. L&#8217;abitazione è stata interessata da un intervento di restauro degli apparati decorativi nel 2015 nell&#8217;ambito del <strong>Grande Progetto Pompei</strong>.</p>
<figure id="attachment_28485" aria-describedby="caption-attachment-28485" style="width: 425px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28485" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_tempio_di_iside_2-300x204.jpg" alt="" width="425" height="271" /><figcaption id="caption-attachment-28485" class="wp-caption-text">Pompei, Tempio di Serapide</figcaption></figure>
<p>Il <strong>Tempio di Iside</strong> era dedicato al culto antichissimo (di tipo misterico, cioè riservato ai soli iniziati) della dea egizia, che si diffuse in tutto il Mediterraneo a partire dal III secolo a.C. per il suo messaggio di speranza in una vita oltre la morte. Secondo il mito, infatti, Iside recuperò le parti dello sposo Osiride, ucciso e smembrato da Seth, lo ricompose e gli ridiede la vita. Al centro di un cortile porticato si trova il tempio su alto podio; nello spazio antistante stanno l’altare, la fossa per le offerte e un piccolo edificio (purgatorium) al cui interno una scala porta al bacino cui attingere l’acqua, che si diceva provenisse direttamente dal Nilo. Alle spalle del tempio un’ampia sala era dedicata alle riunioni degli iniziati (ekklesiasterion), mentre in una più piccola (sacrarium) erano visibili pitture che narravano episodi del mito della dea. Gli apparati decorativi, le sculture e gli arredi rinvenuti nel santuario sono esposti al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong>, ma negli <strong>Scavi Archeologici di Pompei</strong> è possibile rivivere in parte l’effetto originario grazie alla ricollocazione in situ di alcune copie di affreschi e di statue.</p>
<p>​web: <a href="http://www.pompeiisites.org">www.pompeiisites.org</a><br />
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		<title>Scavi di Pompei, riaprono altre due domus. Sono venti le case da visitare</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/scavi-di-pompei-venti-case-da-visitare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2018 22:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[alberto angela scavi pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Anfiteatro di Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Antiquarium Boscoreale]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi di Oplonti]]></category>
		<category><![CDATA[Villa di Poppea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scavi di Pompei, ora sono ben venti case da visitare. Dal 1 novembre riaprono infatti al pubblico altre due importanti dimore: la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi, e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scavi di Pompei</strong>, ora sono ben venti case da visitare. Dal 1 novembre riaprono infatti al pubblico altre due importanti dimore: la <strong>Casa dei Ceii</strong>, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi, e i <strong>Praedia di Giulia Felice</strong>, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi e il lussuoso quartiere termale privato. Dal 1 novembre negli <strong>Scavi di Pompei</strong> è quindi garantita, per l’intera giornata, la visita a 20 <a href="https://www.charmenapoli.it/storia/pompei-scopre-ancora-nuove-meraviglie-ecco-le-nuove-domus-aperte/" target="_blank" rel="noopener"><strong>domus</strong></a>, eccole:</p>
<figure id="attachment_28172" aria-describedby="caption-attachment-28172" style="width: 410px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class=" wp-image-28172" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/scavi-di-pompei_domus-Praedia-Giulia-Felice-7-300x200.jpg" alt="" width="410" height="248" /><figcaption id="caption-attachment-28172" class="wp-caption-text">Scavi di Pompei,domus Praedia Giulia Felice</figcaption></figure>
<ul>
<li>Casa dei Ceii</li>
<li>Praedia di Giulia Felice</li>
<li>Casa di Championnet</li>
<li>Casa di Romolo e Remo</li>
<li>Casa di Trittolemo</li>
<li>Casa del Marinaio</li>
<li>Casa dei Vettii</li>
<li>Casa della Fontana Piccola</li>
<li>Casa del Principe di Napoli</li>
<li>Lupanare</li>
<li>Casa di Sirico</li>
<li>Casa dell’Orso Ferito</li>
<li>Casa dell’Efebo</li>
<li>Fullonica di Stephanus</li>
<li>Casa del Menandro</li>
<li>Casa del Criptoportico</li>
<li>Casa del Frutteto</li>
<li>Casa della Venere in conchiglia</li>
<li>Domus e Botteghe</li>
<li>Casa del Larario Fiorito</li>
<li>Villa dei Misteri</li>
</ul>
<p>La <strong>Domus dei Ceii</strong> era chiusa da diversi anni, mentre i <strong>Praedia di Giulia Felice</strong> erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. I due complessi sono, di recente, stati oggetto di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari per il serio rischio di degrado degli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio. Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea Por-Fesr 2007 -2013, che già aveva interessato altre case delle Regiones I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.</p>
<figure id="attachment_28167" aria-describedby="caption-attachment-28167" style="width: 682px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class=" wp-image-28167" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/scavi-di-pompei_domus-Casa-dei-Ceii-1-300x172.jpg" alt="" width="682" height="345" /><figcaption id="caption-attachment-28167" class="wp-caption-text">Scavi di Pompei, domus Casa dei Ceii</figcaption></figure>
<p>Torna, dunque, nuovamente visibile negli <strong>Scavi di Pompei</strong> la grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino della <strong>Casa Dei Ceii</strong>, nonché i paesaggi popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue. Si tratta di soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani che aveva lo scopo di ampliare illusionisticamente le dimensioni ed evocare un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. <u>Il grande affresco sarà presto</u><u> oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato &#8220;a vista&#8221; del pubblico in visita agli Scavi di Pompei.</u></p>
<p>Nella casa sarà riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di pozzo nell’atrio, dove è anche visibile il calco di un armadio e il calco della porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.</p>
<figure id="attachment_28173" aria-describedby="caption-attachment-28173" style="width: 242px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-28173" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Scavi-di-Pompei-Casa-dei-Ceii-dettaglio-parete-giardino-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Scavi-di-Pompei-Casa-dei-Ceii-dettaglio-parete-giardino-242x300.jpg 242w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Scavi-di-Pompei-Casa-dei-Ceii-dettaglio-parete-giardino.jpg 258w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><figcaption id="caption-attachment-28173" class="wp-caption-text">Scavi di Pompei, la Casa dei Ceii: un dettaglio della parete del giardino</figcaption></figure>
<p>La proprietà della domus è stata attribuita al magistrato <strong>Lucius Ceius Secundus</strong>, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La facciata della domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo vi è la vasca dell’impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che a Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica.</p>
<p>Il grande complesso dei <strong>Praedia di Giulia Felice</strong>, sorto alla fine del I sec. a.C. dall’accorpamento di costruzioni preesistenti, si presenta invece come una sorta  di “villa urbana”, provvista di ampi spazi verdi e articolata in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono gli ambienti residenziali, un quartiere termale riccamente decorato  e un vasto parco.<br />
Il complesso deve il suo nome a un’iscrizione dipinta in facciata (ora al <a href="https://www.museoarcheologiconapoli.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong></a>), in cui l’ultima proprietaria, <strong>Giulia Felice</strong>,  dopo il disastroso terremoto del 62 d.C., annunciava la locazione di parte della sua proprietà. Al periodo post- sisma risale un unitario rinnovamento decorativo che interessò gran parte degli ambienti, tra i quali spicca il triclinio (sala da pranzo) estivo, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico scandito da pilastri marmorei. Il giardino munito di un euripo centrale (lungo canale) ricreava nel suo allestimento originario uno spazio idillico-sacrale. La casa, scavata e poi ricoperta al termine delle esplorazioni di età borbonica, è stata interamente portata alla luce negli anni ’50 del Novecento.</p>
<p><strong>NUOVI ORARI DI APERTURA DAL 1 NOVEMBRE AL 31 MARZO<br />
dei siti archeologici vesuviani:<br />
Scavi di Pompei</strong>: 9,00-17,00 (ultimo ingresso 15,30)<br />
sabato e domenica apertura ore 8,30<br />
<strong>Oplontis</strong> e <strong>Stabia</strong>: 8,30 -17,00 (ultimo ingresso 15,30)<br />
<strong>Antiquarium di Boscoreale</strong>: 8.30 &#8211; 18.30 (ultimo ingresso 17.00)</p>
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		<title>Pompei, entro il 2016 negli Scavi un Museo del cibo</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/pompei-entro-2016-negli-scavi-museo-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 17:21:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Entro il 2016, un nuovo Museo del cibo nell&#8217;area archeologica di Pompei&#8220;. Lo ha annunciato il soprintendente speciale di Pompei, Ercolano e Stabia Massimo Osanna, a margine della presentazione della mostra &#8220;Nutrire l&#8217;Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei&#8220;, in programma al Museo dell&#8217;Ara Pacis di Roma fino al 15 novembre con anche alcuni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/pompei-entro-2016-negli-scavi-museo-cibo/">Pompei, entro il 2016 negli Scavi un Museo del cibo</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Entro il 2016, un nuovo Museo del <a title="Pompei, carne di giraffa nel menù degli antichi romani" href="http://www.charmenapoli.it/news/pompei-carne-giraffa/" target="_blank"><strong>cibo</strong> </a>nell&#8217;area archeologica di <a title="L’Impero Romano si conserva sotto la cenere" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-pompei-paestum-ercolano-oplonti-archeologia-impero-romano-si-conserva-sotto-la-cenere/" target="_blank"><strong>Pompei</strong></a>&#8220;. Lo ha annunciato il <a href="http://www.pompeiisites.org/" target="_blank"><strong>soprintendente speciale di Pompei, Ercolano e Stabia</strong></a> <strong>Massimo Osanna</strong>, a margine della presentazione della mostra &#8220;<a href="http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/nutrire_l_impero_storie_di_alimentazione_da_roma_e_pompei" target="_blank"><em><strong>Nutrire l&#8217;Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei</strong></em></a>&#8220;, in programma al <a href="http://www.arapacis.it/" target="_blank"><strong>Museo dell&#8217;Ara Pacis</strong></a> di <strong>Roma</strong> fino al 15 novembre con anche alcuni reperti mai esposti in arrivo dal sito. &#8220;L&#8217;idea &#8211; ha raccontato Osanna &#8211; è quella di raccogliere il complesso dei preziosi reperti organici ritrovati a Pompei. Non si tratta solo di cibo, ma anche, ad esempio, di reperti lignei che stiamo restaurando da <a title="Scavi di Pompei: è boom. Nel 2014 circa 2,7 milioni di visitatori" href="http://www.charmenapoli.it/news/scavi-di-pompei-e-boom-nel-2014-circa-27-milioni-di-visitatori/" target="_blank"><strong>Moregine</strong></a>, appartenenti ai preziosi paraventi che venivano utilizzati nei triclini. O reperti osteologici, come il cavallo restaurato da <strong>Maiuri</strong>. E poi ancora, la borsa di cuoio da <a title="L’Impero emerge all’ombra del Vesuvio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-campania-limpero-emerge-allombra-del-vesuvio/" target="_blank"><strong>Oplontis</strong></a>. Sono tutti reperti che custodiremo in speciali camere climatizzate&#8221; e che finora, spiega il soprintendente, proprio per la loro fragilità e la penuria di sedi, non si sono potuti esporre nel sito di Pompei o che addirittura sono rimasti al buio dei depositi. &#8220;Il progetto per il Museo è pronto &#8211; ha precisato Osanna &#8211; Dobbiamo solo chiudere le indagini e decidere dove posizionare la rampa d&#8217;accesso e il nuovo ascensore. Proprio in questi giorni iniziamo le indagini sul declino sotto all&#8217;attuale Laboratorio di Scienze applicate&#8221;, per sondare il terreno, visto che, ha spiegato, &#8220;lì corrono le mura e durante la guerra è scoppiata anche una bomba&#8221;. &#8220;Per i tempi di realizzazione &#8211; ha concluso &#8211; sarei felice se riuscissimo a bandire tutto al più presto per lavorarci e finire il Museo entro il 2016. Questo ci permetterebbe anche di inserirlo nel Pon 2014-2020&#8221;.</p>
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		<title>Scavi di Pompei, i calchi delle vittime saranno esposti nell&#8217;anfiteatro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 12:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; una vera e propria sfida quella lanciata da Massimo Osanna, Soprintendente speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, alle prese con un conto alla rovescia di interesse internazionale: ultimare il restauro degli Scavi di Pompei entro la fine del 2015 (&#8220;Stiamo lavorando sodo. Conto i giorni. Ce la faremo&#8220;). Questa, almeno, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una vera e propria sfida quella lanciata da <strong>Massimo Osanna</strong>, <a href="http://www.pompeiisites.org/" target="_blank"><strong>Soprintendente speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia</strong></a>, alle prese con un conto alla rovescia di interesse internazionale: ultimare il restauro degli <a title="L’Impero Romano si conserva sotto la cenere" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-pompei-paestum-ercolano-oplonti-archeologia-impero-romano-si-conserva-sotto-la-cenere/" target="_blank"><strong>Scavi di Pompei</strong></a> entro la fine del 2015 (&#8220;<em>Stiamo lavorando sodo. Conto i giorni. Ce la faremo</em>&#8220;). Questa, almeno, è la &#8220;<em>dead line</em>&#8221; fissata dal &#8220;<strong>Grande Progetto Pompei</strong>&#8220;, il maxi piano da 105 milioni di euro che prevede la riqualificazione completa del sito vesuviano entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>A Torino per partecipare a un seminario organizzato dall&#8217;Università con gli studenti di archeologia, Osanna non si è tirato indietro ed in un&#8217;<a href="http://www.lastampa.it/2015/01/27/italia/cronache/restaureremo-i-calchi-delle-vittime-e-li-esporremo-nellanfiteatro-di-pompei-N0iNw2ywtBEv7vyzirfdMM/pagina.html" target="_blank"><strong>intervista</strong></a> rilasciata al quotidiano <a href="http://www.lastampa.it/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a>, ha svelato i suoi &#8220;progetti&#8221; per la <strong><a title="L’antica Pompei ricostruita con 190 mila mattoncini Lego" href="http://www.charmenapoli.it/news/lantica-pompei-ricostruita-con-190-mila-mattoncini-lego/" target="_blank">Pompei </a></strong>che verrà. &#8220;<em>Stiamo portando avanti un lavoro imponente di schedatura di tutto il patrimonio di Pompei. Un patrimonio rilevato con fotografie, scanner laser, che sarà informatizzato</em>&#8221; ha annunciato rivelando, poi, come prossimi punti d’intervento, anche l&#8217;allestimento di: &#8220;<em>una segnaletica meno confusa, nuovi itinerari tematici, percorsi per anziani e disabili e punti espositivi diffusi nell’area</em>&#8220;.</p>
<p>A proposito di questi &#8220;punti espositivi&#8221;, sorta di museo nel&#8230;museo all&#8217;aria aperta quali sono gli Scavi, uno di essi sarà dedicato all&#8217;esposizione di ciò che più di altro, a Pompei, ogni turista vorrebbe vedere. Vale a dire i <strong><a title="L’Impero emerge all’ombra del Vesuvio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-campania-limpero-emerge-allombra-del-vesuvio/" target="_blank">calchi delle vittime </a></strong>dell&#8217;eruzione del <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>Vesuvio</strong></a>. Alcuni, com&#8217;è noto, sono  già esposti nell&#8217;area archeologica (basti pensare ai calchi dell&#8217;<strong>Orto dei Fuggiaschi</strong>). &#8220;<em>Solo alcuni, però. Molto pochi</em>&#8221; precisa Osanna rivelando che ne sarà restaurata &#8220;<em>la maggior parte</em>&#8220;. E che i &#8220;corpi&#8221; così recuperati, saranno poi esposti &#8220;<em>nell’anfiteatro romano, il luogo più suggestivo&#8221;. </em>Ma non finisce qui.<em> &#8220;Ricostruiremo la storia personale, famigliare, di ognuna delle vittime</em>&#8221; garantisce Osanna. Insomma, progetto ambizioso e a dir poco suggestivo. Che in tanti, in ogni angolo del globo, aspettano, con il fiato sospeso, di veder concretizzato il prima possibile.[charme-gallery]</p>
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		<title>Scoperti decine di vasi di argilla cruda negli scavi di Pompei</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/scoperti-vasi-di-argilla-cruda-negli-scavi-di-pompei/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 12:10:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati nella fornace della bottega di un vasaio e bloccati dalla furia dell’eruzione del Vesuvio; per la prima volta ritrovati negli scavi di Pompei. Un’istantanea di quella fatale giornata d&#8217;agosto del 79 d.C. che interruppe bruscamente la vita dei pompeiani, intenti alle più svariate attività quotidiane. E quanto è stato scoperto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati nella fornace della bottega di un vasaio e bloccati dalla furia dell’<a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>eruzione del Vesuvio</strong></a>; per la prima volta ritrovati negli <a title="L’Impero Romano si conserva sotto la cenere" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-pompei-paestum-ercolano-oplonti-archeologia-impero-romano-si-conserva-sotto-la-cenere/" target="_blank"><strong>scavi di Pompei</strong></a>. Un’istantanea di quella fatale giornata d&#8217;agosto del 79 d.C. che interruppe bruscamente la vita dei pompeiani, intenti alle più svariate attività quotidiane. E quanto è stato scoperto nel corso delle recenti indagini di studio condotte dalla <a href="http://www.pompeiisites.org/" target="_blank"><strong>Soprintendenza</strong> </a> con la collaborazione del <strong>Centre Jean Bérard</strong> e dell’<strong>École Française de Rome</strong> e dedicate all’”<em>Artigianato e all’Economia a Pompei</em>”.</p>
<p>Un vasto programma di ricerca, avviato da ormai 10 anni e che, negli ultimi tempi, ha interessato un’area nei pressi della <strong>necropoli Porta Ercolano</strong>, immediatamente fuori le mura della <a href="http://www.pompeiisites.org/index.jsp?idProgetto=1" target="_blank"><strong>città romana</strong></a>, con studi specifici dedicati all’“<em>Organizzazione, gestione e trasformazione di una zona suburbana: tra spazio funerario e spazio commerciale</em>”. Gli obiettivi di questa ricerca sono diretti a documentare l’attività artigianale dei ceramisti dell’epoca. Lo studio di una fornace già esplorata nel 1838 permette di approfondire la tipologia della produzione, la data di inizio dell’attività, oltre a identificare gli spazi di lavoro della bottega (tornio del vasaio, bacini di decantazione).</p>
<p>Le scoperte sono state sorprendenti. A pochi metri dalla fornace è stato rilevato un livello di lapilli del 79 d.c. che rinchiudeva, proteggendoli, una decina di vasi non ancora cotti. Una prova diretta che la bottega era in piena attività in quel terribile ultimo giorno di vita di <a title="L’Impero emerge all’ombra del Vesuvio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-campania-limpero-emerge-allombra-del-vesuvio/" target="_blank"><strong>Pompei</strong></a>. Si tratta di boccalini a parete sottile, usati per bere o contenere alimenti, decorati con piccole incisioni e ingobbiati; i cosidetti “pignattini” descritti dagli scavatori dell’800 nei giornali di scavo dell’epoca.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Nello spazio adiacente alla fornace è stata identificata una sala di lavoro per la tornitura dei vasi con quattro torni di vasai, anfore contenenti resti di argilla cruda, vasi crudi caduti da una mensola e una serie di attrezzi. Elementi finora mai documentati e fondamentali per la conoscenza della lavorazione della ceramica e delle tecniche usate degli antichi nell’ars figulina (della ceramica) durante il I sec d.C.</p>
<p>In una seconda bottega sono state ritrovate altre due fornaci, anche esse utilizzate per la produzione di ceramica a pareti sottili. Una di più piccola dimensione, di cui rimangono soprattutto i livelli inferiori della camera di combustione e dove tra le cenere sono stati rinvenuti alcuni frammenti di ceramica scoperti. L’altra, e dunque la terza nel quartiere, sembra essere leggermente più antica e anche qui vi si cuocevano boccalini e ciotoline a pareti sottili.</p>
<p>Lo scavo di ricerca è stato condotto sotto la direzione di <strong>Laëtitia Cavassa</strong> (CNRS, Centre Camille Jullian di Aix-en-Provence, UMR 7299 e il Centre Jean Bérard di Napoli, USR 3133) con la collaborazione di <strong>Bastien Lemaire</strong> ed è stato finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Francese tramite il Centre Jean Bérard di Napoli, con il finanziamento di mecenati francesi privati (CMD² e Neptunia).</p>
<p>[charme-gallery]</p>
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