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	<title>mozzarella di bufala Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Fusilli  con crema di spinaci e mozzarella di bufala!! Gocce di sapore!!</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-tipica-campania-campana-fusilli-spinaci-mozzarella-bufala/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 11:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[fusilli di gragnano]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta fusilli spinaci mozzarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ricette della cucina tipica Campana. Nuove proposte in arrivo per i nostri lettori. Affianchiamo alla storia della cucina made in Campania e quindi ai suoi prodotti più tipici universalmente conosciuti, gusti nuovi ma nel rispetto sempre della terra in cui sono nati. Ingredienti per 4 persone: gr 400 fusilli di Gragnano (corti o lunghi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le ricette della cucina tipica Campana.</strong></p>
<p>Nuove proposte in arrivo per i nostri lettori. Affianchiamo alla storia della cucina made in Campania e quindi ai suoi prodotti più tipici universalmente conosciuti, gusti nuovi ma nel rispetto sempre della terra in cui sono nati.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong> per 4 persone: gr 400 fusilli di Gragnano (corti o lunghi non ha importanza), 400 gr foglie di spinaci, 1 scalogno, 4 cucchiaio parmigiano grattugiato, 300 gr mozzarella di bufala (meglio se sono ciliegine di mozzarella), olio sale, grani di pepe nero da macinare</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>In un pentolone pieno d’acqua versate gli spinaci. Salate.Fateli bollire per 15/20 minuti. Scolateli conservando l’acqua di bollitura (basta scolare con un’altra pentola sotto). Servirà per  cuocervi la pasta. In un tegame, aggiungete olio e fate imbiondire lo scalogno tagliato a pezzettini. In questo tegame passate poi gli spinaci che avrete bollito, per due minuti. Riversate tutto in una scodella grande e aggiungete il parmigiano, qualche cucchiaio di olio e una tazzina dell’acqua di bollitura conservata prima.</p>
<p>Frullate tutto con il minipiper. Cotta la pasta, rimestatela nella scodella con la salsa ed aggiungeteci la mozzarella tagliata a pezzettini, o le ciliegine tagliate a metà (per non far colare il latte, prima tenetela almeno una mezz’ora in frigo per farla asciugare).  Siete pronti per impiattare con una spolverata di pepe nero se vi piace. Se poi volete far sciogliere la mozzarella, potete mettere il tutto in un ruoto (oleandolo un po’) sotto al forno per una trentina di muniti a 160/180°. Decidete voi.</p>
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		<title>Paestum, apre i battenti la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/paestum-apre-battenti-la-borsa-mediterranea-del-turismo-archeologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 18:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica paleocristiana Paestum]]></category>
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		<category><![CDATA[Tempio di Cecere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto pronto a Capaccio-Paestum (Salerno) per il taglio del nastro della XVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre. Quest&#8217;anno la kermesse vanta numeri di rilievo: 150 espositori, 20 Paesi presenti, oltre 10mila visitatori previsti, 50 conferenze, 300 relatori, 250 operatori, 100 giornalisti. Nei luoghi rinomati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto pronto a <a title="Paestum, tra i templi le rose sbocciano due volte" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-paestum/" target="_blank"><strong>Capaccio-Paestum</strong> </a>(Salerno) per il taglio del nastro della XVII edizione della <a href="http://www.borsaturismoarcheologico.it/" target="_blank"><strong>Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico</strong></a> in programma da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre. Quest&#8217;anno la kermesse vanta numeri di rilievo: 150 espositori, 20 Paesi presenti, oltre 10mila visitatori previsti, 50 conferenze, 300 relatori, 250 operatori, 100 giornalisti. Nei luoghi rinomati per imponenti testimonianze archeologiche di Paestum (dal <strong>Tempio di Cecere</strong> alla <strong>Basilica paleocristiana</strong>) si alterneranno conferenze, laboratori, incontri e trattative che metteranno in contatto i diversi player del settore per quello che è l&#8217;unico salone internazionale di archeologia al mondo. La manifestazione, organizzata dalla Leader srl, è promossa da Provincia di Salerno, <a href="http://www.regione.campania.it/" target="_blank"><strong>Regione Campania</strong></a>, <a href="http://www.comune.capaccio.sa.gov.it/" target="_blank"><strong>Città di Capaccio Paestum</strong></a> e <a href="http://ambientesa.beniculturali.it/BAP/" target="_blank"><strong>Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta</strong></a>. Questa edizione si svolge sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio di Milano Expo 2015, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri, e con il sostegno di UNWTO e di Unesco. Proprio partendo dal fatto che recentemente l&#8217;Unesco ha dichiarato la <strong>Dieta Mediterranea</strong> patrimonio culturale dell&#8217;umanità, l&#8217;organizzazione ha ritenuto opportuno dare spazio e rilevanza a due prodotti simbolo sia della Dieta Mediterranea che del territorio che ospita la manifestazione: la <a title="La mozzarella famosa nel mondo" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/la-mozzarella-famosa-nel-mondo/" target="_blank"><strong>Mozzarella di Bufala Campana Dop</strong> </a>e il<a title="Oro rosso che brilla in cucina" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/pomodoro-san-marzano-storia-origini/" target="_blank"><strong> Pomodoro San Marzano</strong> </a>dell&#8217;Agro Sarnese Nocerino Dop.</p>
<p><strong>Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico </strong><br />
Capaccio-Paestum (Salerno)<br />
da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre</p>
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		<title>La buona mozzarella che va in prima pagina</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/la-buona-mozzarella-che-va-in-prima-pagina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[incordata]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte a Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dici mozzarella e pensi all’oro bianco della Terra Felix, fatto con puro latte di bufala campana. Nasce nel Caseificio Ponte a Mare, la mozzarella. E’ qui che muove i primi passi, perla tra le perle, rispettando antiche tecniche e tradizioni tramandate, gelosamente, di padre in figlio. La straordinaria “bomba” di sapore prende il nome dall’antica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dici mozzarella e pensi all’oro bianco della Terra Felix, fatto con puro latte di bufala campana. Nasce nel <strong>Caseificio Ponte a Mare</strong>, la mozzarella. E’ qui che muove i primi passi, perla tra le perle, rispettando antiche tecniche e tradizioni tramandate, gelosamente, di padre in figlio.</p>
<p>La straordinaria “bomba” di sapore prende il nome dall’antica operazione di “<strong>mozzatura</strong>” realizzata per dividere i pezzi di formaggio nella fase d’impasto. Ed oggi ammalia gli amanti della buona tavola con il suo gusto deciso ed inconfondibile e le qualità alimentari che solo i prodotti di casa “Ponte a Mare” sono in grado di offrire. Capolavori di latte forgiati nella fucina di <strong>Castelvolturno</strong>, sinfonia del gusto senza confini, i prodotti caseari della famiglia <strong>Paolo</strong> sono capaci di sedurre chiunque, fin nel lontano Oriente dove le chicche di “Ponte a Mare” rappresentano il simbolo del “made in Italy” e campeggiano sulle prime pagine dei giornali giapponesi.[charme-gallery]</p>
<p>Le forme e i prodotti sono diversi ed invitanti. Ma tutti ugualmente squisiti. Dai bocconcini, alle trecce, dalle perline alle ciliegine, fino ad approdare al gusto intenso e deciso della provola. Ogni “chicca” griffata Ponte a Mare si presta ad un piatto diverso, per creare un antipasto sfizioso o una seconda portata di tutto rispetto. Ma ovunque la si assaggi, la mozzarella Ponte a Mare merita il primato indiscusso che le è stato tributato dai media di mezzo mondo e che le è valso l’ambito riconoscimento del “<strong>Gambero Rosso</strong>”. In oltre mezzo secolo di attività, la famiglia Paolo ha saputo rendere omaggio alla “<a title="La mozzarella famosa nel mondo" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/la-mozzarella-famosa-nel-mondo/" target="_blank"><strong>regina della cucina mediterranea</strong></a>” potendo fare affidamento su un personale attento, qualificato e cortese, sia nella produzione, sia nella vendita delle prelibatezze all’oro bianco.</p>
<p><strong>Caseificio Ponte a Mare<br />
</strong>Via Domitiana km 34.070<br />
Castelvolturno (Caserta)<br />
tel. +39.0823.85.15.25<br />
<a href="http://www.ponteamare.it" target="_blank">www.ponteamare.it</a></p>
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		<title>A Castel dell&#8217;Ovo per conoscere i buoni vini</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/vitignoitalia-2013-castel-ovo-napoli-conoscere-buoni-vini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 17:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Tutela della mozzarella di bufala campana]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[Vini]]></category>
		<category><![CDATA[Vitignoitalia 2103]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In alto i calici. Si brinda a sua maestà il vino, protagonista assoluto della nona edizione di Vitignoitalia, la più grande manifestazione enologica del Centro Sud Italia, realizzata su progetto di Hamlet srl, con il patrocinio di Unione Italiana Vini e Movimento Turismo del vino in collaborazione con Unioncamere Campania, Regione Campania e Comune di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In alto i calici. Si brinda a sua maestà il vino, protagonista assoluto della nona edizione di Vitignoitalia, la più grande manifestazione enologica del Centro Sud Italia, realizzata su progetto di Hamlet srl, con il patrocinio di Unione Italiana Vini e Movimento Turismo del vino in collaborazione con Unioncamere Campania, Regione Campania e Comune di Napoli. Tutto dal 2 al 4 giugno prossimi, nello scenario incantato di Castel dell’Ovo.[charme-gallery]</p>
<p>Ricchissimo il calendario degli eventi. Accanto alle eccellenze dei vini italiani, ai marchi emergenti, alle degustazioni imperdibili e alle discussioni intorno allo stato dell’enologia di qualità, da quest’anno, anche i big della gastronomia italiana approderanno nel suggestivo scenario dell’isolotto di Megaride, icona del lungomare partenopeo.</p>
<p>Per la prima volta la pasta artigianale di Gragnano del Pastificio Di Martino e quattro tra i più amati consorzi nazionali di produttori di formaggi a denominazione di origine protetta hanno scelto Vitignoitalia come vetrina per presentarsi al grande pubblico.Il <a href="http://www.mozzarelladop.it/" target="_blank">Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop</a>, il Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola Dop, il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano Dop e il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano Dop saranno presenti, con uno spazio esclusivo, al primo piano del Castello reso celebre dal misterioso e e leggendario uovo sulla cui “resistenza” poggiano i destini di Napoli, per una tre giorni di assaggi, abbinamenti e iniziative da non perdere. Ma c’è di più.[charme-gallery]</p>
<p>Nell’antisala dell’Antro di Virgilio sarà allestito un singolare pasta-bar griffato Di Martino dove si potrà curiosare tra formati e trafile differenti e degustare la pasta artigianale di Gragnano preparata al momento, nonché scoprire la lunga storia dei capolavori forgiati dal <a href="http://www.pastadimartino.com/pastificio/" target="_blank"><strong>Pastificio Di Martino</strong></a> tra le pagine del volume “<em>Cento anni di Pasta a Gragnano</em>”. E ovviamente scegliere il vino ideale da abbinare a ogni piatto.</p>
<p>Vitignoitalia è innanzitutto un viaggio nel Paese del vino attraverso oltre 2.000 etichette di grandi brand nazionali, produttori esordienti e cantine di nicchia. Con un incoming di 30 buyers internazionali, selezionati sulle richieste specifiche degli espositori nei mesi che precedono il salone, e con la partecipazione ogni anno di almeno 5.000 operatori del settore tra enotecari, ristoratori, sommelier, food&amp;beverage hotel manager, Vitignoitalia è un appuntamento fortemente business oriented. Non solo vetrina per un pubblico crescente di appassionati (oltre 12mila visitatori ogni anno nei 3 giorni dell’evento), ma anche e soprattutto occasione di incontro, confronto e business. Fiore all’occhiello del Salone, sin dalla prima edizione, sono gli incontri OneToOne che mettono a diretto contatto domanda ed offerta e che sono pensati per ottimizzare le contrattazioni.</p>
<p><a href="http://www.vitignoitalia.it" target="_blank">www.vitignoitalia.it</a></p>
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		<title>Le eccellenze campane protagoniste al Festival di Sanremo</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/prodotti-tipici-campani-le-eccellenze-campane-protagoniste-al-festival-di-sanremo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 19:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prodotti tipici, chef, sapori e tradizioni della Campania, saranno protagonisti al Festival di Sanremo, dal 12 al 16 febbraio, grazie al Consorzio Gruppo Eventi e la Società 30Nodi, che hanno creato nell’area del dopo festival una vetrina di eccellenze delle Regioni d&#8217;Italia, dove la Campania sarà protagonista indiscussa. Come? Con la partnership della Scuola di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prodotti tipici, chef, sapori e tradizioni della Campania, saranno protagonisti al Festival di Sanremo, dal 12 al 16 febbraio, grazie al Consorzio Gruppo Eventi e la Società 30Nodi, che hanno creato nell’area del dopo festival una vetrina di eccellenze delle Regioni d&#8217;Italia, dove la Campania sarà protagonista indiscussa. Come? Con la partnership della Scuola di Cucina Dolce&amp;Salato di Maddaloni, in prima linea per la selezioni di professionisti del settore e produttori del territorio, da presentare come ambasciatori della Campania al Festival della Canzone Italiana.</p>
<p>“Il Palafiore ospiterà i vip, con sala stampa Rai ed area Video Italia – spiega Fofò Ferriere, ristorAttore responsabile gastronomico del Consorzio Gruppo Eventi – in questa zona, grazie alla collaborazione della 30Nodi e della Dolce&amp;Salato abbiamo dunque creato dei momenti legati alla promozione dei sapori italiani, delle tipicità di ogni Regione d’Italia, partendo appunto dalla Campania, come punta di diamante nel settore della gastronomia”.[charme-gallery]</p>
<p>E da qui la scelta di partner e professionisti del mondo del gusto, quali lo chef Michele De Leo, del ristorante 2 stelle Michelin Palazzo Avino di Ravello, Roberto e Salvatore Susta, pizzaioli del locale Shekkinah di Volla, Antimo Caputo, del Molino Napoletano Caputo, la pasta Di Martino di Gragnano Igp. Ed ancora La Dispensa Ecogastronomica Italiana Made in Campania, il gruppo di ricercatori universitari della società Arca 2010 per parlare di agricoltura sostenibile,La Zizzona di Paestum a rappresentare la mozzarella di bufala campana. Un paniere dunque dI eccellenze territoriali, una selezione di sapori della Campania, all&#8217;insegna del buono e della tradizione.</p>
<p>“I partner sono veramente tanti – spiegano Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio, chef patron della Scuola di Cucina Dolce&amp;Salato di Maddaloni – Una squadra di professionisti, tra cui la Farina Caputo e la Mozzarella di Bufala campana. Partner selezionati con la società 30Nodi e che saranno inseriti durante la kermesse di Sanremo, in un concorso di gastronomia, con giuria tecnica di giornalisti, tra cui anche una francese, e chef rinomati, dove spicca il nome del Maestro Enrico Cerea, del ristorante Da Vittorio a Bergamo con 3 stelle Michelin, e referenti delle guide di l&#8217;Espresso e di Touring Editore, giornalisti di riviste specializzate ed associazioni di panificatori di Puglia, Campania e Calabria”.</p>
<p>Al concorso di gastronomia denominato “Cucina Italiana con Gusto Mediterraneo”, in programma dal 12 al 15, parteciperanno 15 chef di diverse Regioni d’Italia, con piatti a base di tipicità regionali, che avranno l&#8217;obiettivo di far assaporare e conoscere questi sapori, come ambasciatori del proprio territorio, agli operatori di settore e alla mondanità che ruota intorno al Festival della Canzone Italiana, per diffondere nel mondo del cibo, una nuova musica a base di eco sostenibilità e territorialità.</p>
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		<title>La mozzarella famosa nel mondo</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/la-mozzarella-famosa-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 12:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
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		<category><![CDATA[bocconcini di mozzarella di bufala]]></category>
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		<category><![CDATA[trecce di mozzarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Latte, latte, fortissimamente latte. Di bufala, of course. Unito a tanta passione e a controlli continui e scrupolosi. Questi gli ingredienti principali del successo di “Ponte a Mare” di Castelvolturno (Caserta), uno dei caseifici più amati e premiati a livello internazionale per la produzione di “oro bianco”. Non è un caso, dunque, se le gustose [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Latte, latte, fortissimamente latte. Di bufala, of course. Unito a tanta passione e a controlli continui e scrupolosi. Questi gli ingredienti principali del successo di “<strong>Ponte a Mare</strong>” di Castelvolturno (Caserta), uno dei caseifici più amati e premiati a livello internazionale per la produzione di “oro bianco”. Non è un caso, dunque, se le gustose specialità della famiglia Paolo, che porta avanti in modo ineccepibile la tradizione da oltre mezzo secolo, abbiano scalato le classifiche del <strong>Gambero Rosso</strong> guadagnandosi fiumi d’inchiostro anche sulle principali riviste del Sol Levante, che le hanno elette simbolo delle eccellenze della produzione casearia del Mezzogiorno. A detta di veri intenditori, a conferire unicità alla <strong>mozzarella di bufala</strong> del gettonatissimo caseificio casertano, condotto con dedizione e grande soddisfazione dai fratelli <strong>Gianfranco</strong> e <strong>Antonio Paolo</strong>, provvede in primo luogo l’“incordata”, ovvero il particolare procedimento che la rende elastica e gommosa, ma tra le sue caratteristiche forti figura anche un “finale” dolce e pastoso, che le conferisce un sapore davvero unico, rendendola appetibile a tutti. Grandi e piccini.[charme-gallery] Tra le altre specialità casearie di “Ponte a Mare”, che utilizza da quattro generazioni esclusivamente latte genuino proveniente dai migliori allevamenti di bufale della zona di Caserta, stuzzicanti<strong> trecce</strong> ripiene, <strong>provole</strong> e <strong>ricotta</strong>, sempre freschissime e ricche di valori nutrizionali. Da mangiare “nature” o affidandosi a una delle tante ricette consigliate sul sito internet dell’azienda, dal quale è possibile anche acquistare in tutta sicurezza, con pochi e semplici clic, le infinite bontà del caseificio. Delizie rese uniche e inimitabili grazie a tanti dettagli che le fanno apprezzare dai gourmand di tutto il mondo. Tra le regole fisse dei Paolo, tramandate di padre in figlio, spicca l’uso di latte che arriva in caseificio entro le dodici ore dalla mungitura. Latte che viene immediatamente filtrato, così da togliere tutte le impurità, lasciandone inalterate le innumerevoli qualità nutrizionali. Le mozzarelle di bufala di “Ponte a Mare”, infatti, vantano il giusto equilibrio di proteine e carboidrati, calcio e vitamine oltre a una percentuale molto limitata di sodio. E così la produzione Ponte a Mare soddisfa alla grande i palati, ma è anche leggera e digeribile per quei ghiottoni dallo stomaco più delicato.</p>
<p>Caseificio Ponte a Mare<br />
Via Domitiana km 34.070 &#8211; Castelvolturno (Caserta)<br />
tel. +39.0823 851525<br />
<a href="http://www.ponteamare.it">www.ponteamare.it</a></p>
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		<title>Qui si sforna la pizza più premiata di Napoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/qui-si-sforna-la-pizza-piu-premiata-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 18:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Gambero Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[pizza margherita]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori pachino]]></category>
		<category><![CDATA[Salsiccia e friarielli]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24 ore]]></category>
		<category><![CDATA[teatro Trianon]]></category>
		<category><![CDATA[Trianon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si scrive Trianon, si legge pizza verace elevata all’ennesima potenza. Una bontà unica sfornata nello storico locale di via Pietro Colletta, inaugurato nel 1923 dai coniugi Leone, e ancor oggi meta preferita di gourmet, sia napoletani che stranieri, provenienti da ogni dove. Qui, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Napoli, da quattro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si scrive Trianon, si legge pizza verace elevata all’ennesima potenza. Una bontà unica sfornata nello storico locale di via Pietro Colletta, inaugurato nel 1923 dai coniugi Leone, e ancor oggi meta preferita di gourmet, sia napoletani che stranieri, provenienti da ogni dove. Qui, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Napoli, da quattro generazioni qualità e tradizione continuano ad andare a braccetto per regalare squisitezze a base di acqua, farina e lievito da far farcire a piacimento. Ben 23 le variazioni sul tema, tra le quali spiccano, oltre all’arcinota Margherita declinata in 13 versioni diverse, la “Salsiccia e friarielli”, la “Doc” con mozzarella di bufala, pomodori pachino, parmigiano e basilico e la “Gran Trianon” con i suoi 8 gusti. Ospitali padroni di casa, Ciro Leone e il figlio Giuseppe, affiancati da ben 18 dipendenti, mentre a gestire l’omonimo locale di via Morghen al Vomero, ci sono l’altra figlia Francesca e il marito Alessandro Santoro. &#8220;Il segreto delle nostre pizze? – spiega Ciro Leone – Sta nel saper dosare la giusta quantità di farina e acqua dell’impasto in base al clima&#8221;. [charme-gallery]Una miscela sublime, che nel tempo ha catturato una marea di Vip e gente comune e le lodi delle principali guide gastronomiche in circolazione, tra le quali la Michelin, il Gambero Rosso, quella del Sole 24 ore e Italia Magazine. Tra gli ultimi riconoscimenti figura, invece, la “Corona servizio d’oro 2008”elargita dall’Excelsior Business Club per accoglienza e simpatia.  Tre le sale, affrescate con delicati trompe l’oeil che ricordano gli scorci più incantevoli della città e 400 i coperti distribuiti sui tre piani del buen retiro che prende il nome dal vicino teatro Trianon dal quale giunsero in pizzeria finanche Totò, Macario e Nino Taranto attratti dall’inimitabile profumo. Per loro, gustose pizze a “ruota di carretto”, chiamate così per le notevoli dimensioni. &#8220;Sì, perché oltre alle tradizionali pizze – aggiunge Leone – ne sforniamo su richiesta anche in formato maxi da 60 centimetri di diametro&#8221;.  Un appetitoso disco di morbida pasta additato da importanti riviste culinarie americane e giapponesi come “The best in the world”, che si può assaporare tutto l’anno (chiudono solo il 25 dicembre e il 1° gennaio) nella rinomata pizzeria tempestata di foto e articoli di giornale conservati dal 1923 ad oggi, e ribattezzata da qualcuno l’Università della pizza.</p>
<p>Pizzeria Trianon da Ciro<br />
Via Pietro Colletta 42-44-46 &#8211; Napoli<br />
Tel.081 5539426<br />
Via Morghen 12 &#8211; Napoli<br />
Tel.081 3723232<br />
Piazza Flavio Gioia 22-24 &#8211; Salerno<br />
Tel. 089 252530<br />
<a href="http://www.pizzeriatrianon.com">www.pizzeriatrianon.com</a></p>
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		<title>La musa immacolata fatta di latte</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/mozzarella-di-bufala-la-musa-immacolata-fatta-di-latte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 16:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[aversa]]></category>
		<category><![CDATA[Battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Denominazione d’origine protetta]]></category>
		<category><![CDATA[latte di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
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		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[Mozzarella di bufala Campana Dop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>No, le posate proprio no. Che scempio! No, troppa convenzione, troppa mestizia. No, si allontani quel coltello. No, non la si tagli regolarmente. Piuttosto, la si strazi. Che è così che implora d’esser trattata. Le dà gusto il tormento, le incute piacere venir lacerata, sbranata. Mozzicata. Ecco, così va molto meglio. Presa a morsi, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>No, le posate proprio no. Che scempio! No, troppa convenzione, troppa mestizia. No, si allontani quel coltello. No, non la si tagli regolarmente. Piuttosto, la si strazi. Che è così che implora d’esser trattata. Le dà gusto il tormento, le incute piacere venir lacerata, sbranata. Mozzicata. Ecco, così va molto meglio. Presa a morsi, che nel mentre lascia sgorgare tutto il suo latte e fuggir via la sua anima più pura. Ciò che resta è solo gusto, godimento, estasi. Come una musa immacolata e di gentile parvenza, ma che non brama le maniere buone verso se stessa, affinché appaghi chi la consuma, essa vuol sentirsi bistrattata. E tanto vale accontentarla. Solo così saprà dare il meglio di sé. Solo lasciandosi “mozzicare”. La riporta alle origini, le ricorda quelle mani nerborute che seppero forgiarla bella com’è. Le torna alla mente quel gesto grazie al quale, con decisione, quelle stesse mani la staccarono da tante altre come lei semplicemente “mozzandola”. Che ha la stessa radice di mozzicare. E pure di quel nome che le hanno dato chissà quanti secoli fa: Mozzarella, con la maiuscola, come s’addice a una signora. Chi furono i suoi padri, ancora non s’è compreso. C’è chi rammenta una medievale “mozza”, formaggio filante irregolarmente tagliato, pasto prediletto di monaci che dimorarono nell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum, alle porte di Aversa. Altri la ricordano nelle scodelle dei Normanni, nei tempi che questi popolavano la contea aversana. Di “terra di lavoro” è ancor oggi fonte d’orgoglio. Della Campania, nostra signora Mozzarella, prodotta col solo latte delle bufale, è quel vanto che mai alcun altro, fuor di questi confini, ha saputo imitare. Dalle terre d’Aversa s’allontanò soltanto un po’. Giusto per fare invaghire di sé gli abitanti dei villaggi edificati nell’agro-salernitano. [charme-gallery]E scatenare passione, gelosia, senso di possesso e addirittura ira in coloro che per primi la “mozzicarono”. Gli aversani ne rivendicano infatti la paternità esclusiva. Da Battipaglia, Eboli e dintorni pretendono, dal canto loro, di condividerne le tradizioni. Gli uni e gli altri riferiscono di peculiarità che caratterizzanola Mozzarelladelle due distinte produzioni. Nei campi d’origine, il palato le riconosce un gusto più ruspante, più salmastro. Nelle terre che circondano Salerno, essa lascia meglio avvertire il sapore del latte che vi sgorga. Un passaggio, uno soltanto, nelle fasi di produzione ne lascia scaturire la differenza: i tempi di sosta del formaggio in salamoia. Null’altro. Un consorzio, definitivo anello di congiunzione tra le due filosofie, bada da tempo a tutelare e promuoverela Mozzarelladi bufala, blasonandola del marchio Dop (Denominazione d’origine protetta) e definendole metodi e tecniche di preparazione. Che siano gli stessi, sia per i produttori di Battipaglia che per quelli d’Aversa. Frattanto, mani sapienti e possenti degli uni e degli altri continuano a mozzarla. E gli uni e gli altri lanciano appelli a quanti s’apprestano a giacere con nostra signora Mozzarella: no, niente coltelli &#8211; implorano &#8211; essa va mozzicata. Ché, in segno di ricompensa, lascerà sgorgare tutto il suo latte…</p>
<p>Mozzarella di bufala Campana Dop<br />
Tel. 0823.424780<br />
<a href="http://www.mozzarelladop.it">www.mozzarelladop.it</a></p>
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		<title>Dove si è scritta la storia della pizza</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/sapori/pizzeria-brandi-qui-si-e-scritta-la-storia-della-pizza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2007 15:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Brandi]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Pimentel Fonseca]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza margherita]]></category>
		<category><![CDATA[pizza napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[pizzeria Brandi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più che una pizzeria, Brandi è un’istituzione, il luogo di nascita, la bottega natale. Dal 1780, nella storica sede di via Sant’Anna di Palazzo continuano a sfornarsi fragranti dischi di pasta di farina e lievito naturale. Proprio tra queste pareti,Raffaele Esposito usò per la prima volta basilico, mozzarella e pomodoro per dare l’effetto tricolore a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più che una pizzeria, Brandi è un’istituzione, il luogo di nascita, la bottega natale. Dal 1780, nella storica sede di via Sant’Anna di Palazzo continuano a sfornarsi fragranti dischi di pasta di farina e lievito naturale. Proprio tra queste pareti,Raffaele Esposito usò per la prima volta basilico, mozzarella e pomodoro per dare l’effetto tricolore a una pizza speciale che offrì alla Regina Margherita. Da allora, Brandi è sinonimo di tradizione gastronomica, cordialità e simpatia. Gli attuali gestori &#8211; Edoardo, Paolo e Maria Rosaria Pagnani &#8211; discendenti di quell’Esposito e di sua moglie Maria Giovanna Brandi, tengono a portare avanti l’insegnamento tramandato dal padre Vincenzo, che ha saputo trasmettere alla pizzeria un’atmosfera incantatrice, dove tutti, anche i Capi di Stato, si trovano a proprio agio. Il segreto della pizza di Brandi sta nella genuinità degli ingredienti, miscelati con dovizia da mani esperte che conoscono le giuste proporzioni per olio extra vergine d’oliva, mozzarella di qualità, pomodori coltivati al caldo sole della Campania. [charme-gallery]Qui è fondamentale non stravolgere la tradizione: si resta fedeli alla marinara preparata con pomodoro, aglio e origano; alla pizza fritta, detta “Totò”, a base di ciccioli, provola e ricotta; alla pizza dedicata ad Eleonora Pimentel Fonseca, che ha nella mozzarella di bufala la sua infinita bontà. Proprio per rispettare le antiche tecniche di preparazione, Edoardo Pagnani è diventato presidente dell’Associazione in difesa dei forni a legna e lavora assiduamente per proteggere questo elemento fondamentale, e forse il più poetico, per cui la pizza verace napoletana si distinguere in tutto il pianeta.</p>
<p>Pizzeria Brandi<br />
Salita Sant&#8217;Anna dei Palazzi, 1/2<br />
Napoli<br />
<a href="http://www.brandi.it">www.brandi.it</a></p>
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