Sapori / Le ricette della cucina napoletana

Dolce morbido, fresco, leggermente zuccherato . Il migliaccio napoletano

Delizia per i palati più esigenti, il suo gusto ricorda quello della pastiera di grano, come il suo profumo, quello dei fiori di arancio
di Rosanna Nastro

Le ricette della cucina napoletana tradizionale

Il Migliaccio napoletano è il dolce delle feste di fine inverno. Un po’ carnevalesco, un po’ pasquale. Morbido, fresco, leggermente zuccherato e dagli ingredienti poveri con un profumo prelibato da abbinare a un vino liquoroso, piace ai grandi e ai piccini per il suo sapore particolare, delicato e fortemente aromatico. Il suo gusto ricorda quello della pastiera di grano, come il suo profumo, quello dei fiori di arancio. Della pastiera ha anche il colore, chiaro come un raggio di sole. E’ un dolce piuttosto calorico, ma anche una delizia per i palati più esigenti. Insieme alla pastiera, ricorda un po’ il ripieno della sfogliatella partenopea. Deriva il suo nome dal miglio, farina un tempo utilizzata per preparare numerose pietanze. La sua presenza alle falde del Vesuvio risale agli anni del Medioevo: nell’XI secolo, infatti, con il termine miliaccium si era soliti indicare una specie di “pane di miglio” cotto nella culla di Partenope. Diffuso anche in Toscana (dove veniva preparato con un impasto di sangue di maiale e farina), le sue origini risalgono ai tempi dell’antica Roma, quando si preparavano gustose focacce a base di miglio etichettate miliaceus.

In Campania il Migliaccio è molto diffuso, soprattutto in Costiera Sorrentina e nel Napoletano, dove è diventato un dolce tipico della tradizione. Può anche essere salato. Ricetta pratica e saporita, presenta molte varianti come l’aggiunta di ricotta di pecora (o di bufala) e liquori all’impasto, tipo l’anice (in alternativa Rhum o Strega). Ma anche di sugna al posto del burro (o della margarina) o di acqua al posto del latte, come accade, ad esempio, in alcuni paesi della Penisola dove non è raro trovare versioni differenti del gustoso piatto preparato con cedro candito e mandorle. Il Migliaccio è molto semplice da preparare in casa. Vediamo come nella ricetta più diffusa.

Ingredienti (per 12 persone)

- 250 gr di semola
- 1 litro di latte
- 300/350 gr di zucchero
- 500 gr di ricotta cremosa
- 2 bustine di vanillina
- 1 fialetta di fiori d’arancio (o scorze di limone e arancia)
- 5 uova
- 30 gr di burro
- un pizzico di sale

Preparazione

Mettere il latte, il pezzetto di burro e il pizzico di sale in una pentola e fare scaldare. Appena accenna a bollire, unire a pioggia il semolino e, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, lasciare cuocere per qualche minuto. Appena l’impasto accenna ad addensarsi, spegnere e far raffreddare continuando a mescolare. In una ciotola a parte, mettere la ricotta con metà dello zucchero e lavoratela a crema con una frusta. In un’altra ciotola mettere le uova con il resto dello zucchero e sbattere con una forchetta, unendovi la bustina di vanillina e la fialetta di fiori d’arancio (oppure la scorza di limone e quella d’arancia). Aggiungere la ricotta e mescolare bene il tutto.

Con un mestolo versare il composto un po’ alla volta nel semolino raffreddato mescolando accuratamente (qualora dovessero formarsi dei grumi basta passare il tutto nel frullatore, ma va bene anche il passaverdure). A questo punto versare l’impasto in una teglia antiaderente (imburrata e infarinata) e infornare in forno preriscaldato a 180°/200° per 45-50 minuti circa, fino a che il dolce diventa bello dorato in superficie. Togliete il Migliaccio dal forno e lasciatelo raffreddare, poi toglietelo dalla teglia, spolverare con zucchero a velo e servire a tavola.

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