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	<title>bosco di Capodimonte Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Reggia di Capodimonte, bomboniera nel bosco dei re</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 15:40:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Altro che reggia: un Eden in terra! Come altrimenti definire il Palazzo Reale di Capodimonte? E sì che, in fatto di lusso e comodità, i sovrani di Partenope se ne intendevano. Vuoi mettere una dimora sfarzosa edificata nel cuore di un bosco verde e lussureggiante, praticamente a pochi chilometri dal centro? Una sede fresca d’estate, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che reggia: un Eden in terra! Come altrimenti definire il <a href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_cp/museo_cp.html" target="_blank"><strong>Palazzo Reale di Capodimonte</strong></a>? E sì che, in fatto di lusso e comodità, i sovrani di <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>Partenope</strong> </a>se ne intendevano. Vuoi mettere una dimora sfarzosa edificata nel cuore di un bosco verde e lussureggiante, praticamente a pochi chilometri dal centro? Una sede fresca d’estate, calda d’inverno. Il luogo ideale in cui ritirarsi per staccare la spina e ritemprare corpo e mente: eccola la bomboniera dei <a href="http://www.realcasadiborbone.it/" target="_blank"><strong>Borbone</strong></a>. Un gioiello adagiato sui verdi pendii della collina napoletana. Nonché, complice un parco immenso e rigoglioso, il posto preferito da generazioni e generazioni di napoletani per banchettare nel giorno del lunedì in Albis.</p>
<p>Pensate: il parco di Capodimonte, un tempo noto come “Real bosco di Capodimonte”, è il maggior sito a verde pubblico di tutto il capoluogo campano e si estende su un&#8217;area di 134 ettari. E’ per questo che nel giorno di <a title="Napoli e le sue chiese nel “gran tour” di Pasqua" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/" target="_blank"><strong>Pasquetta</strong> </a>viene letteralmente preso d’assalto da centinaia e centinaia di visitatori armati di uova e “<a title="Una corona dal gran gusto. Il Casatiello" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-napoletana-il-casatiello/" target="_blank"><strong>casatiello</strong></a>” ed attratti dalla magnificenza di un posto che non ha eguali al mondo.</p>
<p>Vi si può accedere attraverso tre varchi: <strong>Porta Grande</strong>, che si apre all&#8217;inizio di via Ponti Rossi; <strong>Porta Piccola,</strong> quella probabilmente più famosa, che spalanca i propri battenti lungo via Miano (la strada che costeggia buona parte del perimetro del parco). E infine <strong>Porta Bellaria</strong>, sempre su via Miano, ma un po’ più a nord rispetto al varco di porta Piccola.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Il bosco della Reggia ha una caratteristica tutta napoletana: alterna ampi spazi pianeggianti a valloni attraversati da piccoli corsi d’acqua e zone ricche di cave, caratteristica tipica delle colline della terra di Partenope. Come se non bastasse, l’area immediatamente adiacente il palazzo reale è caratterizzata dalla presenza di ampi prati su cui spiccano varie specie vegetali e piante dai fusti secolari, insieme con alcuni fabbricati risalenti al XVIII secolo tra cui il <strong>Casino dei Principi</strong>. E’ da qui che si dipana un antico accesso interno detto “<strong>Porta di Mezzo</strong>”. Una porta, un tempo usata dai re, che consente di penetrare direttamente nel cuore del bosco attraverso cinque grossi viali dai quali si diramano, a loro volta, almeno un centinaio tra strade, vialetti e sentieri.</p>
<p>I cinque vialoni, quasi come ad abbracciare l’intero parco, disegnano un grande semicerchio addobbato con dodici statue di fattura settecentesca. Conducono in una zona del Real Bosco in cui insistono vari fabbricati tra cui la <strong>Chiesa di San Gennaro</strong> (opera di Ferdinando Sanfelice); la <strong>Real Fabbrica delle Porcellane</strong>, l&#8217;<strong>Edificio Torre</strong>, il <strong>Casino della Regina</strong>, il <strong>Fabbricato Cataneo</strong> e l’<strong>Eremo dei Cappuccini</strong> (costruito nel 1819).</p>
<p>La storia racconta che in origine l’idea fu quella di sfruttare questo enorme polmone verde che si trova praticamente alle porte della città, per ricavarne una grande riserva di caccia per il re di Napoli e, al suo servizio, una residenza di corte dove l’allora sovrano, <strong>Carlo di Borbone</strong>, avrebbe potuto assecondare la passione venatoria, grazie all’abbondanza di beccafichi, e poi magari, al calare del sole, distrarsi ancora con cavalieri e nobildonne. Insomma, almeno all’apparenza, quello di Capodimonte avrebbe dovuto essere solo uno dei tanti siti reali che, di lì a poco, sarebbero nati un po’ in tutta la regione, per favorire gli svaghi del re e del suo seguito di cortigiani. Con una differenza, però. Quello della collina, infatti, nasceva sì come “dependance” reale, ma praticamente a ridosso della città. Quasi alle porte della capitale: una specie di succursale urbana del più centrale e imponente palazzo reale. Insomma: una “<a title="La riserva di caccia con grandi tesori" href="http://www.charmenapoli.it/arte/napoli-reggia-museo-capodimonte-riserva-di-caccia-con-grandi-tesori/" target="_blank"><strong>seconda casa</strong></a>” per re Carlo.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Non a caso, proprio perché sempre più frequentato e preferito dalla corte, nel giro di pochi anni, si pensò di farne una vera e propria residenza capace di ospitare anche una parte delle prestigiose <a href="http://www.charmenapoli.it/arte/la-collezione-di-carlo-borbone-brilla-sotto-le-volte-della-reggia-di-caserta/" target="_blank"><strong>collezioni artistiche</strong></a> che il fondatore del Regno aveva avuto in dono da sua madre <strong>Elisabetta Farnese</strong>, moglie del re di Spagna Filippo V e ultima erede delle fortune del celebre casato dei Farnese di Parma. Si parla di collezioni, ma che collezioni! Si rivelarono la fortuna di Capodimonte! Di lì a poco, infatti, nelle stanze della Reggia trovarono posto capolavori di Tiziano e Raffaello, El Greco, Correggio e Parmigianino, dei Carracci, ma anche numerosi dipinti di scuola fiamminga. E ancora: le sculture di Martini, del Giambologna e tutta una serie di reperti e gioielli preziosi che andarono ad addobbare una vera e propria “camera delle meraviglie”.</p>
<p>Opere mozzafiato che, unite alle altre raccolte che, via via, furono acquisite nel corso degli anni, tra cui porcellane, arazzi, armi e argenti di casa Borbone, e quelle incamerate tra soppressioni monastiche, acquisti o donazioni successive all’unità d’Italia, resero la reggia, a distanza di quasi tre secoli dalla sua fondazione, un museo di fama internazionale.</p>
<p>Seppure dagli inizi dell’800, in concomitanza con l’arrivo dei <strong>Savoia</strong>, il palazzo reale fosse stato utilizzato esclusivamente come residenza di corte, già da prima, in particolar modo negli anni del “<strong>Grand Tour</strong>”, capitava che funzionasse anche come foresteria per visitatori e studiosi stranieri che vi accorrevano per ammirare la qualità delle opere esposte ed assaporare la magia del suo rigoglioso bosco che nel frattempo re <strong>Ferdinando II delle Due Sicilie</strong> aveva trasformato in giardino all&#8217;inglese, assicurandogli quell’aspetto che oggi lo caratterizza.</p>
<p>Tra i primi a essere ospitati in quelle sfarzose stanze del palazzo figurarono Winkelmann, Goethe e, tra gli artisti Antonio Canova. E non a caso si è parlato di “sfarzose” stanze. Basta percorrerle, passando dalla galleria artistica al <strong>salottino di porcellana</strong> di Maria Amalia fino all’appartamento storico per capire di quale ricchezza siano dotati questi ambienti, di quale meraviglia e magnificenza risplendano le testimonianze artistiche in mostra in queste sale regali che ancora sembrano riecheggiare del cicaleccio e del frusciar di sete delle dame di corte. Basta chiudere gli occhi e si viene catapultati all’indietro nel tempo in uno dei più incredibili e affascinanti viaggi che solo la favolosa storia di Partenope è in grado di offrire.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
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		<title>Napoli tra sacralità ed esoterismo, un tour tra fantasmi e vecchi palazzi</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/alla-scoperta-della-napoli-esoterica-tour-tra-sacro-profano/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 11:51:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storie, di fantasmi, di vecchi palazzi abbandonati e di anime vagabonde. In quanto a leggende e miti, la città di Partenope è particolarmente prolifica, come dimostra il ricco programma di itinerari promossi dall’iniziativa “I Palazzi degli Spiriti: percorsi turistici e culturali tra sacralità ed esoterismo”, organizzato dal Comune Di Napoli con la Fondazione Forum Universale e l’Accademia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Storie, di fantasmi, di vecchi palazzi abbandonati e di anime vagabonde.<br />
In quanto a leggende e miti, la città di <strong><a title="Benvenuti a Napoli! Così Partenope abbraccia i turisti" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-welcome-naples/">Partenope</a> </strong>è particolarmente prolifica, come dimostra il ricco programma di itinerari promossi dall’iniziativa<strong> “I Palazzi degli Spiriti: percorsi turistici e culturali tra sacralità ed esoterismo”</strong>, organizzato dal <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank"><strong>Comune Di Napoli</strong> </a>con la <strong><a href="http://www.forumculture.org/" target="_blank">Fondazione Forum Universale</a></strong> e l’<a href="http://www.accademiadinapoli.it/" target="_blank"><strong>Accademia delle Belle Arti</strong></a>, che si svolgerà a <strong>Napoli</strong> dal 21 al 30 giugno.<br />
Tema conduttore dell’evento è la sacralità, contaminata dagli echi di un esoterismo mai sopito che abita ogni angolo dell&#8217;antica capitale del Regno delle Due Sicilie.<br />
Sensazione indubbiamente recepita dai tanti cittadini del capoluogo campano e in particolare dalla giornalista<strong> Annamaria Ghedina</strong>, autrice del testo<strong> “Fantasmi a Napoli”</strong>: da qui l’idea di sfruttare questa &#8220;peculiarità&#8221; della città del Golfo per renderla maggiormente attrattiva.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Luogo simbolo della manifestazione sarà il<strong> Palazzo degli Spiriti</strong>, ninfeo romano risalente al I secolo A.C., unico al mondo che si trova a<a title="Nel Golfo di Napoli rocce abitate in mezzo al mare" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/golfo-napoli-isole-rocce-abitate-mezzo-al-mare/" target="_blank"><strong> Marechiaro</strong></a>, a pochi metri dalla celebre <a title="“A Marechiaro ce sta na fenesta: la passiona mia ce tuzzuléa… “" href="http://www.charmenapoli.it/news/finestrella-marechiaro/" target="_blank"><strong>“Fenestella”</strong></a>, nel <strong>Parco Archeologico di Posillipo</strong>, ma molti altri saranno i percorsi, a dir poco suggestivi, proposti dell’interessante rassegna. Vediamoli nel dettaglio.<br />
Non manca all’appello il  magnifico<a title="Mostra d’assi per Napoli con le tele riprodotte di Leonardo, Raffaello e Caravaggio" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-una-mostra-impossibile-san-domenico-maggiore/"> <strong>Convento di San Domenico Maggiore</strong></a>, e con esso il <strong> <a title="Il tesoro più prezioso al mondo? Quello di San Gennaro" href="http://www.charmenapoli.it/arte/napoli-il-tesoro-piu-prezioso-al-mondo-quello-di-san-gennaro/" target="_blank">Museo del tesoro di San Gennaro</a></strong>, a cui si abbinano i percorsi da<a title="Lo sguardo nobile e maestoso sulla piazza" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiesa-di-san-ferdinando-napoli/" target="_blank"><strong> piazza del Plebiscito</strong></a> a <strong>Castel dell’Ovo</strong>. E ancora: spazio alle passeggiate narrate nel <a title="La riserva di caccia con grandi tesori" href="http://www.charmenapoli.it/arte/napoli-reggia-museo-capodimonte-riserva-di-caccia-con-grandi-tesori/"><strong>Bosco di Capodimonte</strong></a>, ed alle visite guidate al <strong>Decumano Maggiore</strong>. In conclusione, per finire, ecco i percorsi in barca dalla<strong> cala di S.Basilio</strong> alla <a title="Suggestioni all’imbrunire nel parco di Pausilypon" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/suggestioni-allimbrunire-nel-parco-di-pausilypon/" target="_blank"><strong>Gaiola</strong></a>.<br />
Insomma, un’allettante occasione per conoscere e riscoprire i mille volti della <strong>bella Napoli</strong> e lasciarsi catturare dal pullulare degli spiriti inquieti che la popolano e dal suo fascino “maledetto”.</p>
<p><strong>“I Palazzi degli Spiriti: percorsi turistici e culturali tra sacralità ed esoterismo”<br />
</strong>Napoli, 21-30 giugno 2014</p>
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		<title>Giardini in festa per le ninfe del bosco</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-festa-dell-albero-orto-botanico-giardini-ninfe-bosco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 12:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Storico di Napoli si tinge di verde. Prende il via la “Festa dell’Albero”, il ciclo di incontri promosso dal Real Orto Botanico di Napoli, in collaborazione con  l’Università Federico II (da domani giovedì 21 fino al 24 novembre), giunto quest’anno alla terza edizione, per promuovere la tutela ambientale del patrimonio agreste di Partenope. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro Storico di <strong>Napoli</strong> si tinge di verde.<br />
Prende il via la <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/23061" target="_blank"><strong>“Festa dell’Albero”</strong></a>, il ciclo di incontri promosso dal <a href="http://www.ortobotanico.unina.it/" target="_blank"><strong>Real Orto Botanico</strong> </a>di Napoli, in collaborazione con  l’Università Federico II (da domani giovedì 21 fino al 24 novembre), giunto quest’anno alla terza edizione, per promuovere la tutela ambientale del patrimonio agreste di Partenope.<br />
La manifestazione si svolgerà negli spazi del Giardino di via Foria e tra gli alberi del<a href="http://www.boscodicapodimonte.it/" target="_blank"> <strong>Bosco di Capodimonte</strong></a>. In programma attività educative per i più piccoli, mercatini di prodotti genuini, visite guidate a tema e laboratori di giardinaggio.<br />
Il tutto avvolto dall’atmosfera fatata delle mitologiche creature dei boschi: le Amadriadi, devote e fedeli ninfee degli alberi. Per i piccoli visitatori che vorranno immergersi nel loro mondo incantato, domani 21 novembre è in programma un tour guidato lungo “<em>Il Sentiero delle Amadriadi</em>” alla scoperta dei segreti dell’Orto.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Spazio anche alla creatività venerdì 22, con il corso di disegno paesaggistico “<em>Architettura degli alberi e disegno del paesaggio</em>” tenuto dal pittore e illustratore<strong> Lorenzo Dotti</strong> che condurrà gli aspiranti artisti alla scoperta delle varie gamme dei colori dell’autunno.<br />
Il viaggio nel mondo delle arti proseguirà poi con le esibizioni di ballo in programma domenica 24. Si inizia a mezzogiorno con “<em>Africa: Il continente nero</em>”, a cura dell’ <a href="http://www.kodokannapoli.com/" target="_blank">A.S.D. Kodokan Sport Napoli</a> per poi sospingersi a passo di danza fino alla Porta di Mezzo del Real Bosco di Capodimonte dove alle 10.30, per la regia di <strong>Guido Liotti</strong> si esibiranno le sinuose danzatrici dello spettacolo di prosa, musica e danza “<em>Fate&#8230;driadi e altre presenze nel bosco</em>”, presentato dall’associazione “Lo sguardo che trasforma”.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Sempre ai piedi della collina di Capodimonte, si svolgeranno anche sessioni di yoga con <strong>Gino Sansone</strong>, titolare della scuola di Yoga Integrale di Napoli. In concomitanza con il fitto carnet di eventi, sono previste anche manifestazioni in favore dell’integrazione culturale, grazie all’iniziativa di solidarietà promossa da <strong><a href="http://www.legambiente.campania.it/" target="_blank">Legambiente Napoli</a> </strong> e la Collina Gentile che prevede la messa a dimora degli “<em>alberi dell’accoglienza</em>”, simbolo della lotta per i diritti  dei bambini nati in Italia da genitori stranieri che non possono godere della cittadinanza.</p>
<p><strong>“Festa dell’Albero 2013” III edizione, 21-24 Novembre 2013 Napoli<br />
</strong>Real Orto Botanico,via Foria 192 Napoli &#8211; Parco di Capodimonte, Via Miano 4 Napoli<br />
Per il programma: www.ortobotanico.unina.it- www.visitcapodimonte.it <a href="http://www.visitcapodimonte.com/" target="_blank"><br />
</a>Info: Dott.ssa Manuela De Matteis Tortora tel: +39.081.2533922 e-mail:mtdematt@unina.it</p>
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		<title>La riserva di caccia con grandi tesori</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/napoli-reggia-museo-capodimonte-riserva-di-caccia-con-grandi-tesori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 19:21:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In origine l’idea era di creare, alle porte di Napoli, nel rigoglioso bosco di Capodimonte, una gran riserva di caccia e, al suo servizio, una residenza di corte dove il sovrano &#8211; Carlo di Borbone &#8211; potesse assecondare la sua passione venatoria, grazie all’abbondanza di beccafichi, e poi, al calare del sole, distrarsi ancora con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In origine l’idea era di creare, alle porte di <strong>Napoli</strong>, nel rigoglioso <strong>bosco di Capodimonte</strong>, una gran riserva di caccia e, al suo servizio, una residenza di corte dove il sovrano &#8211; <strong>Carlo di Borbone</strong> &#8211; potesse assecondare la sua passione venatoria, grazie all’abbondanza di beccafichi, e poi, al calare del sole, distrarsi ancora con cavalieri e nobildonne del regno. Solo uno dei numerosi siti reali che, in pochi anni, sarebbero nati per favorire gli svaghi del re e della sua frizzante corte ma diverso da tutti gli altri perché ben presto si pensò di farne una residenza che ospitasse anche una parte delle prestigiose collezioni artistiche che Carlo aveva avuto in dono da sua madre <strong>Elisabetta Farnese</strong>, moglie del re di Spagna Filippo V e ultima erede delle fortune della sua famiglia: i Farnese di Parma, appunto. Vale a dire i capolavori di <strong>Tiziano</strong> e <strong>Raffaello</strong>, di<strong> El Greco</strong>, di <strong>Correggio</strong> e <strong>Parmigianino</strong>, dei <strong>Carracci</strong>, così come quelli di scuola fiamminga. E ancora, le sculture di <strong>Giambologna</strong> e del <strong>Martini</strong>, la wunderkammer con la galleria delle cose rare. Opere mozzafiato che, unite alle altre raccolte via via acquisite, oggi, a distanza di quasi tre secoli, hanno fatto della <a href="http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it" target="_blank"><strong>reggia di Capodimonte</strong></a> un museo di fama internazionale. [charme-gallery]</p>
<p>Era, infatti, il 1957 quando, nell’antica reggia borbonica, furono aperti al pubblico il Museo e le Gallerie nazionali di Capodimonte, rinnovata sede delle raccolte di arte medievale e moderna trasferite dal Museo Nazionale di Napoli, e di tutto quanto già dalla metà del ‘700 aveva ospitato al ‘piano nobile’: oltre le raccolte Farnese, dunque, quelle borboniche (tra cui porcellane, arazzi, armi, argenti) e quelle incamerate tra soppressioni monastiche, acquisti o donazioni successive all’unità d’Italia. Seppure dagli inizi dell’800 all’arrivo dei <strong>Savoia</strong> il palazzo di Capodimonte fosse stato utilizzato esclusivamente come residenza di corte, già da prima funzionava come foresteria per visitatori e studiosi stranieri che vi accorrevano per la qualità delle opere ospitate. Tra i primi il <strong>Winkelmann</strong>, il <strong>Goethe</strong> e, tra gli artisti, il francese <strong>J.H. Fragonard</strong> el a svizzera <strong>Angelica Kaufmann</strong>, <strong>Antonio Canova</strong>. Così fu pure dopo la Restaurazione e dopo l’Unità quando fu abitato dai Duchi d’Aosta.[charme-gallery]</p>
<p>A percorrere l’infilata di sale, dove la galleria artistica si alterna all’<strong>appartamento storico</strong>, l’emozione che ricorre è lo stupore e la meraviglia per tanta magnificenza che passo dopo passo suggerisce viaggi a ritroso nel tempo. Basta poco, di fronte al <strong>salottino di porcellana</strong> di<strong> Maria Amalia</strong>, del salone da ballo o della culla per immaginare il cicaleccio e il frusciar di sete delle dame di corte impegnate in intrighi d’amore e della gravidanza della regina.</p>
<p>Sembra di essere lì, al tempo del reame, nel maestoso palazzo, da oltre 50 anni attivo come museo, che nel tempo si è distinto come unicum tra i musei d’arte medievale e moderna per la feconda ‘contaminazione’ tra antico e nuovo, passato e presente. Accanto ai capolavori dal ‘400 al ‘700 accolti tra il piano nobile e il secondo piano, nei sottotetti si ammira una selezione di opere dell’800 e la sezione contemporanea con lavori di quegli artisti che sin dal 1978 hanno esposto a <strong>Capodimonte</strong>. E, allora, ecco che la soprintendenza per il Polo museale per il suo cinquantenario propose una celebrazione con un fitto calendario di iniziative: concerti, conferenze, proiezioni di documentari, una grande mostra temporanea (ottobre 2007- gennaio 2008) con prestiti da prestigiosi musei, fondazioni, collezionisti italiani e stranieri, e una serie di esposizioni di fotografi contemporanei invitati per l’occasione a misurarsi col tema “<strong>Uno sguardo su Capodimonte, uno sguardo da Capodimonte”</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/napoli-reggia-museo-capodimonte-riserva-di-caccia-con-grandi-tesori/">La riserva di caccia con grandi tesori</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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