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	<title>Santa Maria la Nova Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Concerto dell&#8217;Epifania, il violino di Maria Levi risuona a Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2019 19:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre il Chiostro concerto Epifania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il violino appartenuto a Eva Maria Levi, e utilizzato ad Auschwitz da uno de tanti gruppi musicali del campo di concentramento di Birkenau, risuonerà in occasione del Concerto dell&#8217;Epifania che andrà in onda su RAI UNO il 6 gennaio alle ore 9,35.  Al Teatro Mediterraneo di Napoli, la violinista Alessandra Sonia Romano farà vibrare le corde dell&#8217;antico strumento che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il violino appartenuto a <strong>Eva Maria Levi</strong>, e utilizzato ad <strong>Auschwitz</strong> da uno de tanti gruppi musicali del campo di concentramento di Birkenau, risuonerà in occasione del <strong>Concerto dell&#8217;Epifania</strong> che andrà in onda su <strong>RAI UNO</strong> il 6 gennaio alle ore 9,35.  Al <strong>Teatro Mediterraneo</strong> di Napoli, la violinista <strong>Alessandra Sonia Romano</strong> farà vibrare le corde dell&#8217;antico strumento che il 6 dicembre 1943 fu portato al campo di concentramento dalla Levi nel suo viaggio senza ritorno dal binario 21 della Stazione di Milano. Il violino fu poi recuperato dal fratello <strong>Enzo</strong>, uno dei soli 5 sopravvissuti sui 243 deportati del suo convoglio. Lo strumento proviene dal Museo Museo Civico di Cremona.</p>
<p>Nella <strong>XXIV edizione</strong> <strong>del Concerto dell’Epifania </strong>sarà eseguito il tema della <strong>colonna sonora di Schindler&#8217;s list. </strong>Il tradizionale appuntamento musicale sarà registrato <strong>venerdì 4 gennaio alle ore 20.30</strong> al <strong>Teatro Mediterraneo</strong>. &#8220;Abbiamo fatta nostra la convinzione ed il monito del Santo Padre che la pace si radichi sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune&#8221; dichiara <strong>Giuseppe Reale</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Associazione Oltre il Chiostro onlus</strong> che organizza il grande evento. &#8220;Abbiamo perciò accolto l&#8217;incoraggiamento a progettare il futuro sostenendo il talento dei giovani, poiché la diffusione dei valori del rispetto e della tolleranza si fonda nelle singole coscienze e sui volti delle persone&#8221;, conclude Reale. La manifestazione è realizzata con il contributo della Regione Campania e del Comune di Napoli ed è promossa dall&#8217;Associazione Oltre il Chiostro onlus che opera nel <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/chiese/santa-maria-la-nova-tomba-dracula/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova</strong></a> a Napoli.</p>
<p>Questa edizione del <strong>Concerto dell&#8217;Epifania</strong> sostiene il restauro dell’antico organo a canne di <strong>Santa Maria la Nova</strong>. Nell&#8217;occasione sarà anche assegnato il premio “<strong>Nativity in the World</strong>”, con ospiti d’eccezione come <strong>Giovanni Caccamo</strong>, <strong>Tony Maiello</strong>, <strong>Diarah Khan</strong>, <strong>Rita Ciccarelli &amp; Flowing’ Gospel</strong>, <strong>Chiara Galiazzo</strong> e <strong>Davinci</strong>. L’orchestra di <strong>Santa Chiara</strong> è diretta dal Maestro <strong>Adriano Pennino</strong>. Presenta <strong>Veronica Maya</strong>. Ingresso in Sala consentito dalle 19,15 alle 20.30.</p>
<p>Info e contatti: <a href="http://www.oltreilchiostro.org" target="_blank" rel="noopener">www.oltreilchiostro.org</a><br />
<a href="mailto:cultura@oltreilchoistro.org" target="_blank" rel="noopener">cultura@oltreilchoistro.org</a><br />
tel. 081 5521597</p>
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		<title>Sabato 8 dicembre concerto gospel a Santa Maria La Nova</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/concerto-gospel-a-santa-maria-la-nova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 13:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[gospel]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 8 dicembre alle ore 19,30 concerto gospel di Rita Ciccarelli &#38; Flowin’ Gospel nell’incantevole cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, per l’occasione aperto eccezionalmente di sera. La serata inizierà infatti con una visita guidata serale al Complesso, un vero e proprio scrigno di storia, di arte e di religiosità e del mistero della Tomba di Dracula, racchiuso nelle antiche mura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 8 dicembre alle ore 19,30 <strong>concerto gospel</strong> di <strong>Rita Ciccarelli &amp; Flowin’ Gospel</strong> nell’incantevole cornice del <strong>Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova</strong>, per l’occasione aperto eccezionalmente di sera. La serata inizierà infatti con una <strong>visita guidata</strong> <strong>serale</strong> al Complesso, un vero e proprio scrigno di storia, di arte e di religiosità e del mistero della <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/chiese/santa-maria-la-nova-tomba-dracula/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Tomba di Dracula</strong></a>, racchiuso nelle antiche mura della fondazione angioina (1279) nel cuore del centro storico di Napoli.</p>
<p>Il <strong>Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova </strong>diventerà poi teatro delle note e dei ritmi magici di un appassionante concerto gospel. I coristi dei Flowin’Gospel, accompagnati dal vivo da pianoforte, basso e batteria, saranno diretti da Rita Ciccarelli, artista nota a livello internazionale e vincitrice dei <strong>Gospel Music Awards</strong>. Durante l’esibizione il coro spazierà dagli intramontabili classici alla rivisitazione di brani moderni. Cantare la gioia dell’anima: questo l’intento del gruppo che un genere musicale sempre più amato per il suo immenso ed universale impatto sonoro ed emotivo. Un repertorio incentrato sul Contemporary Gospel, senza dimenticare le origini e lo Spiritual. Un connubio di musica e fede che si fondono in un’unica armonia. Attraverso le voci che si fondono e che fluiscono assieme alla musica, Rita Ciccarelli &amp; Flowin’Gospel canteranno e racconteranno le radici e l’evolversi della gospel music.</p>
<p><strong>Visita guidata + Concerto Gospel</strong><br />
Sabato 8 dicembre 2018<br />
<strong>Complesso Santa Maria la Nova </strong><br />
Via S. Maria la Nova, 44, Napoli<br />
<strong>Ora</strong>: ore 19.30<br />
<strong>Durata</strong>: 2 ore e 30 minuti<br />
<strong>Costo</strong>: 18 euro adulti; Bambini fino a 10 anni gratis, dai 10 ai 18 anni 10 euro<br />
Posti a sedere numerati, prenotazione e prepagamento obbligatori.<br />
E&#8217; possibile ritirare i biglietti e scegliere i posti a sedere solo recandosi presso la biglietteria museale del Complesso in Piazza Santa Maria la Nova, 44 dal lunedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 14.<br />
<strong>Informazioni</strong><br />
Telefono: 334 11 19 8 19 Claudia<br />
E-mail: <a href="mailto:prenotazioni@viverenapoli.com" target="_blank" rel="noopener">prenotazioni@viverenapoli.com</a> &#8211; 334.11.19.819 Claudia</p>
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		<title>Santa Maria La Nova e il mistero della tomba di Dracula</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/santa-maria-la-nova-tomba-dracula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 20:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[chiese a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[misteri presepe]]></category>
		<category><![CDATA[musei da visitare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
		<category><![CDATA[visitare napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MUSEI DA VISITARE A NAPOLI: COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA MARIA LA NOVA. Secondo una suggestiva e non ancora provata teoria, Vlad l&#8217;Impalatore sarebbe morto a Napoli ospite della figlia Maria e tumulato nel sepolcro dei Ferrillo nella cittadella francescana innalzata alla fine del XIII secolo dai frati minori su un appezzamento donato da re Carlo I d&#8217;Angiò [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>MUSEI DA VISITARE A NAPOLI: </strong><strong>COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA MARIA LA NOVA</strong>. Secondo una suggestiva e non ancora provata teoria, Vlad l&#8217;Impalatore sarebbe morto a Napoli ospite della figlia Maria e tumulato nel sepolcro dei Ferrillo nella cittadella francescana innalzata alla fine del XIII secolo dai frati minori su un appezzamento donato da re Carlo I d&#8217;Angiò</h5>
<p><strong>Dracula</strong> sarebbe morto a <strong>Napoli</strong> e il suo corpo riposerebbe in uno degli ambienti più suggestivi del <strong>Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova</strong>, la cittadella francescana fatta innalzare, alla fine del XIII secolo, dai frati minori, su un appezzamento di terra donato loro da re Carlo I d&#8217;Angiò e definita &#8220;la Nova&#8221; per distinguerla da Santa Maria ad Palatium, il monastero che un tempo sorgeva nel luogo in cui fu poi innalzato il Maschio Angioino.</p>
<p>La tomba di <strong>Vlad l&#8217;impalatore</strong>, il temuto principe di Valacchia che tanto ispirò la fantasia di <strong>Bram Stoker</strong> nel celebre romanzo &#8220;<strong>Il conte Dracula</strong>&#8220;, si troverebbe nel <strong>chiostro piccolo</strong> dell&#8217;antico convento che troneggia, imponente, a pochi passi da piazza Bovio e da piazza del Gesú, proprio ai bordi del Centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il Complesso è un <strong>monumento alla fede</strong> straordinario, reso ancora più prezioso dalla presenza, al suo interno, di alcuni capolavori firmati dai più celebri pittori della Napoli di fine XVI e inizio XVII secolo. Non a caso è a <strong>Santa Maria La Nova</strong>, sotto la guida degli esperti di &#8220;<a href="http://www.oltreilchiostro.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Oltre il Chiostro Onlus</strong></a>&#8220;, l&#8217;associazione presieduta dal professor <strong>Giuseppe Reale</strong>, che è possibile rivisitare la storia dell&#8217;ex Capitale del Regno delle Due Sicilie in un percorso dove la cultura diventa un piacevole incontro che va al di là degli steccati ideologici e religiosi, nel pieno rispetto delle reciproche differenze ed in un comune cammino di ricerca della verità.</p>
<figure id="attachment_27943" aria-describedby="caption-attachment-27943" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Facciata-chiesa-Santa-Maria-La-Nova.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-27943 size-thumbnail" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Facciata-chiesa-Santa-Maria-La-Nova-300x300.jpg" alt="Facciata-chiesa-Santa-Maria-La-Nova" width="300" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-27943" class="wp-caption-text">La facciata della chiesa di Santa Maria La Nova</figcaption></figure>
<p>Fedele allo stile importato nel Sud Italia dai sovrani angioini, la chiesa e l&#8217;annesso convento di Santa Maria La Nova videro la luce in chiare <strong>forme gotiche</strong>, così come insegnava la scuola degli architetti d&#8217;Oltralpe. Danneggiato dai terremoti, il complesso religioso, che già all&#8217;inizio del Cinquecento si era visto &#8220;dotare&#8221; di una nuova struttura &#8211; il <strong>cappellone di San Giacomo della Marca</strong> (la cui costruzione portò all&#8217;abbattimento ed alle modifiche di diverse cappelle) &#8211; fu sottoposto, a partire dal 1596, ad una profonda e rivoluzionaria opera di restyling che gli conferì quella caratteristica <strong>impronta barocca</strong> cara ai rigidi canoni della Controriforma che ancora oggi lo contraddistingue.</p>
<p>La <strong>chiesa</strong>, con la sua <strong>facciata austera di stampo rinascimentale</strong>, si presenta a croce latina ed è dotata di una sola navata pavimentata in &#8220;<strong>riggiole</strong>&#8221; ed una serie di sfavillanti cappelle che si spalancano lungo entrambi i lati. Vi si accede attraverso una ripida scalinata in piperno protetta da una balaustra in marmo. Tra le innumerevoli &#8220;perle&#8221; di cui è dotato il sacro edificio, non può che lasciare a bocca aperta il <strong>soffitto a cassettoni in legno dorato</strong>, al cui interno fanno bella mostra di sé <strong>quarantasei tavole dipinte</strong>: si tratta di una vera e propria antologia dell&#8217;arte pittorica ispirata all&#8217;ultimo manierismo napoletano prima dell&#8217;irruzione di Caravaggio sulle scene artistiche europee.</p>
<figure id="attachment_27944" aria-describedby="caption-attachment-27944" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Chiostro-Santa-Maria-La-Nova-Daniele-Di-Lorenzo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-27944 size-thumbnail" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Chiostro-Santa-Maria-La-Nova-Daniele-Di-Lorenzo-300x300.jpg" alt="Chiostro-Santa-Maria-La-Nova-Daniele-Di-Lorenzo" width="300" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-27944" class="wp-caption-text">Il chiostro piccolo della chiesa di Santa Maria La Nova</figcaption></figure>
<p>L&#8217;attiguo <strong>convento</strong> &#8211; nelle cui sale superiori (laddove un tempo si aprivano le celle dei monaci), dal 2008, l’associazione Oltre il Chiostro ha allestito il <a href="http://www.museionline.info/musei/museo-di-arte-religiosa-contemporanea" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Museo d&#8217;Arte Religiosa Contemporanea</strong></a> (<strong>Arca</strong>) cui è stato concesso il riconoscimento di interesse regionale &#8211; si compone invece di <strong>sagrestia</strong>, <strong>refettorio</strong> e due straordinari <strong>chiostri</strong>. Quello cosiddetto &#8220;maggiore&#8221;, detto anche <strong>chiostro di San Francesco</strong>, ceduto da tempo alla Provincia di Napoli, ha perso buona parte degli affreschi (raffiguranti scene della vita del poverello di Assisi), che un tempo ne adornavano le pareti. Il chiostro &#8220;minore&#8221; o &#8220;piccolo&#8221;, detto <strong>chiostro di San Giacomo</strong>, custodisce invece un ciclo di dipinti con scene della vita di San Giacomo della Marca, attribuiti ad <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_De_Lione" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Andrea De Lione</strong></a> ed una serie di lapidi e monumenti sepolcrali.</p>
<figure id="attachment_27942" aria-describedby="caption-attachment-27942" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Tomba-Famiglia-Ferrillo-Dracula-in-Santa-Maria-La-Nova.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-27942" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/04/Tomba-Famiglia-Ferrillo-Dracula-in-Santa-Maria-La-Nova-300x300.jpg" alt="Tomba-Famiglia-Ferrillo-Dracula-in-Santa-Maria-La-Nova" width="300" height="295" /></a><figcaption id="caption-attachment-27942" class="wp-caption-text">La tomba della famiglia Ferrillo nel chiostro di Santa Maria La Nova</figcaption></figure>
<p>Ed è qui che ci conduce la leggenda della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tomba_di_Dracula" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>tomba di Dracula</strong></a>. Qui, dove la storia si è divertita ad intrecciare le sue trame occulte. Secondo uno studio dell&#8217;Università di Tallinn, Dracula, infatti, riposerebbe proprio sotto i portici del chiostro piccolo, nel sepolcro realizzato nel 1499 dallo scultore <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/jacopo-della-pila_%28Dizionario-Biografico%29/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Jacopo della Pila</strong></a> per ospitare le spoglie mortali di <strong>Matteo Ferrillo</strong>. Ne sono convinti alcuni studiosi italiani, supportati nelle loro tesi, dai colleghi dell&#8217;università estone.</p>
<p>Proviamo a capirci qualcosa. E facciamo un salto indietro nel tempo. Correva l&#8217;anno del signore 1476 quando <strong>Vlad III di Valacchia</strong>, da poco tornato sul trono del suo paese, scomparve in battaglia mentre combatteva contro i turchi. Vlad, che apparteneva all&#8217;<strong>Ordine del Dragone</strong> (&#8220;Dracula&#8221; dal romeno &#8220;Dracul&#8221;, letteralmente significa &#8220;figlio del drago&#8221;) proprio come l&#8217;allora re di Napoli <strong>Ferrante D’Aragona</strong>, fu dato per morto e una delle sue figlie, la principessa <strong>Maria Balsa</strong>, che all&#8217;epoca aveva solo 7 anni, fu adottata da una donna napoletana e quindi condotta a Napoli, forse proprio in virtù della comune &#8220;militanza&#8221; dei due re, per sfuggire al pericolo di un&#8217;invasione ottomana della Transilvania. Divenuta donna, la <strong>ragazza</strong> <strong>andò in sposa ad un nobile partenopeo della famiglia</strong> <strong>Ferrillo</strong>, Matteo, appunto. Ora, secondo una prima versione, fu <strong>lei a condurre le spoglie mortali dell&#8217;illustre genitore</strong> nella città del Golfo e poi a disporne l&#8217;inumazione nel sepolcro del marito. Secondo un&#8217;altra versione, Dracula non morì affatto in battaglia ma cadde prigioniero dei turchi. Sarebbe stata Maria Balsa a pagarne il riscatto e poi a farlo giungere in Italia. Alla sua morte, l&#8217;ex re di Valacchia sarebbe stato tumulato nella tomba di famiglia.</p>
<p>Fin qui il racconto. Ma ci sarebbero alcuni elementi che proverebbero tale tesi: i bassorilievi scolpiti sulla lapide sepolcrale del &#8220;genero&#8221; di Dracula. Vi si notano infatti un <strong>drago con due simboli di matrice egizia</strong> mai visti prima su una tomba europea e che sembrano richiamare alcuni elementi tipici della cultura medievale di matrice slava. Si tratta di due sfingi contrapposte che richiamano il nome della città di Tebe che gli antichi egiziani chiamavano &#8220;<strong>Tepes</strong>&#8220;. In soldoni, in quei simboli sembra di leggere &#8220;<strong>Dracula Tepes</strong>&#8221; che, guarda caso, sono anche i due soprannomi normalmente affibbiati al principe.</p>
<p>Ma non è finita qui. Proprio alle spalle della tomba di Ferrillo campeggia un&#8217;enigmatica incisione. Una sorta di &#8220;<strong>Codice La Nova</strong>&#8220;, come è stato ribattezzato dai soci di <strong>Oltre il Chiostro</strong>, scritto in un <strong>linguaggio non del tutto conosciuto</strong>. L&#8217;unico elemento certo finora decifrato in questo misterioso affresco (in cui qualcuno avrebbe riconosciuto caratteri tipici degli alfabeti latino, copto, greco ed etiope), sembrerebbe essere la parola &#8220;<strong>Vlad</strong>&#8221; che pare ricorra più volte. Vlad, appunto. Come il nome del conte.</p>
<p>Fin qui le sorprendenti coincidenze di una storia che a tratti sembra sfociare nel romanzo. Sì, perché non manca, tra gli storici, chi non crede alla versione napoletana di <strong>Dracula</strong>, perché, si sostiene, non ci sono prove concrete della permanenza o della sepoltura di Vlad III in Italia o addirittura dell&#8217;esistenza di una sua figlia. E il riferimento stesso alla città di Tebe viene considerato fuorviante dal momento che l&#8217;epiteto &#8220;Tepes&#8221; normalmente affiancato al nome di Dracula, in romeno significa &#8220;palo&#8221; da cui il nostro &#8220;impalatore&#8221;, derivato dall&#8217;agghiacciante tortura che il &#8220;<strong>Vampiro della Transilvania</strong>&#8221; era solito infliggere ai suoi nemici. Dubbi, perplessità, misteri che, come si vede, abbondano. Ma anche segni e indizi a volontà.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/cZgA4VbWXKY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Insomma, c&#8217;è tutto nella storia del <strong>Complesso monumentale di Santa Maria La Nova</strong> per attirare l&#8217;attenzione di storici, appassionati d&#8217;arte e turisti, un vero scrigno di storia, di arte e di religiosità, che dà il senso del mistero racchiuso nelle antiche mura di questa fondazione angioina tutta da visitare. Un monumento che ha comunque sempre bisogno di cura e manutenzione, per cui l&#8217;associazione partenopea che lo gestisce ha promosso l&#8217;iniziativa &#8220;<strong>Restaura la Nova</strong>&#8220;, una raccolta di fondi da destinare ai restauri (<a href="https://youtu.be/cZgA4VbWXKY" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>guarda il video</strong></a>).</p>
<p><strong>COMPLESSO MONUMENTALE SANTA MARIA LA NOVA</strong><br />
<strong>MUSEO D&#8217;ARTE RELIGIOSA CONTEMPORANEA (ARCA)</strong><br />
Via Santa Maria la Nova, 44 – 80134 Napoli<br />
(nei pressi delle fermate Università e Toledo, Linea 1 della Metropolitanta<br />
ORARI: Lunedì-Venerdi dalle 9,30 alle 15,00 – Sabato e Domenica dalle 9,30 alle 14,00<br />
Contatti: Tel. + 39 081 552 15 97 – Email: <a href="mailto:info@santamarialanova.info">info@santamarialanova.info<br />
</a>Sito web: <a href="http://www.santamarialanova.info" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.santamarialanova.info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Santa Maria La Nova i presepi di Valentini Gaeta e Testa</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/santa-maria-la-nova-presepi-valentini-e-testa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 11:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino al 16 luglio il Complesso monumentale Santa Maria La Nova di Napoli ospita la mostra &#8220;Maestri presepiali: Laura Valentini Gaeta e Luciano Testa&#8220;, organizzata dall’Associazione Oltre il Chiostro onlus in collaborazione con il Centro Permanente di Ricerche e Studi sul Presepe Napoletano. L&#8217;esposizione, curata da Umberto Grillo e Diana Di Girolamo, mette in mostra opere realizzate dai due artisti napoletani, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 16 luglio il Complesso monumentale <strong>Santa Maria La Nova</strong> di Napoli ospita la mostra &#8220;<strong>Maestri presepiali: Laura Valentini Gaeta e Luciano Testa</strong>&#8220;, organizzata dall’Associazione Oltre il Chiostro onlus in collaborazione con il Centro Permanente di Ricerche e Studi sul Presepe Napoletano. L&#8217;esposizione, curata da <strong>Umberto Grillo</strong> e <strong>Diana Di Girolamo</strong>, mette in mostra opere realizzate dai due artisti napoletani, raffiguranti vari aspetti del presepe, della tradizione, della storia e della cultura partenopea.</p>
<p><strong>INFO<br />
</strong>Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova<br />
Piazza S. Maria La Nova, 44 – Napoli<br />
(pressi delle fermate “Università” e “Toledo” della Linea 1 della Metropolitana)<br />
Tel: 081.552.15.97<br />
Web: www.oltreilchiostro.org &#8211; <strong><a href="http://www.santamarialanova.info" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.santamarialanova.info</a></strong><br />
Mail: info@oltreilchiostro.org<br />
Fb: Oltre il Chiostro &#8211; Official Facebook Group</p>
<p><strong>Orari di apertura:<br />
</strong>Dal lunedì al venerdì &#8211; ore 9.30 / 15.00<br />
Sabato e domenica &#8211; ore 9.30 / 14.00</p>
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		<item>
		<title>Troni di Vita, mostra di Fiamma Zagara a Santa Maria La Nova</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/troni-di-vita-a-santa-maria-la-nova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 12:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino al 3 giugno, il Complesso monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli ospita la mostra Troni di Vita, esposizione di dipinti e sculture dell&#8217;artista Fiamma Zagara. Per l&#8217;occasione pubblichiamo la presentazione di Giuseppe Reale, direttore del complesso. di Giuseppe Reale I periodi storici sono convenzionalmente necessari nella consapevolezza, tuttavia, che al di là degli eventi-soglia resta quel fluttuare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Fino al 3 giugno, il Complesso monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli ospita la mostra <em>Troni di Vita</em>, esposizione di dipinti e sculture dell&#8217;artista Fiamma Zagara. Per l&#8217;occasione pubblichiamo la presentazione di Giuseppe Reale, direttore del complesso.</h4>
<p>di <strong>Giuseppe Reale</strong><br />
I periodi storici sono convenzionalmente necessari nella consapevolezza, tuttavia, che al di là degli eventi-soglia resta quel fluttuare del tempo, in cui all’osservatore attento non resta che annegare nella concatenazione degli eventi; considerazioni ancor più stringenti sono quelle dettate dalla totale immersione in ciò che è a noi contemporaneo, che ci vede in parte osservatori, ma in fondo totalmente protagonisti di quanto vorremmo osservare con critica distanza.</p>
<p>Ogni volta che ci si avventura in uno scrigno di arte e di bellezza &#8211; come un sito dall’antica fondazione, qual è appunto il <strong>Complesso monumentale di Santa Maria La Nova</strong> &#8211; questo gioco del tempo nei labirinti degli spazi, attraversati da quel racconto che chiamiamo storico, ci sembra a noi prossimo e, quindi, contemporaneo. L’aurea solennità delle forme forgiate dal tempo, a confronto con segni e policromie dei nostri giorni, non restano mute e sorde al loro contatto; non restano lo scenario impassibile e distaccato di installazioni transitorie, ma, in un dialogo riannodato, ci restituiscono la contemporaneità delle forme ormai accreditate dal tempo, riavviando l’orologio della creatività umana. L’installazione di opere dei nostri giorni non è, dunque, solo un confronto stimolante tra sensibilità e canoni estetici dissimili per contesto e periodizzazione storica, ma ci restituisce uno sguardo immersivo tra passato e futuro, in cui tutto potrebbe ridivenire a noi contemporaneo.</p>
<p>Al di là di tutte le opportune considerazioni sui punti nodali e critici di tali profili di sperimentazione, credo che l’ospitalità estetica di opere di artisti dei nostri giorni non sia un gioco a danno dall’austera classicità, una profanazione del velo solenne dell’armonia di un tutto, ma, se nata all’interno di un’animazione culturale, ci riproponga un ulteriore profilo di ingresso nella monumentalità che ci sovrasta.</p>
<figure id="attachment_27719" aria-describedby="caption-attachment-27719" style="width: 279px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/03/locandina-troni-di-vita-a-santa-maria-la-nova.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-27719" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/03/locandina-troni-di-vita-a-santa-maria-la-nova-300x300.jpg" alt="locandina-troni-di-vita-a-santa-maria-la-nova" width="279" height="279" /></a><figcaption id="caption-attachment-27719" class="wp-caption-text">La locandina di Troni di Vita a Santa Maria La Nova</figcaption></figure>
<p>I <strong><em>Troni di Vita</em></strong> di <strong>Fiamma Zagara</strong>  &#8211; titolo della mostra aperta al Complesso monumentale di Santa Maria La Nova &#8211; si inseriscono in questo spazio sacro come un magma eruttivo, denso di colori e di forme plastificate dal tocco creativo, impenetrabili e taglienti per molti aspetti eppure a tratti dotate di rara delicatezza: sono le forme di una <strong>realtà magmatica e critica</strong>, liquida eppure alla ricerca di approdi, nomadica ed informale come delle migrazioni di popoli, ma capace di riecheggiare gli archetipi dell’umano. Sono Troni oramai vuoti di simbologie e gerarchie di autorità, sono spazi dove la libertà ha creato <strong>vuoti di regalità</strong>, restituendo alla Vita stessa il diritto di troneggiare nella varietà irriproducibile delle espressioni umane; in tal senso, sono <strong>poesia della liberazione</strong> e crisi della responsabilità individuale, invocando una nobiltà non più fatta di spada e di armature, di gemme e di corone auree, ma sollecitando quel dato primordiale ed unificante che è la nostra stessa presenza alla Vita.</p>
<p><strong>Orari di apertura<br />
</strong>Dal lunedì al venerdì &#8211; ore 9.30 / 15.00<br />
Sabato e domenica &#8211; ore 9.30 / 14.00</p>
<p><strong>INFO<br />
Complesso monumentale Santa Maria La Nova<br />
</strong><strong>Associazione Oltre il Chiostro onlus</strong><br />
Tel: 081.552.15.97<br />
<a href="http://www.oltreilchiostro.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.oltreilchiostro.org</a> &#8211; <a href="http://www.santamarialanova.info" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.santamarialanova.info</a><br />
Mail: info@oltreilchiostro.org<br />
Fb: <a href="https://www.facebook.com/groups/54575517459/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oltre il Chiostro &#8211; Official Facebook Group</a></p>
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		<title>A Santa Maria La Nova dibattito su La didattica della Memoria</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/dibattito-a-santa-maria-la-nova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 16:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La didattica della Memoria è il titolo dell&#8217;incontro che si tiene martedì 13 marzo alle 17 presso il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova in Napoli. Organizzato dall’Associazione Oltre il Chiostro onlus, Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli e  Liceo Scientifico Giuseppe Mercalli, il dibattito rientra nell&#8217;ambito delle iniziative collaterali della mostra in corso Umanità perduta, una esposizione di ventinove [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La didattica della Memoria</strong> è il titolo dell&#8217;incontro che si tiene martedì 13 marzo alle 17 presso il <strong>Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova</strong> in Napoli. Organizzato dall’<strong>Associazione Oltre il Chiostro onlus</strong>, <strong>Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli</strong> e  <strong>Liceo Scientifico Giuseppe Mercalli</strong>, il dibattito rientra nell&#8217;ambito delle iniziative collaterali della mostra in corso <strong>Umanità perduta</strong>, una esposizione di ventinove scatti fotografici realizzati da <strong>Francesco Rastrelli</strong> e <strong>Roberta Roccati</strong>, frutto di un reportage svolto nel complesso dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.<br />
L&#8217;incontro sul tema <strong>La didattica della Memoria </strong>sarà introdotto da <strong>Giuseppe Reale</strong> con interventi di <strong>Diana Pezza Borrelli</strong>, <strong>Pasquale Cava</strong> e <strong>Miriam Rebhun</strong>.<br />
<strong>INFO<br />
</strong><strong>COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA MARIA LA NOVA<br />
</strong><strong>PIAZZA S. MARIA LA NOVA, 44 – NAPOLI<br />
</strong>Associazione Oltre il Chiostro onlus<br />
Tel: 081.552.15.97<br />
<a href="http://www.oltreilchiostro.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.oltreilchiostro.org</a><br />
<a href="http://www.santamarialanova.info" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.santamarialanova.info</a><br />
<a href="mailto:info@oltreilchiostro.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">info@oltreilchiostro.org</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/dibattito-a-santa-maria-la-nova/">A Santa Maria La Nova dibattito su La didattica della Memoria</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>I preziosi della città di Partenope, in mostra al Museo del Tesoro di San Gennaro</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-museo-san-gennaro-angioini-gioielli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 14:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Angioini]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di Santa Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[duomo di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Forum delle Culture 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del Tesoro di San Gennaro]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria la Nova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tesori di Napoli si mettono in mostra. E’ attualmente in corso, e si protrarrà fino al  31 dicembre 2014 al Museo del Tesoro di San Gennaro in via Duomo, la preziosa esposizione “Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina”. La rassegna, curata da Pierluigi Leone de Castris e organizzata in collaborazione con l’Assessorato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I tesori di<a title="Cavità di piazza Cavour, viaggio nel ventre oscuro di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/cavita-di-piazza-cavour-viaggio-nel-ventre-oscuro-di-napoli/"> <strong>Napoli</strong> </a>si mettono in mostra.<br />
E’ attualmente in corso, e si protrarrà fino al  31 dicembre 2014 al <a title="Il Museo di San Gennaro, tra arte e letteratura" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-msueo-san-gennaro-maggio-dei-mnumenti/"><strong>Museo del Tesoro di San Gennaro</strong></a> in via Duomo, la preziosa esposizione<strong> “Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina”</strong>.<br />
La rassegna, curata da <strong>Pierluigi Leone de Castris</strong> e organizzata in collaborazione con l’<a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16991" target="_blank"><strong>Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli</strong></a>, si inserisce nell’ambito del <a title="Musica, mostre e spettacoli: il Forum delle culture di Napoli entra nel vivo" href="http://www.forumculture.org/" target="_blank"><strong>Forum delle Culture</strong></a> e ripercorre gli anni d’oro del capoluogo campano, sotto la dinastia degli <strong>Angioini</strong>.<br />
Fu un periodo di massimo splendore per la città del golfo, quello che va dal 1266 al 1381, anni in cui la città divenne per la prima volta, con il casato francese, <strong>una capitale tra le più grandi e più popolose d’Europa</strong> e tale benessere si riversò su più fronti, quello economico grazie allo scambio commerciale tra il mediterraneo e le regioni europee e su quello urbanistico, cui seguì edificazione di numerosi edifici sacri quali come la <strong>chiesa di San Lorenzo</strong>, il <strong>Duomo</strong>,<a title="Il Campanile di Santa Chiara presto restaurato, torna fruibile ai cittadini" href="http://www.charmenapoli.it/arte/il-campanile-di-santa-chiara-presto-restaurato-restituito-ai-cittadini/"><strong> Santa Chiara</strong></a>,<a title="A Napoli per la caccia a fantasmi ed anime pezzentelle" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/fantasmi-leggende-napoli-visite-guidate/"> <strong>San Domenico</strong></a> e <strong>Santa Maria la Nova</strong>.<br />
[charme-gallery]<br />
Ma ancora, un forte impulso fu dato anche al mondo dell’arte con l’apporto creativo di nuovi artisti arrivati in città, tra cui impossibile non menzionare pittori del calibro di  <strong>Giotto, Lello da Orvieto, Simone Martini</strong>, o  talentuosi scultori e notevoli letterati quali<strong> Petrarca e Boccaccio</strong> e leggenda vuole che proprio quest’ultimo si invaghì dell’amata  Fiammetta, proprio tra le strade della città del Golfo e che ella altri non fosse che <strong>Maria d’Aquino</strong>, figlia naturale di Re Roberto.<br />
Quindi in questo trascinante tourbillon di amori, poesia e arte che invase la città di Partenope sotto la reggenza d’oltralpe, non meravigliano le numerose testimonianze di preziosi in mostra, ben trenta esemplari.<br />
Infatti ricordiamo che nei locali del Museo del Tesoro si potranno così ammirare oltre ai <a title="Il sangue di San Gennaro si è sciolto, Napoli può festeggiare" href="http://www.charmenapoli.it/news/il-sangue-di-san-gennaro-si-e-sciolto-napoli-puo-festeggiare/"><strong>reliquiari del busto e del sangue di San Gennaro</strong></a>, la croce gigliata donata da Carlo II alla Basilica di San Nicola di Bari alle preziose mitre con perle e con smalti di Scala e di Amalfi; dai pastorali di Atri e di <a title="Dalla scorza di limone, il nettare di Sorrento" href="http://www.charmenapoli.it/style/limoncello-dalla-scorza-di-limone-il-nettare-di-sorrento/" target="_blank"><strong>Sorrento</strong></a> alla capsula in oro a forma di foglia di vite oggi al <a href="http://www.museoarcheologicocividale.beniculturali.it/" target="_blank"><strong>Museo di Cividale</strong></a>, realizzata come “bomboniera” in occasione delle nozze dell’angioino Filippo di Taranto con Tamara di Epiro.<br />
Ma non finisce qui perché  in occasione della visita, si potranno ammirare anche le magnifiche oreficerie toscane commissionate nel 1317 per la canonizzazione di San Ludovico, come <strong>la croce stazionale di Santa Vittoria in Matenano</strong>, alla cassettina profana con stemmi angioini e decori naturalistici di Todi;  e per finire<strong> i reliquiari di Santo Stefano e di San Ludovico</strong>, oggi a<a title="Capri, le dimore della cultura" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/capri-le-dimore-della-cultura/"><strong> Capri</strong></a> e al <a title="Dalla Pisanella al Louvre, storia del tesoro di Boscoreale" href="http://www.charmenapoli.it/news/da-boscoreale-al-louvre-la-storia-delle-argenterie-romane/"><strong>Louvre</strong></a>, per loro realizzati dagli orafi toscani Pietro di Simone e Lando di Pietro.<br />
Ma la vera sorpresa è il prezzo della mostra a soli 3 euro, che dire benvenuti a corte!</p>
<p><strong>&#8220;Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina<br />
</strong>dal 12 ottobre al 31 dicembre 2014<br />
Museo del Tesoro di San Gennaro in Via Duomo 149, Napoli.<br />
Prezzo biglietto:<strong> </strong>3.00 euro<br />
Contatti e informazioni: 081.294980</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-museo-san-gennaro-angioini-gioielli/">I preziosi della città di Partenope, in mostra al Museo del Tesoro di San Gennaro</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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