“Case chiuse” a… porte aperte. La Napoli libidinosa degli anni’30 si mette in mostra

15 novembre, 2013 alle 01:28
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Venghino signori venghino… e le porte dei vecchi bordelli di Napoli, come per magia, torneranno a spalancarsi. Ma solo per il week end. E solo per un “viaggio” piccante che di nostalgico ha poco o niente. L’appuntamento è per domani sabato 16 e domenica 17 novembre all’interno della Galleria Umberto I di Napoli con il tour organizzato dall’associazione culturale Insolitaguida: “Il Peccato: quando le case erano … chiuse”.
Stuzzicanti leggende e testimonianze popolari, fornite da Luigia Salino, accompagneranno il sensuale viaggio alla scoperta delle numerose ex alcove disseminate in città ed oggi trasformate in alberghi e civili abitazioni.

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La visita narrata si snoderà per le vie di Chiaja, salotto buono della città dove, fino a mezzo secolo fa, si trovavano le più raffinate case di piacere, meta preferita dei nobili partenopei, fino ad approdare ai Quartieri Spagnoli, cuore pulsante della città. Prima sosta, la visita allo storico “Monferrante” di vico Sergente Maggiore, annoverato, un tempo, tra i bordelli più in voga e famoso per soddisfare anche i clienti più esigenti ed impazienti ai quali venivano anticipati telefonicamente i servigi resi dalle gentili donnine.
Il giro a “luci rosse” proseguirà poi con la visita al celebre casino di Salita Sant’Anna di Palazzo, oggi sede di un lussuoso albergo, meglio conosciuto un tempo come “La Suprema”, dove la tariffa fissa era di 12 lire.

Passando di stanza in stanza, la passione sarà destinata a salire e con essa l’immaginazione che rievocherà l’atmosfera di quegli anni tra il fruscio di pizzi, merletti e giarrettiere delle mestieranti del piacere tutte dai fantasiosi nomi d’arte: Mimì do Vesuvio, Anastasia ‘a friulana, Nanninella ‘a spagnola, Dorina da Sorrento.
Ce n’era davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche, anche per i desiderosi amanti dai magri portafogli che trovavano dolce approdo alla “Casa delle tre vecchierelle” a Montesanto, dove mature signore dispensavano “gioie” per pochi soldi. Il percorso “piccante” si concluderà con un reperto autentico per veri intenditori: una breve lettera scritta da un famoso personaggio legato a Napoli che, per mantenersi agli studi, lavorò in una casa chiusa. L’identità dell’uomo misterioso sarà svelata solo ai partecipanti al tour pruriginoso.

“Il Peccato: quando le case erano … chiuse”
Sabato 16 Novembre 2013, h. 17:30 (posti già esauriti)
Domenica 17 Novembre 2013, h. 18:00 (posti ancora disponibili)
Per prenotazioni: http://www.insolitaguida.it/prenota.html
Cell:3389652288 – Costo di partecipazione: 6€, 5€ per studenti, over 65, associati
Appuntamento: Galleria Umberto I di Napoli

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