Itinerari / Gite fuori porta

Procida, l’isola dai cinque crateri

La più piccola, la più selvaggia delle tre dell’arcipelago del Golfo di Napoli
di Annalisa Tirrito
8 aprile 2015

Procida è, con l’isolotto di Vivara, naturale continuazione dei Campi Flegrei con cui condivide l’origine vulcanica. L’isola è la più piccola, la più selvaggia e la meno contaminata delle tre dell’arcipelago del Golfo di Napoli, pur essendo separata dalla terraferma da uno strettissimo canale. Pittoresca, nel suo insieme colorato, Procida man mano appare mentre ci si avvicina in aliscafo giungendo al porto, presentandosi nella visione fiabesca delle sue case dipinte, esempio grandioso di architettura mediterranea, tra il bianco della calce, i colori chiari, i rossi intensi e i riflessi della palizzata a mare.

Cinque crateri rappresentano la sua origine e sono ancora visibili in insenature della costa, come sull’isolotto di Vivara, dove ciò che resta della sommità di un antico cratere sembra una mezza luna ma, ad una più attenta osservazione, la sua forma a semicerchio lascia intravedere la sagoma della bocca di un vulcano, cui manca una parte erosa nei secoli dalle mareggiate e dai venti. Riserva naturale, Vivara è collegata alla vicina Procida da un ponte pedonale di poco più di 100 metri, privilegiato punto d’osservazione, un tempo unito al corpo principale dell’isola, di cui era la continuazione. Procida vista da VivaraUna delle insenature dell'isolotto di VivaraProcida vista dall'isolotto di VivaraProcida vista dall'isolotto di  Vivara

Da qui Procida si osserva nella totalità della sua forma irregolare e dietro, oltre il canale, lo sguardo cattura la terra ferma: Capo Misero, Miliscola, Monte di Procida. Vivara è la zona meno popolata dell’isola, diversa dal porto con negozietti e trattorie, sul lato diametralmente alla Marina della Chiaiolella, l’insenatura semicircolare, approdo di imbarcazioni più frequentato dell’isola, che segue il profilo di un vulcano spento e si affaccia sull’isola d’Ischia.

L’interno dell’isola è attraversato da strade su cui si affacciano ville, palazzi antichi e abitazioni popolari particolarmente suggestivi, dall’insieme decadente e unico. Il silenzio, la foggia quasi orientale delle case, gli angoli affacciati alle marine o in punte solitarie, come Terra Murata, le danno grande fascino. Spiccano numerose chiese e cappelle; in molti punti si aprono inaspettati belvedere da cui è possibile osservare il mare nelle diverse direzioni e con diversi panorami.