Due volti del Sannio che incanta

3 ottobre, 2014 alle 11:38
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Prende il nome dalla popolazione che l’abitò tra il 600 e il 200 a.C., il Sannio, terra di mille suggestioni, splendidi paesaggi, gastronomia luculliana e borghi perfettamente conservati. Qui, tra colline verdi e montagne di bassa quota, si rivelano piccoli gioielli architettonici che il tempo ha preservato e la mano dell’uomo ha sapientemente conservato. Uno in fila all’altro si susseguono ed, in una sola giornata, è possibile visitarne più d’uno. Scegliamo così Faicchio, sulle cui pendici si scorge, austero e immobile, l’antico convento di San Salvatore (detto di San Pasquale), di epoca medievale recentemente restaurato, che al suo interno conserva splendidi affreschi del ‘700. Dal cuore del paese, lungo un sentiero acciottolato disseminato di piccole cappelle decorate, parte la Via Crucis che arriva fino alla maestosa struttura. Da quest’altezza si gode una splendida vista sulla verde vallata che protegge il centro del paese, che si snoda intorno al castello ducale – attualmente adibito a hotel e ristorante – che al suo interno ha una splendida corte con porticati e antichi vessilli. [charme-gallery]Altra meraviglia, liberamente visitabile, è l’acquedotto romano ancora parzialmente in uso: una lunghissima galleria leggermente arcuata, che si innesta nel fianco della montagna, al cui interno si susseguono dei pozzi verticali che pescano in una ricchissima falda acquifera ad una ventina di metri di profondità. Per non parlare poi dell’antico ponte di Fabio Massimo, datato III sec a.C., che la storia vuole scenario delle battaglie tra Annibale e le truppe romane. Il centro del paese conserva la struttura classica del borgo medievale, con palazzi storici decorati con manufatti in pietra e motivi di notevole pregio. Lasciamo Faicchio per andare alla volta di Sant’Agata dei Goti, cittadella storica che si erge su uno sperone tufaceo tra due affluenti del fiume Isclero, all’incrocio di profondissimi valloni Qui ad accogliere i visitatori è un cospicuo numero di edifici religiosi, che si susseguono lungo il corso principale di Sant’Agata che, tra palazzi antichi, piccole piazze e negozi deliziosi, giunge al bel vedere che affaccia su un’altissima scarpata. Di indubbio interesse il Duomo, probabilmente sorto sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Cerere, con la facciata in una piccola piazza con una fontana centrale. [charme-gallery]Al suo interno conserva ancora il coro ligneo, opera del seicentesco Alessandro De Rosa che con grande fantasia vi ritrasse volti ed animali mostruosi, e una parte del mosaico che dal XIII secolo ne impreziosisce il pavimento. E ancora, il complesso di San Francesco d’Assisi, composto da chiesa e convento appartenuti ai Frati Minori Conventuali giunti a Sant’Agata dei Goti nel 1267. La chiesa si offre al visitatore con la sua facciata barocca, come l’interno, e il campanile con orologio e cuspide maiolicata, dì freschissimo restauro. Ma Sant’Agata dei Goti non è nota solo per i suoi tesori architettonici. Sono i prodotti enogastronomici di altissima qualità che rendono questo borgo uno dei fiori all’occhiello di tutta l’area del Sannio. Olio leggero e profumato, vini, sia bianchi che rossi, di grande sentore; legumi, cereali, ortaggi e frutta, ciliegie e mele in particolare. E proprio qui, nelle campagne santagatesi, si coltiva in special modo la mela annurca, prodotto tipico della Campania, che nel 2006 ha ottenuto il marchio Igp (Indicazione geografica protetta). Insomma, tra storia, arte, architettura e buona tavola, nel Sannio ce n’è davvero per tutti i gusti.

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