Da De Nittis a Gemito, napoletani alla conquista di Parigi nell’Ottocento

Dopo i successi di Fergola e Le mille Luci di New York, nuova mostra a Palazzo Zevallos Stigliano con 93 opere in esposizione fino all'8 aprile. A Intesa Sanpaolo il premio Mecenate del XXI secolo

5 dicembre, 2017 alle 18:23
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Interno della mostra Da De Nittis a Gemito a Palazzo Zevallos

A Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, una delle tre sedi museali di Intesa Sanpaolo a Napoli (Gallerie d’Italia), apre la mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo“, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca. L’esposizione di ben 93 opere ricostruisce i rapporti tra Parigi, grande capitale mondiale della cultura moderna, e i tanti artisti attivi a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento. Ed è qui, a Parigi, che si fanno strada e raccolgono successi Giuseppe Palizzi (in mostra i suoi Autoritratto nella foresta di Fontainebleau, I carbonai, La foresta di Fontainebleau), Domenico Morelli (Bagno pompeiano, La Maddalena) e Gioacchino Toma (Un rigoroso esame del Sant’Uffizio, Le educande al coro, La pioggia di cenere del Vesuvio).

La mostra Da De Nittis a Gemito, che resterà aperta nello splendido edificio di via Toledo fino all’8 aprile 2018, delinea la svolta di cui sono stati protagonisti, insieme agli impressionisti, Francesco Netti e Giuseppe De Nittis. Con una trentina di opere esposte, De Nittis, “pugliese di nascita ma napoletano di vocazione e cultura”, è uno dei pittori più rappresentativi del tempo. Ed è certamente la figura emblematica della mostra. Stabilitosi definitivamente a Parigi nel 1867 – spiega Fernando Mazzocca, uno dei due curatori – ha conquistato una fama tale da essere considerato “più parigino degli stessi parigini”. Infatti, la sua casa nella elegante zona di Parc Monceau fu centro di ritrovo anche per gli italiani che frequentavano la capitale d’oltralpe. Ma il suo legame con Napoli non venne mai interrotto. Di grande fascino sono le piccole ma straordinarie vedute, eseguite nel 1872, quando abitò a Portici e assistette ad una delle più spettacolari eruzioni del Vesuvio. Particolarmente significativa è L’eruzione del Vesuvio (Sotto il Vesuvio), di collezione privata, mai esposta prima. Da segnalare anche le straordinarie vedute di Parigi tra cui opere mai viste, come quella raffigurante Place de la Concorde, e altri capolavori emblematici come Alle corse di Auteil. La Dame à l’Ulster, un grande pastello la cui bellezza è stata restituita da un restauro eseguito in questa occasione, conferma il livello raggiunto da De Nittis in questa tecnica.

La mostra Da De Nittis a Gemito riserva uno speciale rilievo anche ad Antonio Mancini che dall’assidua frequentazione del salotto di De Nittis a Parigi – dove erano ospiti abituali Edgard Degas, Edmond de Goncourt, Marcel Desboutin, Charles François Daubigny e tanti altri protagonisti delle arti, della cultura e della mondanità – riuscì a cogliere nuove ispirazioni puntando su realtà più popolari rispetto a quelle di De Nittis: in mostra alcune sue opere come l’Autoritratto nello studio, Bacco, L’enfant dans un grand fauteuil, e altre ancora.
Chiude la mostra una sezione dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, protagonista dell’ultima stagione naturalistica di fine secolo, di cui vengono esposti numerosi ritratti in terracotta (Ritratto di Francesco Paolo Michetti, di Domenico Morelli, di Giuseppe Verdi) e bronzi (Acquaiolo, Il pescatore).
Grazie ai successi conseguiti sulla scena parigina con capolavori come il Ritratto di Verdi e il celebre Pescatoriello, in mostra a Palazzo Zevallos grazie all’eccezionale prestito del Museo Nazionale del Bargello, Gemito è stato consacrato come uno dei grandi rinnovatori della scultura moderna, insieme a Rodin e Medardo Rosso.

Un momento della presentazione della mostra Da De Nittis a Gemito a Palazzo Zevallos. Da sinistra, Fernando Mazzocca e Antonio Denunzio

“Dopo Le mille luci di New York, con la mostra Da Nittis a Gemito torniamo alla straordinaria tradizione artistica napoletana interpretata in chiave europea e internazionale”, sostiene in un comunicato Michele Coppola, responsabile Attività culturali di Intesa Sanpaolo. “Punto di partenza di molte delle iniziative di Progetto Cultura sono le opere che appartengono alle collezioni della Banca esposte prevalentemente alle Gallerie d’Italia. Palazzo Zevallos Stigliano è sempre di più luogo di riferimento della produzione culturale di Napoli e promuove progetti inediti che appassionano e avvicinano il pubblico all’arte e alla storia italiana.”

Il coordinatore di Palazzo Zevallos Stigliano, Antonio Denunzio, ha auspicato che anche la mostra Da De Nittis a Gemito possa raccogliere interesse come la scommessa vinta con la mostra dell’inverno scorso su Fergola, che ha registrato più di 60 mila visitatori, e ha ricordato che, grazie alla fervida attività culturale delle tre sedi di Gallerie d’Italia, a Intesa Sanpaolo è stato recentemente riconosciuto il premio Mecenate del XXI secolo.

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE LA MOSTRA DA DE NITTIS A GEMITO
Gallerie d’Italia Palazzo Zevallos Stigliano, Via Toledo 185
Aperta fino all’ 8 aprile 2018
Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) – Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30) – Lunedì chiuso
Aperture straordinarie: 5, 8, 12, 19, 24, 26 e 31 dicembre 2017 (31 dicembre fino alle ore 14.00), 1, 2, 6 gennaio 2018
Chiusure: 25 dicembre 2017
Ingressi
Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro
Contatti
Numero verde 800.454229; info@palazzozevallos.com; www.gallerieditalia.com