News / Tradizioni della storia

Tra storia e tradizione, il campanile del Carmine va a fuoco

Martedì 15 luglio, alle ore 22, l'appuntamento con uno degli eventi più antichi e suggestivi di Napoli: il rogo della torre campanaria del complesso dedicato alla Beata Vergine del Monte Carmelo
di Sergio Gradogna
11 luglio 2014

Una tradizione antica che si rinnova nei secoli. Martedì 15 luglio, alle ore 22, va in scena a Napoli il tradizionale rito dell’incendio del campanile del Carmine. L’iniziativa rientra tra gli eventi organizzati in onore dei festeggiamenti della Madonna del Carmine. L’ultimo in ordine di tempo nel periodo dedicato alla Madre del Signore, ma di sicuro quello più emozionante e coinvolgente. Sembra che il rito abbia tradizioni legate ai tempi di Masaniello (XVII secolo), quando c’era l’usanza di fingere un attacco ad un fortino di legno costruito nella piazza del Mercato, in ricordo di un antico assalto saraceno ai fortilizi di Partenope. Sembra che in più di una circostanza proprio l’eroe pescivendolo di vico Rotto abbia impersonato, da ragazzo, uno dei capi lazzari incaricati di dare l’assalto al fortino. Le cronache raccontano che la sua storica rivolta iniziò proprio durante i preparativi della festa del Carmine dilagando poi in tutta Napoli.

L’incendio si perpetua da allora attraverso uno spettacolare gioco di colori fatto con i fuochi d’artificio che avvolgono sino in cima il campanile alto 75 metri. Il primo razzo, una volta acceso, dà il via al turbinio di esplosioni e cromie, ed è chiamato ‘o sorece (topo in napoletano) poiché arriva al piano campanaro attraverso un lungo filo che parte da un terrazzo attiguo. Immaginate quindi una piazza illuminata a giorno dai fuochi d’artificio che ne cinturano la torre. E al culmine dell’incendio, una stella luminosa salire in alto quasi come a voler simbolicamente prendere, dallo stesso terrazzo, l’immagine della Madonna: è a lei, infatti, che salendo verso il campanile, tocca poi il compito di domare e quindi di spegnere le fiamme, simulando, in tal modo, il suo perenne intervento a protezione della città e di tutto il popolo napoletano.

Migliaia di persone affolleranno piazza Mercato e, alla fine dello spettacolo, attenderanno l’apertura della chiesa per entrare tutti in processione e ringraziare la madre celeste inginocchiandosi davanti al quadro con l’immagine votiva della Vergine posto dietro l’altare maggiore. Usanze, devozione e folklore, tutto in un evento assolutamente da non perdere.

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