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	<title>via Chiaja Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Lo struscio, camminata “sonora” imposta dal Vicerè</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 12:38:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutte le strade sono uguali. Non a Napoli, almeno. Vuoi mettere la magia di via Toledo, lo sfarzo di via dei Mille, l’incanto di via Chiaja? Alzi la mano chi non si è mai goduto, almeno una volta nella vita, un frizzante pomeriggio all’insegna dello “struscio” passeggiando in una di queste caratteristiche strade partenopee. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/struscio-napoli-alla-scoperta-della-passeggiata-sonora/">Lo struscio, camminata “sonora” imposta dal Vicerè</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutte le strade sono uguali. Non a <strong>Napoli</strong>, almeno. Vuoi mettere la magia di <strong>via <a title="Quattro passi nel cuore di Napoli alla scoperta dei Quartieri Spagnoli" href="http://www.charmenapoli.it/news/quattro-passi-nel-cuore-di-napoli/" target="_blank">Toledo</a></strong>, lo sfarzo di <strong>via dei Mille</strong>, l’incanto di <strong>via Chiaja</strong>? Alzi la mano chi non si è mai goduto, almeno una volta nella vita, un frizzante pomeriggio all’insegna dello “<strong>struscio</strong>” passeggiando in una di queste caratteristiche strade partenopee. Lo struscio, esatto: la più celebre delle “camminate” tra vetrine e negozi, non sempre finalizzata all’acquisto del capo all’ultimo grido. Perché a Napoli, è risaputo, si può anche andare a spasso tra boutique e atelier alla moda semplicemente a guardare e farsi guardare. Facciamo chiarezza. E iniziamo con la prima parte del lungo viaggio che ci porterà alla scoperta della passeggiata napoletana.</p>
<p>Con il termine “struscio” si intendeva, un tempo, il tradizionale passeggio del “<a title="Tradizioni da rispettare. La zuppa di cozze del Giovedì Santo" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-napoletana-zuppa-di-cozze-del-giovedi-santo/" target="_blank"><strong>Giovedi Santo</strong></a>”. Un rito antico, che andava in scena in via Toledo e che così veniva chiamato dal rumore che facevano i piedi strusciando sul fondo stradale, o dallo strusciarsi delle persone fra loro per la gran folla che in quei giorni caratterizzava la strada. L’usanza, sia pur senza volerlo, era stata introdotta sulle sponde del Golfo dal Viceré il quale, così come già da tradizione in Spagna, nei giorni delle <a title="Tradizione e innovazione: quando la Pasqua ha il sapore del buono" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/napoli-dolci-pasqua-villa-caracciolo/" target="_blank"><strong>festività pasquali</strong></a>, aveva imposto ai napoletani il divieto di circolare con i cavalli e i carri. Morale della favola: i fedeli, se proprio volevano muoversi lungo la principale arteria cittadina, dovevano farlo a piedi. Ora, visto il gran numero di persone che affollavano Toledo, soprattutto nel giorno del “Giovedì Santo”, il passeggio diventava inevitabilmente lento e si procedeva trascinando letteralmente i piedi per terra. Ovviamente anche le stoffe dei vestiti nuovi, acquistati appositamente per l’occasione, toccandosi tra loro, producevano il caratteristico rumore dello strofinio. Ecco dunque nascere l’usanza dello “struscio”,  la “strofinata sonora”.</p>
<p>Con il trascorrere degli anni la passeggiata ha, via via, smesso di indossare i panni della festività trasformandosi in un evento sempre più atteso dai giovani che ne approfittavano per avere dai genitori abiti nuovi da indossare per i giorni di festa. Fino ad assumere, a poco a poco, il significato di una vera e propria camminata tra vetrine e negozi, sempre più desacralizzata.</p>
<p>Ovviamente ancora oggi, in città, non manca chi acquista qualche indumento nuovo in occasione della Pasqua, anche se, ormai, ogni occasione sembra essere buona per godersi lo struscio di Partenope. E comunque, non c’è passeggiata che tenga se non parte da via Toledo. O via Roma, se preferite.</p>
<p>Sono decenni, d’altronde, che la strada voluta dal Viceré <strong>Pedro Álvarez de Toledo</strong> nel 1536, alterna i due nominativi. Ora via Toledo, in ricordo dell’antico fondatore. Ora <strong>via Roma</strong>, così come fu chiamata, dal 1870 al 1980, in onore della neocapitale del <strong>Regno d’Italia</strong>. Ovviamente per i napoletani doc è e resta “via Toledo” così come la chiamava il grande <a title="Maruzzella Maruzzè cantava Carosone. Melodia anche a tavola." href="http://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-napoletana-maruzzella/" target="_blank"><strong>Carosone</strong> </a>nella celebre canzone “<i>io, mammeta e tu</i>” quando  passeggiava “<i>pe’ Tuledo, nuje annanze e mammeta arete</i>”.</p>
<p>Si tratta di un asse viario lungo poco più di un chilometro che costituisce una delle arterie principali del capoluogo campano. Il tracciato fu realizzato lungo il perimetro della vecchia cinta muraria occidentale della città di epoca aragonese, che proprio in quegli anni, per i lavori di ammodernamento e ampliamento predisposti da don Pedro, fu in parte abbattuta ed eliminata. Attualmente si snoda da <strong>Piazza Dante</strong> fino a <a title="Lo sguardo nobile e maestoso sulla piazza" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiesa-di-san-ferdinando-napoli/" target="_blank"><strong>piazza Trieste e Trento</strong></a>, costeggiando la parte bassa dei <strong>Quartieri Spagnoli</strong>, alcune piazze, monumenti, chiese e un gran numero di palazzi nobiliari tra i quali, solo per citare i più importanti, si segnalano la centralissima <a title="Napoli ripartì dall’architettura con una festa di luci e colori" href="http://www.charmenapoli.it/arte/galleria-umberto-i-napoli/" target="_blank"><strong>Galleria Umberto I</strong></a>, <a title="Porte aperte a Palazzo Zevallos e Banco di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/news/porte-aperte-palazzo-zevallos-banco-di-napoli/" target="_blank"><strong>Palazzo Zevallos</strong></a>, la <strong>Chiesa di Santa Maria delle Grazie</strong>, <strong>Palazzo Cavalcanti</strong>, il Palazzo del Nunzio Apostolico, quello del <strong>Conservatorio dello Spirito Santo</strong>, <strong>Palazzo Doria d’Angri</strong> e la <strong>Basilica dello Spirito Santo</strong>.</p>
<p>Fin dal XVI secolo, via Toledo &#8211; oggi grondante di negozi e boutique &#8211; ha rappresentato il cuore della vita culturale partenopea. E non a caso deve molto della sua fama ai viaggiatori del “<a title="Sulle orme del Grand Tour “made in Naples”" href="http://www.charmenapoli.it/news/sulle-orme-del-grand-tour/" target="_blank"><strong>Grand Tour</strong></a>”, che la ponevano tra le mete obbligatorie dell’excursus in Terra Felix. Dal 2012 l’arteria del Viceré è balzata agli onori delle cronache mondiali per l’inaugurazione della locale fermata della <a title="La metro Toledo di Napoli è la più bella d’Europa. Parola di Cnn" href="http://www.charmenapoli.it/news/la-metro-toledo-di-napoli-e-la-piu-bella-deuropa-parola-di-cnn/" target="_blank"><strong>Metropolitana</strong> </a>ritenuta, all’unisono, la più bella in assoluto del Vecchio Continente. Preferita finanche alle stazioni della Tube londinese e del Metrò parigino. (<i>segue</i>)</p>
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		<title>Lo &#8220;struscio&#8221; a Napoli, tra chiese, vetrine chic e palazzi signorili</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/struscio-napoli-chiese-vetrine-palazzi-signorili/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 14:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da via Toledo, una volta giunti in piazza Trieste e Trento, a pochi passi dal Teatro San Carlo si dipana un’altra delle strade famose dello “struscio” partenopeo: via Chiaja. Siamo in pieno centro, a non molta distanza da quella che nei secoli della dominazione spagnola era la playa (la “spiaggia”) di Partenope. Via Chiaja inizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da via Toledo, una volta giunti in <strong>piazza Trieste e Trento</strong>, a pochi passi dal <a title="Teatro San Carlo, il bel tempio della musica" href="http://www.charmenapoli.it/arte/teatro-san-carlo-il-bel-tempio-della-musica/" target="_blank"><strong>Teatro San Carlo</strong> </a>si dipana un’altra delle strade famose dello “<a title="Lo struscio, camminata “sonora” imposta dal Vicerè" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/struscio-napoli-alla-scoperta-della-passeggiata-sonora/" target="_blank"><strong>struscio</strong></a>” partenopeo: <strong>via Chiaja</strong>. Siamo in pieno centro, a non molta distanza da quella che nei secoli della dominazione spagnola era la playa (la “spiaggia”) di Partenope.</p>
<p>Via Chiaja inizia di fronte al <strong>Palazzo Reale</strong>, a non molta distanza dalla monumentale chiesa di <a title="Lo sguardo nobile e maestoso sulla piazza" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiesa-di-san-ferdinando-napoli/" target="_blank"><strong>San Ferdinando</strong></a>. Praticamente a ridosso dello storico <a href="http://grancaffegambrinus.com/" target="_blank"><strong>Gran Caffè Gambrinus</strong></a>, meta di letterati e centro di cultura da quasi un secolo, e termina in <strong>piazza dei Martiri</strong>, a pochi passi dai giardini della <a title="La Villa di Napoli, un chilometro di passeggio decantato da Dumas" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-villa-comunale-real-passeggiata/" target="_blank"><strong>Riviera</strong></a>. Fu costruita seguendo l’alveo naturale di un antico fiume che, in epoca <a title="Museo del Sottosuolo di Napoli, da cisterna greco romana a rifugio antiaereo" href="http://www.charmenapoli.it/storia/museo-del-sottosuolo-di-napoli-la-storia-rivive-sottoterra/" target="_blank"><strong>greco-romana</strong></a>, si snodava ai piedi del <strong>monte Echia</strong> e poi rifluiva nel non distante mare. Costituiva il collegamento costiero tra la parte Ovest della città e l’area dei <strong>Campi Flegrei.</strong></p>
<p>Anche via Chiaja, come Toledo, ha il privilegio di costeggiare autentici pezzi di storia napoletana. E non solo quelli. E’ qui, infatti, che si trova la <a href="http://www.brandi.it/" target="_blank"><strong>pizzeria Brandi</strong></a>, famosa per essere stato il luogo in cui, nel giugno del 1889, in onore della regina di casa Savoia, fu inventata la <a title="Pizza napoletana, tradizione garantita" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/pizza-napoletana-tradizione-garantita/" target="_blank"><strong>pizza Margherita</strong></a>. Ed è sempre qui che sono ubicate la cinquecentesca chiesa di <strong>Sant’Orsola</strong>, quella di <strong>Santa Caterina</strong> (XVII secolo), <strong>Palazzo Cellammare</strong> e il <strong>Teatro Sannazzaro</strong>. Fiore all’occhiello di Chiaja è senz’altro lo scenografico <strong>Ponte di Chiaja</strong>, con la sua ampia arcata, costruito nel 1636 per collegare la zona di alta <strong>Pizzofalcone</strong> con i <strong>Quartieri Spagnoli</strong>: una struttura in stile neoclassico che spicca per le sue varie decorazioni marmoree. La strada offre, inoltre, infinite e suggestive possibilità di shopping  terminando in piazza dei Martiri, autentico crocevia del lusso dal quale si può accedere direttamente ai giardinetti, oppure scendere per <strong>via Calabritto</strong>. Oppure, ancora, imboccare la sovrastante <strong>via Filangieri</strong>, immediatamente a destra di <strong>palazzo Cellammare</strong>.</p>
<p>In entrambi i casi, stiamo parlando di altre due mete privilegiate in fatto di “struscio” made in Partenope. Perché se è vero che via Calabritto misura poche decine di metri, è anche vero che è lungo questa arteria che si affacciano le vetrine delle maison di moda e delle gioiellerie più altisonanti e prestigiose di Napoli. Via Calabritto deve il suo nome alla presenza di un monumentale palazzo abitato, nel corso dei secoli, da personaggi illustri come <strong>Gioacchino Murat</strong>, i fratelli <strong>Florestano</strong>, <strong>Guglielmo</strong> <strong>Pepe</strong> ed i giuristi <strong>Alberto Marghieri </strong>e<strong> Bruno Gaeta</strong> (negli anni Ottanta c’era anche la sede del Napoli Calcio di <strong>Maradona</strong>).</p>
<p>Via Filangieri, con i suoi prolungamenti di via <strong>Vittoria Colonna</strong> (nella parte alta) e via dei Mille (così chiamata in onore della spedizione garibaldina), non è da meno. L’asse viario, che da <strong>piazza Santa Caterina</strong> conduce a <strong>piazza Amedeo</strong>, non può vantare la storia plurisecolare di Chiaja o di via Toledo, ma quanto a lusso ed eleganza, non ha nulla da invidiare alle “consorelle urbanistiche” di quello che viene considerato il quadrilatero napoletano dello shopping di classe. Il tracciato si snoda nel cuore del quartiere <strong>San Ferdinando</strong>, e offre colpi d’occhio sorprendenti, come le scenografiche <strong>rampe Brancaccio</strong>, numerose boutique di alta moda e la lunga serie di palazzi signorili di epoca moderna.</p>
<p>Via dei Mille e via Filangieri videro la luce tra la fine dell’800 e i primi del ’900, in concomitanza con la costruzione di alcuni edifici in stile liberty, alcuni dei quali firmati da architetti di grido come il piacentino <strong>Giulio Ulisse Arata</strong>. Tra questi meritano senz’altro di essere citati p<strong>alazzo Mannajuolo </strong>e<strong> palazzo Leonetti</strong>, sede, rispettivamente, dei consolati britannico e spagnolo mentre, leggermente più a monte, svettano il settecentesco <strong>palazzo Carafa di Roccella</strong>, oggi sede del <a title="Il mito della sirena Partenope in mostra al Pan" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-pan-favole-e-sirene/" target="_blank"><strong>museo d’arte moderna Pan</strong></a> e il cinquecentesco <strong>Palazzo d’Avalos</strong>.</p>
<p>Da via dei Mille si stacca poi la traversa di via San Pasquale. A mano a mano che ci si inerpica verso l’alto, via Dei Mille cambia denominazione e si trasforma in via Vittoria Colonna, con, sulla destra, la seicentesca chiesa di <strong>Santa Teresa a Chiaja</strong>, famosa per la suggestiva e panoramica scalinata di <strong>Cosimo Fanzago</strong> e più avanti i palazzi in cui vissero il drammaturgo <strong>Edoardo Scarpetta</strong> e il politico <strong>Giustino Fortunato</strong>. Al termine della strada, si spalanca la scenografica <strong>Piazza Amedeo</strong> e, immediatamente a destra, i tornanti di via del <strong>Parco Margherita</strong>, sede della prima storica stazione della <a title="Vedute mozzafiato grazie a fili d’acciaio" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/panorami-napoli-dall-altovedute-mozzafiato-grazie-fili-dacciaio/" target="_blank"><strong>Funicolare di Napoli</strong></a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/struscio-napoli-chiese-vetrine-palazzi-signorili/">Lo &#8220;struscio&#8221; a Napoli, tra chiese, vetrine chic e palazzi signorili</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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