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	<title>chiesa di Santa Chiara Napoli Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Napoli, #quantaluce al Chiostro maiolicato di Santa Chiara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 14:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si scrive #quantaluce, si legge Napoli da cogliere con occhi diversi. Un accattivante progetto firmato da Carlo Arace che, dopo i consensi ottenuti al Museo Pan, torna dal 4 dicembre (apertura e vernissage –ore 18) al 7 gennaio 2015, stavolta, nel chiostro maiolicato di Santa Chiara. Un evento che racchiude, come uno scrigno prezioso, le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si scrive #quantaluce, si legge Napoli da cogliere con occhi diversi. Un accattivante progetto firmato da <strong>Carlo Arace</strong> che, dopo i consensi ottenuti al <strong>Museo Pan</strong>, torna dal 4 dicembre (apertura e vernissage –ore 18) al 7 gennaio 2015, stavolta, nel <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>chiostro maiolicato</strong></a> di <strong>Santa Chiara</strong>. Un evento che racchiude, come uno scrigno prezioso, le immagini fotografiche dello stesso Arace e i testi brevi di <strong>Maurizio de Giovanni</strong>. Il tutto accompagnato da brani musicali inediti di Bert, suonati dal vivo dall’autore durante la “prima” del 4, che prevede anche l’ingresso gratuito al complesso monumentale.</p>
<p>«#quantaluce – spiega Carlo Arace &#8211; è un progetto artistico/fotografico che ha come obiettivo vestire Napoli con una luce diversa, piena, abbagliante tale da lasciare senza fiato il visitatore come un turista che vede per la prima volta la nostra città. L’idea – continua &#8211; è quella di legare indissolubilmente Partenope alla fotografia, lasciando da parte preconcetti e stereotipi, che da sempre caratterizzano questi luoghi».</p>
<p>Con la luce, elemento fondamentale nella fotografia, si può giocare all&#8217;infinito. Così è Napoli: luminosa e viva sul lungomare mentre si riflette sugli scogli, ma anche nascosta nei vicoli dei quartieri del centro. Un contrasto di luci e ombre, come in una foto.</p>
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		<title>Il Campanile di Santa Chiara presto restaurato, torna fruibile ai cittadini</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/il-campanile-di-santa-chiara-presto-restaurato-restituito-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 13:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte il restyling del secolare  Monastero di Santa Chiara, il complesso Monumentale del capoluogo campano, innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. Dopo ben 44 anni, cominciano i lavori per un investimento di 105 mila euro che interesserà i giardini, antistanti il chiostro e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parte il restyling del secolare  <a title="Dopo più di un secolo riapre il campanile di Santa Chiara" href="http://www.charmenapoli.it/news/dopo-piu-di-secolo-riapre-il-campanile-di-santa-chiara/"><strong>Monastero di Santa Chiara</strong></a>, il complesso Monumentale del capoluogo campano, innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca <strong>Roberto D’Angiò</strong> e di sua moglie <strong>Sancia di Maiorca</strong>.<br />
Dopo ben 44 anni, cominciano i lavori per un investimento di 105 mila euro che interesserà i giardini, antistanti <strong>il chiostro</strong> e <strong>la chiesa</strong>.<br />
Ma vediamo nel dettaglio cosa cambierà e cosa invece resterà.<br />
La buona e tanto attesa notizia è che finalmente i giardini, antistanti il chiostro, all&#8217;incrocio tra <strong>via Benedetto Croce</strong> e <strong>via San Sebastiano</strong> verranno recuperati e restituiti ai cittadini.<br />
Ricordiamo che in quasi mezzo secolo l’appezzamento di verde(creato nel 1970 e mai interessato da riqualificazioni) nato come luogo di ristoro è diventato invece  dimora di clochard e dunque abbandonato alla più totale incuria.</p>
<p>[charme-gallery]<br />
Ora, dopo l&#8217;approvazione del progetto da parte della<strong> Soprintendenza</strong> e l&#8217;intervento della <a href="http://www.comune.napoli.it/municipalita_2-avvocata_montecalvario_mercato_pendino_porto_san_giuseppe" target="_blank"><strong>Municipalità Avvocata-Montecalvario</strong></a> presieduta da <strong>Francesco Chirico</strong>, quello che un tempo era un’oasi di verde, ritornerà ad esserlo, nelle vesti di un parco pubblico nel cuore del centro storico.<br />
E a volerlo sono stati proprio gli abitanti della zona che hanno chiesto giochi per bambini, panchine e spazi lettura e anche l&#8217;accesso con scivolo per disabili.<br />
Ma non è tutto perché saranno anche introdotti nuovi alberi e tutelate le essenze arboree preziose e storiche (i pini secolari, in particolare).<br />
Ma l&#8217;attesa più grande è per <a title="Templi del Signore baciati da mare e sole" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese-da-visitare-in-estate-napoli-capri-ischia-costiera-amalfitana-sorrento/"><strong>il campanile della chiesa della cittadella</strong>,</a> di proprietà del <strong><a href="http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/ministero/patrimonio_fec/" target="_blank">Fondo edifici di culto.</a><br />
</strong>Si può dire, con un certo rammarico, che si tratta di un monumento praticamente sconosciuto ai napoletani, oramai chiuso dalla<strong> Seconda guerra mondiale</strong>, a cui si accedeva attraverso un palazzo, poi bombardato.<br />
Da qui l’impossibilità odierna di accedere al monumento, se non attraverso una scala a chiocciola in piperno, che rende però impervia la salita.<br />
E per ovviare a ciò, si indirà un concorso di idee per la progettazione di una nuova scala, in collaborazione con l&#8217;<a href="http://www.aniaicampania.it/" target="_blank"><strong>Aniai Campania</strong></a> (Associazione nazionale ingegneri e architetti italiani) presieduta da<strong> Alessandro Castagnaro</strong>.<br />
Come si dice, chi ben inizia è a metà dell&#8217;opera&#8230;</p>
<p style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8220;Complesso Monumentale di Santa Chiara<br />
</strong></span>via Santa Chiara, 49/c, Napoli, tel: 0817971224</p>
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		<title>Sì, è un weekend da non perdere: a Napoli arte e storia si mettono in mostra</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-weekend-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2014 14:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arte, musica, cultura, danza e tanto altro per questo weekend partenopeo che si preannuncia davvero ricco  di tanti imperdibili eventi in programma. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla giornata di venerdì 30 maggio alle 10.45 quando i battenti del suggestivo monastero di Santa Chiara si apriranno al pubblico per una visita speciale e gratuita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Napoli nei mille volti dell’arte, arrivano le mostre del Maggio" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/maggio-dei-monumenti-mostre/">Arte</a></strong>,<strong> <a title="L’omaggio della musica al Maggio dei Monumenti" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/maggio-dei-monumenti-programma-musica/">musica</a></strong>, cultura, danza e tanto altro per questo <strong>weekend partenopeo</strong> che si preannuncia davvero ricco  di tanti imperdibili eventi in programma.<br />
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla giornata di venerdì 30 maggio alle 10.45 quando i battenti del suggestivo<a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/"> <strong>monastero di Santa Chiara</strong> </a>si apriranno al pubblico per una visita speciale e gratuita al<a title="Tradizione e sapori di Napoli rivivono nel festival dedicato alla pasta e alle sue golose  varianti" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-festival-pasta/"> <strong>Chiostro</strong></a>, in occasione del <a title="Napoli, al via il Maggio dei Monumenti" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-al-il-maggio-dei-monumenti/"><strong>Maggio dei Monumenti</strong>.</a></p>
<p>A guidare i visitatori durante il percorso, ci sarà un vero e proprio esperto della &#8220;cittadella francescana&#8221; dei Decumani: <strong>Guido Donatone</strong>, autore della nota monografia sul chiostro dedicato alla Santa di Assisi.<br />
Sempre nella giornata di venerdì, nel pomeriggio alle 17.00 nell’ambulacro di<a title="Cascate, fontane, giardini: l’altra faccia di Palazzo reale" href="http://www.charmenapoli.it/arte/reggia-caserta-fontane-giardini-altra-faccia-del-palazzo-reale/"> <strong>Palazzo Reale</strong></a>, verrà inaugurata la mostra fotografica <strong> “Sguardi di Facciata”</strong> con le  fotografie di <strong>Luciano Pedicini</strong>, e a cura di <strong>Annalisa Porzio</strong>. Nelle sale della lussuosa dimora saranno esposte foto ricche di &#8220;sensazioni visive&#8221; che ci mostrano un volto particolare di Napoli offrendoci la possibilità di coglierne il senso profondo con scatti quasi maliziosi che sembrano divertirsi a immortalare la variopinta vita quotidiana sotto lo sguardo ironico della storia.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Ma non è finita qua perché nell’ambito della rassegna del <strong>Maggio dei monumenti partenopeo</strong>, che ricordiamo quest’anno omaggia il grande storico <strong>Benedetto Croce</strong> e le leggende napoletane legate al vissuto del filosofo abruzzese, venerdì alle 17.00 nella suggestiva cornice di<a title="Tre giorni per conoscere i Palazzi di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/news/tre-giorni-conoscere-palazzi-di-napoli/"><strong> Palazzo Serra di Cassano</strong></a>, in via Monte di Dio, si svolgerà un’interessante conferenza a cura dell’antropologo<strong> Marino Niola</strong>, accompagnato dalle letture di<strong> Peppe Barra</strong>.</p>
<p>Ma passiamo ora alle giornate di sabato 31 maggio e domenica 1 giugno che vedono protagonista l’emozionante rassegna <strong>“Pausylipon, suggestioni all’imbrunire”</strong>, la serie di incontri promossi dal del <a title="Il parco sommerso della Gaiola sboccia in primavera" href="http://www.charmenapoli.it/news/gaiola-primavera/"><strong>Parco Archeologico Ambientale del Pausilypon</strong></a>, ideata dal <strong><a href="http://www.gaiola.org/" target="_blank">Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus</a>,</strong> d’intesa con la <a href="http://www.archeona.beniculturali.it/" target="_blank"><strong>Soprintendenza Archeologica di Napoli</strong></a> e con il <strong>Patrocinio della<a href="http://www.regione.campania.it/" target="_blank"> Regione Campania</a> e dell’Assessorato alla Cultura del<a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank"> Comune di Napoli</a>, </strong>(ingresso con visita guidata dalle 17,30 alle 18,20 – ingresso solo spettacoli dalle 18.20 alle 18,30, discesa Coroglio 36, Napoli).</p>
<p>Per il weekend è di scena una serata musicale all’insegna del folk con<strong> Francesco Forni e Ilaria Graziano</strong>, due degli esponenti più accreditati dello scenario underground italiano. Domenica, invece, torna in replica lo spettacolo di <strong>Gea Martire</strong> che ha riscosso grande successo di pubblico.</p>
<p>Ancora, la vorticosa girandola di appuntamenti all’ombra del Vesuvio prosegue con le suadenti note del tango che si diffonderanno, sabato 31 maggio dalle 19.30 con ingresso gratuito, negli eleganti spazi della<strong> <a href="http://www.metro.na.it/metro/index.php?option=com_wrapper&amp;Itemid=134" target="_blank">Stazione di Mergellina</a></strong> di Napoli che si trasformerà, per una sera, in un’incredibile pista da ballo con tanto di serata danzante con ingresso gratuito.<br />
Il progetto<strong> “Alla Stazione del Tango”</strong> nasce da un’idea di <strong>Rosario Massa</strong>, proprietario di uno dei locali più celebri di corso Vittorio Emanuele, <a href="http://www.elsombreronapoli.com/pub_grill/" target="_blank"><strong>“El Sombrero”</strong></a>,  che ha voluto far rinascere una delle stazioni storiche e più belle del capoluogo, attraverso questa coinvolgente iniziativa che di sicuro incontrerà il favore dei cittadini.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Infine, in occasione del gran finale del &#8220;<strong>Maggio&#8221;,</strong> sabato 31 maggio le grandi mostre in corso a Napoli saranno visitabili fino a mezzanotte. E&#8217; questo il caso della <a href="http://www.mostrawarholnapoli.it/" target="_blank"><strong>mostra di &#8220;Andy Wharol</strong> &#8211; <strong>Vetrine&#8221;</strong></a> al<a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=211&amp;Info_ID=4510" target="_blank"> <strong>Pan | Palazzo delle Arti Napoli</strong></a>, prevista fino alle 24.00 (ultimo ingresso alle 23.00), con biglietto scontato dalle 18.30 (ingresso a 5 euro). Domenica 1 giugno fino alle 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00) e lunedì 2 giugno fino alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). Per <a title="Mostra d’assi per Napoli con le tele riprodotte di Leonardo, Raffaello e Caravaggio" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-una-mostra-impossibile-san-domenico-maggiore/" target="_blank">&#8220;<strong>Una Mostra Impossibile</strong>&#8221; </a>nel complesso monumentale di <strong>San Domenico Maggiore</strong> gli orari previsti sono sabato fino alle 24.00, domenica 1 giugno fino alle 22.00 e lunedì 2 giugno fino alle 22.00. Il programma del <strong><a title="Castel Nuovo, il Maschio di pietra guardiano di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-napoli-castel-nuovo-maschio-angioino-di-pietra-guardiano-di-napoli/">Maschio Angioino</a> &#8211; Museo civico di Castel Nuovo</strong> sabato fino alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30), domenica fino alle 14.00 (ultimo ingresso alle 13.30) e lunedì fino alle 14.00 (ultimo ingresso alle 13.30). Infine il<a title="Compleanno a Castel dell’Ovo per Lupo Alberto e Mafalda" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-castel-dellovo-compleanni-di-lupo-alberto-mafalda/"> <strong>Castel dell&#8217;Ovo</strong></a> prevede sabato apertura fino alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.45), domenica fino alle 13.45 (ultimo ingresso alle 13.15) e lunedì fino alle 13.45 (ultimo ingresso alle 13.15).</p>
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		<title>Le dolci tentazioni del tour sacro-culinario made in Naples</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/dolci-tentazioni-monastero-napoli/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 23 May 2014 17:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si può resistere a tutto, eccetto che alla tentazioni diceva il poeta Oscar Wilde. E quale richiamo più irresistibile se non quelle del &#8220;walking tour&#8221; promosso dalla neonata associazione culturale Curiocity dall’accattivante nome di “Dolci tentazioni in monastero”? L’evento previsto a Napoli per domenica 25 maggio alle ore 10.30, propone ai visitatori un vero e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può resistere a tutto, eccetto che alla tentazioni diceva il poeta Oscar Wilde.<br />
E quale richiamo più irresistibile se non quelle del &#8220;walking tour&#8221; promosso dalla neonata associazione culturale<a href="http://www.curiocitynapoli.it/" target="_blank"> <strong>Curiocity</strong> </a>dall’accattivante nome di <strong>“Dolci tentazioni in monastero”</strong>?</p>
<p>L’evento previsto a Napoli per domenica 25 maggio alle ore 10.30, propone ai visitatori un vero e proprio viaggio attraverso quelle che sono le indiscusse prelibatezze della cucina partenopea, spesso nate proprio all’interno dei principali luoghi di culto dell&#8217;antica capitale del Regno delle Due Sicilie, città in cui dame e religiose hanno sfornato, nel corso dei secoli, i più succulenti manicaretti.</p>
<p>Ma andiamo con ordine e lasciamoci trasportare dall’odorino inebriante dei golosi dolci che si spande tra le vie della città e ci accompagna in questo percorso molto speciale, scandito da ghiotte degustazioni.<br />
Partiamo dalla <strong>Chiesa di Santa Maria Regina Coeli</strong> ,in vico San Gaudioso a Napoli, che rappresenta a tutti gli effetti un importante esempio di arte rinascimentale e barocca. Prima di entrare all&#8217;interno dell&#8217;edificio e ammirare il meraviglioso complesso religioso, bisogna alzare gli occhi e guardare con attenzione i tre rosoni che dominano la facciata dell’edifico: vi sono raffigurate<strong> le quindici erbe</strong> che le monache usavano per l’insalata. Ma non è finita qui perché udite, udite, è qui, secondo la tradizione, che ha visto i natali uno dei più celebri dolci della tradizione napoletana: l’ineguagliabile <strong>sfogliatella</strong>.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Sì, stiamo parlando proprio della mitica <strong>sfogliatella napoletana. </strong>La<strong> frolla</strong>, quella a pasta liscia, che all’epoca veniva confezionata in formato gigante e per questo veniva chiamata <strong>sfogliatona</strong>. E la <strong>riccia</strong>, perché sempre di sfogliatelle parliamo. Ma questa volta occorre spostarsi sotto il famoso arco di <strong>Port’Alba</strong>, più precisamente nel <strong>Monastero di S. Antonio delle Monache</strong> dove nel XVI secolo venivano confezionate alcune tra le più buone <strong>sfogliatelle riccie</strong> della città con metodi davvero particolari.</p>
<p>Si narra infatti che all’interno del convento veniva utilizzata una tecnica per l’impasto molto originale che veniva affidato al&#8230;fondo schiena delle suore più anziane! A dare il ritmo erano le lodi a Sant’Antonio, intonate dalle monache più giovani. Al termine di ogni quartina la coriste si fermavano e le suore addette all&#8217;impasto si sedevano sul bancone di marmo dove era poggiata la pasta e oscillando davano “l&#8217;impronta” al dolce. E così via fino al completamento dell’opera.</p>
<p>Ma proseguiamo il nostro tour gastronomico con la prossima tappa che ci porta nel cuore dei <strong>Decumani</strong>, nel suggestivo e austero<a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/"><strong> monastero di Santa Chiara</strong> </a>dove la leggenda vuole che anche in periodo di Quaresima le clarisse riuscissero, grazie a un escamotage, a consumare il <strong>sanguinaccio</strong>, sostituendolo con il<a title="Dalle tavole del ‘700 ai giorni nostri. Mesdames e monsieurs le coviglie al cioccolato" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-napoletana-coviglia-al-cioccolato/"><strong> cioccolato</strong></a>. Lo stesso ingrediente con cui le religiose presero poi a ricoprire i<a title="Dolci e musei, le visite guidate di CampaniaArtecard" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-dolci-musei-tutte-le-visite-guidate-di-natale-campania-artecard/"> <strong>mostaccioli</strong>,</a> i tipici dolci del <strong>Natale</strong>.</p>
<p>Chiudiamo infine l&#8217;itinerario &#8220;made in Partenope&#8221; con la<a title="Napoli e le sue chiese nel “gran tour” di Pasqua" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/"> <strong>chiesa di San Gregorio Armeno</strong></a>, epicentro universale della raffinata <a title="Nasce a Napoli la prima Accademia d’Arte presepiale" href="http://www.charmenapoli.it/news/nasce-napoli-laccademia-dellarte-presepiale/"><strong>arte presepiale</strong></a>, dove mosse i suoi primi passi niente poco di meno che sua maestà la <a title="La resurrezione del gusto a tavola, sua maestà la pastiera" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/napoli-pastiera-pasqua/"><strong>pastiera</strong>.</a> Lì nella serenità e nella pace del convento, le suore preparavano un gran numero del tipico dolce del periodo pasquale e ne producevano tanti soprattutto per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia cinquecentesca.</p>
<p><strong>Dolci tentazioni&#8230;in monastero</strong><br />
Domenica 25 maggio, 10.30-Napoli</p>
<p><b>Info e prenotazioni obbligatorie al:</b><br />
<a href="tel:%2B39%203334256705" target="_blank">3334256705</a> / <a href="tel:%2B39%203288447450" target="_blank"> 3288447450</a><br />
<a href="mailto:curiocitytour@libero.it" target="_blank">curiocitytour@libero.it</a><br />
<a href="http://www.curiocitynapoli.it/" target="_blank">www.curiocitynapoli.it</a> – facebook: Curiocity Napoli</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/dolci-tentazioni-monastero-napoli/">Le dolci tentazioni del tour sacro-culinario made in Naples</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>Napoli e le sue chiese nel &#8220;gran tour&#8221; di Pasqua</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 12:42:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel &#8220;grand tour&#8221; della fede made in Naples, in fatto di “luminosità” e sfarzo, chi non ha rivali è la chiesa del Gesù Nuovo, autentico testimonial dell’arte barocca nella città del Golfo e nuova fermata proposta da Charme per la sacra &#8220;promenade&#8221; di fede da fare nei giorni delle festività pasquali. Fatta edificare dai Gesuiti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/">Napoli e le sue chiese nel &#8220;gran tour&#8221; di Pasqua</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel &#8220;<a title="Gran tour di fede nel giorno dei Sepolcri" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/sette-chiese-napoli-gran-tour-di-fede-nel-giorno-dei-sepolcri/" target="_blank"><strong>grand tour</strong></a>&#8221; della fede made in Naples, in fatto di “luminosità” e sfarzo, chi non ha rivali è la <b>chiesa del </b><a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>Gesù Nuovo</strong></a>, autentico testimonial dell’<strong>arte barocca</strong> nella città del Golfo e nuova fermata proposta da Charme per la sacra &#8220;promenade&#8221; di fede da fare nei giorni delle festività pasquali.</p>
<p>Fatta edificare dai Gesuiti tra il 1584 e il 1601 sulle fondamenta del palazzo nobiliare dei Sanseverino, del quale conserva ancora la caratteristica facciata a punta di diamante realizzata nel 1470 da Novello da San Lucano, la chiesa si denota per il ricchissimo apparato di marmi policromi e per le sgargianti decorazioni che ne addobbano pavimenti volte e superfici murarie. Sono straordinari anche i numerosi affreschi, i dipinti e le sculture opera, tra gli altri, di maestri del calibro di <strong>Francesco Solimena</strong>, <strong>Paolo De Matteis</strong>, <strong>Belisario Corenzio</strong>, <strong>Massimo Stanzione</strong>, <strong>Giuseppe Ribera</strong>, <strong>Matteo Bottiglier</strong>i e <strong>Francesco Pagano</strong>. Il Gesù Nuovo, così chiamato per distinguerlo dalla “vecchia” chiesa del Gesù, custodisce al suo interno il corpo di <a href="http://www.moscati.it/" target="_blank"><strong>San Giuseppe Moscati</strong></a> e le stanze private all’interno delle quali il famoso medico originario di <a title="Non solo greci e romani, la Campania degli altri popoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/etruschi-sanniti-lucani-oscii-campania-coloni/" target="_blank"><strong>Benevento</strong> </a>soggiornava e riceveva i suoi pazienti.</p>
<p>Dal Gesù Nuovo a un’altra delle mete più gettonate dai fedeli nei giorni delle festività pasquali il passo è breve, per non dire brevissimo. La prossima tappa del nostro “tour” pasquale, infatti, ci porta a pochi isolati di distanza dalla basilica dei gesuiti, nel cuore stesso dei <a title="Da Santa Chiara a piazza Calenda, viaggio tra i tesori di Spaccanapoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-da-santa-chiara-piazza-calenda-viaggio-tra-tesori-di-spaccanapoli/" target="_blank"><strong>Decumani</strong></a>, fulcro della Neapolis greco-romana. Fari puntati, dunque, sulla <a title="Dopo più di un secolo riapre il campanile di Santa Chiara" href="http://www.charmenapoli.it/news/dopo-piu-di-secolo-riapre-il-campanile-di-santa-chiara/" target="_blank"><strong>chiesa di Santa Chiara</strong></a>, complesso religioso edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d’Angiò e della regina <strong>Sancha d’Aragona</strong>, proprio nei pressi dell’allora cinta muraria occidentale di Partenope, oggi piazza del Gesù Nuovo, a pochi passi da <a title="Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-sotterranea-il-tesoro-di-partenope-poggia-su-millenni-di-storia/" target="_blank"><strong>via Spaccanapoli</strong></a>, stradina che ne lambisce l’area del campanile e il porticato d’ingresso.</p>
<p>La cittadella dei frati francescani fu innalzata sulle rovine di un complesso termale romano del I secolo d.C., i cui reperti sono in parte ancora visibili sotto le fondamenta del “monastero” ed in una delle sale del <a href="http://www.monasterodisantachiara.com/" target="_blank"><strong>Museo dell’Opera di Santa Chiara</strong></a>, insieme con i resti degli arredi scultorei e agli oggetti di uso comune e arte sacra recuperati dalla chiesa di età angioina (XIV secolo).</p>
<p>La chiesa, con i suoi interni sobri e imponenti, è anche l’ultima dimora di re <strong>Roberto d’Angiò</strong>, la cui tomba a baldacchino troneggia alle spalle dell’altare maggiore, nonché il luogo dell’eterno riposo degli ultimi sovrani del Regno delle Due Sicilie, tutti tumulati nella <strong>cappella dei Borbone</strong>. Inoltre, proprio all’ingresso, Santa Chiara ospita anche le spoglie di <strong>Salvo d’Acquisto</strong>, il carabiniere eroe sacrificatosi, durante la Seconda Guerra Mondiale, per salvare un gruppo di civili innocenti dalla rappresaglia dei tedeschi. Il “monastero” è anche famoso in tutto il mondo per il grandioso chiostro maiolicato delle Clarisse realizzato nel 1742 da <strong>Domenico Antonio Vaccaro</strong> che ne rivestì la struttura e i 72 pilastri ottagonali con stupende mattonelle policrome fatte realizzare dai maestri “riggiolari” napoletani <strong>Donato </strong>e<strong> Giuseppe Massa</strong>.</p>
<p>Uscendo dalla cittadella francescana e ripercorrendo il tracciato dei Decumani fino a raggiungere la non distante <strong>piazza San Domenico</strong>, i fedeli possono costeggiare un altro dei templi della fede cristiana “made in Partenope”: la <b>chiesa di </b><strong>San Domenico Maggiore</strong>.</p>
<p>Fatta costruire tra il 1283 e il 1324 da re<strong> Carlo II d’Angiò</strong> sui resti di una vecchia chiesa del X secolo e profondamente danneggiata, nel corso del XV secolo da una serie di terremoti, la struttura, rielaborata in forme barocche nel corso del 700, è famosa per la sua caratteristica Sagrestia a forma rettangolare, con pavimenti in marmo, suggestivi arredi lignei intagliati e una volta ornata da stucchi, fregi e un affresco del Solimena. Nonché il luogo in cui sono custodite 45 casse sepolcrali di personaggi della nobiltà del Regno di Napoli e in particolar modo della casta aragonese. L’interno della struttura è ricco di dipinti tra cui spiccano tele di<strong> Tommaso De Vivo</strong>, <strong>Pietro Cavallini</strong>, <strong>Solimena</strong> e sculture tra cui il meraviglioso altare maggiore realizzato da Cosimo Fanzago. Fu qui, a quanto pare, che il poeta <strong>Boccaccio</strong>, durante il suo soggiorno napoletano, studiò i rudimenti del diritto. Ma fu in un’altra chiesa, non molto distante dal complesso domenicano, raggiungibile imboccando la parte alta di via <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>, che l’autore del Decamerone incontrò Fiammetta, l’amore della sua vita. Si tratta di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>, chiesa “gemella” di San Domenico perché fatta innalzare praticamente nello stesso periodo, per volere di re Carlo d’Angiò.</p>
<p>Anche San Lorenzo, come San Domenico, fu ridisegnata in forme barocche tra il Seicento e il Settecento. Tuttavia, i lavori di restauro portati avanti nel corso del XX secolo sono riusciti a riportare alla luce le originarie forme gotiche del complesso.</p>
<p>A guardarla oggi, colpisce la facciata settecentesca, opera di <strong>Ferdinando Sanfelice</strong>, in cui si conserva intatto il portale marmoreo del XIV secolo. E l’abside con le volte a crociera. Di ampio spessore sono anche le cappelle a raggio in cui la luce penetra e si diffonde attraverso alte finestre, come pure le numerose opere artistiche tra cui spiccano il Sepolcro di Caterina d’Austria con sculture di <strong>Tino da Camaino</strong> (1323) e il Cappellone di Sant’ Antonio, opera di <strong>Cosimo Fanzago</strong> (1638).</p>
<p>Uscendo dal<a title="“Napoli, Centro storico e Decumani” video della Kalamiz Film" href="http://www.charmenapoli.it/video/video-napoli-centro-storico-decumani/" target="_blank"><strong> Centro Storico</strong></a> di Napoli e imboccando l’antico quartiere del Mercato, a due passi dal mare, laddove un tempo sorgevano le mura della città e il <strong>Castello del Carmine</strong>, ci si imbatte in una delle più antiche e venerate chiese di tutta Napoli e, dunque, da includere nel tradizionale giro dei Sepolcri: <a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>Santa Maria del Carmine</strong></a>. L’edificio, con il suo caratteristico <a title="Quando il campanile del Carmine va a fuoco" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/lo-spettacolo-incendio-campanile-del-carmine-piazza-mercato-visitare-napoli/" target="_blank"><strong>campanile</strong> </a>alto 75 metri (il più alto in assoluto della città), vide la luce agli inizi del Trecento sulle fondamenta di una vecchia chiesetta in cui si venerava l’icona della Madonna detta “la Bruna”, dipinto di scuola toscana del XIII secolo. E’ anche questo il posto in cui è sepolto Corradino di Svevia, l’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero, decapitato, ancora fanciullo, nel 1268, nella vicina piazza Mercato per volere di re Carlo d’Angiò a cui il rappresentante degli Hohenstaufen aveva conteso, invano, il Regno di Napoli. Nel chiostro di questa stessa chiesa, il 16 luglio del 1647 fu inoltre ucciso <strong>Masaniello</strong>, l’eroico pescivendolo re degli scalzi. C’è una ricorrenza, tuttavia, che rende la chiesa dei frati carmelitani, uno dei luoghi sacri più frequentati di tutto il capoluogo campano.  Ogni anno, infatti, il 16 luglio, in occasione della festa della <strong>Madonna del Carmine</strong>, per rievocare la memoria di un antico assedio saraceno sventato dai cristiani, il campanile viene illusionisticamente incendiato grazie a un gioco di fuochi d’artificio. Il fuoco si spegne solo con l’arrivo dell’immagine della Madonna. Inoltre, a rendere ancora più preziosa la basilica, c’è il fatto che, proprio sotto l’arco trionfale d’ingresso è esposto un grande <strong>crocifisso ligneo</strong> protetto in una teca chiusa, a ricordo di un miracolo che risalirebbe al 1439. Secondo la tradizione quel Cristo avrebbe chinato il capo schivando così un colpo di bombarda esploso durante l’assedio di Alfonso d’Aragona.</p>
<p>E ora passiamo alla sesta tappa del giro delle “sette chiese” spalancando, simbolicamente, i battenti di un’altra antichissima chiesa napoletana: <a title="Porta Capuana, varco aperto sulla storia di Partenope" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-visite-porta-capuana/" target="_blank"><strong>San Giovanni a Carbonara</strong></a>. La sua mole svetta quasi trionfante in cima a una scalinata in piperno opera di <strong>Ferdinando Sanfelice</strong> (1707). La posa della prima pietra di questo importante <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>tempio della fede</strong></a> risale al 1343, per volere di re Ladislao di Durazzo il cui imponente sepolcro, alto 18 metri e sostenuto da cariatidi che raffigurano le quattro Virtù, svetta dietro l’altare maggiore. Ultimata agli inizi del XV secolo, la chiesa di San Giovanni custodisce al suo interno preziose opere di scultura. Danneggiata dalle bombe dell’ultima guerra, la struttura è stata oggetto di lunghi restauri nel corso del XX secolo e può offrire ai fedeli l’incanto di un prezioso pavimento maiolicato del XV secolo. Di particolare pregio sono, inoltre, gli affreschi quattrocenteschi di Perrinetto da Benevento e Leonardo da Besozzo. Ma anche le sculture e le decorazioni che addobbano le cappelle Miroballo e Caracciolo di Vico, in particolar modo quest’ultima, decisamente particolare per l’ambiente dotato di ampia cupola a lacunari e di un ricco pavimento decorato con intarsi marmorei.</p>
<p>Infine, chiudiamo con la nona e ultima tappa del gran tour napoletano dei Sepolcri. E spostiamoci nella <b>chiesa di </b><strong>San Filippo Neri</strong>, l’ideatore del “giro delle sette chiese”. L’edificio in questione, detto anche dei <a title="Grand tour alla riscoperta dei Girolamini" href="http://www.charmenapoli.it/arte/visitare-napoli-put-in-art-grand-tour-riscoprire-complesso-dei-girolamini/" target="_blank"><strong>Girolamini</strong></a>, sorge nella zona alta dei Decumani e per la precisione lungo il percorso di <strong>via Tribunali</strong>. La chiesa è annessa a un convento al cui interno è ospitata un’importante pinacoteca che risale alla fine del Cinquecento. L’edificio testimonia lo speciale legame che univa, a quei tempi, la metropoli del Golfo con gli artisti toscani, romani ed emiliani. Non a caso il progetto architettonico, voluto e coperto dai padri dell’ordine di San Filippo, reca la firma di un fiorentino: <strong>Giovanni Antonio Dosio</strong> così come il coordinamento dei lavori, iniziati nel 1592, sotto la guida dell’architetto <strong>Ferdinando Fuga</strong>, a sua volta nato proprio a Firenze.</p>
<p>All’interno dei Girolamini si ricordano, inoltre, il dipinto “Sant’Alessio moribondo” opera di <strong>Pietro da Cortona</strong>,  “l’Incontro di Gesù” e “San Giovanni Battista” disegnati dal bolognese <strong>Guido Reni</strong>.</p>
<p>Le sculture sono invece del <strong>Bernini</strong> mentre sulla controfacciata spicca un affresco di <strong>Luca Giordano</strong>. Per la sua sfavillante decorazione barocca in oro, la chiesa dei Girolamini fu detta “la <strong>Domus Aurea</strong>”. Al suo interno sono custoditi i resti mortali del filosofo vicano <strong>Giambattista Vico</strong> che nell’Oratorio lavorò a lungo per ordinare ed ampliare la famosa biblioteca ricca di oltre 60mila fra libri e incunaboli. Oltre alla <a title="Un angolo di Paradiso nel cuore della città" href="http://www.charmenapoli.it/arte/visitare-napoli-chiostro-dei-girolamini-angolo-di-paradiso-nel-cuore-di-napoli/" target="_blank"><strong>chiesa</strong></a>, il complesso di via Tribunali comprende anche il convento e due <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>chiostri</strong></a>: quello maiolicato e quello cosiddetto “segreto” degli aranci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/">Napoli e le sue chiese nel &#8220;gran tour&#8221; di Pasqua</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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