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	<title>San Gregorio Armeno Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Riaperto il chiostro San Gregorio Armeno a Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 14:59:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato restituito a cittadini e turisti il chiostro della chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli aperto la settimana passata, l&#8217;11 aprile, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni del genocidio del popolo armeno avvenuto per mano dei turchi durante la Prima Guerra mondiale. Il chiostro è di proprietà del Fondo Edifici Culto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato restituito a cittadini e turisti il <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>chiostro</strong> </a>della chiesa di <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong> </a>a <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>Napoli</strong> </a>aperto la settimana passata, l&#8217;11 aprile, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni del genocidio del popolo armeno avvenuto per mano dei turchi durante la Prima Guerra mondiale. Il chiostro è di proprietà del <a href="http://www.interno.gov.it/it/ministero/dipartimenti/dipartimento-liberta-civili-e-limmigrazione/direzione-centrale-lamministrazione-fondo-edifici-culto/patrimonio-fondo-edifici-culto" target="_blank"><strong>Fondo Edifici Culto</strong></a> (Fec) del ministero dell&#8217;Interno. Gli interventi di restauro sono stati finanziati dalla <strong>Repubblica d&#8217;Armenia</strong> e realizzati in collaborazione tra il Ministero dell&#8217;Interno &#8211; Fec, la Prefettura e la <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Enti/visualizza_asset.html_761155572.html" target="_blank"><strong>Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici del capoluogo partenopeo</strong></a>. La Chiesa, capolavoro architettonico che fa parte dell&#8217;inestimabile patrimonio del Fec, profondamente radicata nella tradizione partenopea, è uno dei simboli più conosciuti della città di Napoli. Grazie all&#8217;opera meticolosa portata avanti dagli specialisti restauratori della scuola napoletana, sono tornate agli antichi splendori, la fontana in marmo del XVIII secolo, l&#8217;esedra e le statue di &#8220;<em>Cristo e della Samaritana</em>&#8221; di Matteo Bottiglieri. Pienone di personalità per la cerimonia inaugurale delllo scorso sabato, che ha visto la presenza del presidente della Repubblica d&#8217;Armenia <strong>Serzh Sargsyan</strong>, del prefetto <strong>Mario Morcone</strong> capo Dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell&#8217;Interno, del prefetto di Napoli <strong>Gerarda Maria Pantalone</strong> e del sindaco di Napoli <strong>Luigi de Magistris</strong>.</p>
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		<title>Un mondo incantato in mezzo alla storia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/un-mondo-incantato-mezzo-alla-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 10:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è chi sceglie di scalare l’Everest. C’è chi si getta con l’elastico da un ponte. E, poi, ci sono i più temerari, che decidono di visitare, proprio nel periodo natalizio, San Gregorio Armeno, alias la famosa strada dei presepi. Scherzi a parte, l’avventura val bene una messa. E forse più. Lasciarsi cullare dalla fiumana di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è chi sceglie di scalare l’Everest. C’è chi si getta con l’elastico da un ponte. E, poi, ci sono i più temerari, che decidono di visitare, proprio nel periodo natalizio, San Gregorio Armeno, alias la famosa strada dei presepi. Scherzi a parte, l’avventura val bene una messa. E forse più. Lasciarsi cullare dalla fiumana di persone che ogni anno si riversa in questa via, l’antica Strada Nostrana, è un’esperienza imperdibile. Per arrivare nel cuore della zona dei pastori la passeggiata più semplice, e forse più gradevole, inizia da piazza Dante, dove ferma la linea 1 del metrò. Da qui ci si inerpica per Port’Alba, meglio conosciuta come la strada dei libri grazie ai tanti librai; si prosegue per via San Sebastiano, dove uno dopo l’altro, si susseguono negozi di strumenti musicali. Lasciandosi alle spalle piazza del Gesù e il complesso di Santa Chiara, ci si avvia per Spaccanapoli, viuzza che dall’alto spacca l’orizzonte dei tetti e dove palazzi della nobiltà partenopea sorgono uno di fianco all’altro e invitanti gastronomie espongono i prodotti tipici della Campania, dalla pasta al limoncello al tradizionale babà al rum. Da piazza San Domenico Maggiore ormai il tratto è breve, giusto un pezzetto di via San Biagio dei Librai (sempre Spaccanapoli) ed ecco aprirsi sulla sinistra il mondo incantato dei pastori, una strada storica di Napoli che congiunge via Tribunali, ovvero il Decumano Maggiore, con Spaccanapoli, il Decumano Inferiore; un luogo dall’atmosfera unica, dove il tempo sembra essersi fermato. [charme-gallery]Odore di muschio e sughero monopolizzano l’aria dei negozietti, i tanti negozietti di geniali artigiani, pronti a sfornare per i loro clienti pezzi per tutti i gusti e tutte le tasche. Ed ecco gli storici artigiani del presepe di antica tradizione familiare. In botteghe senza porte o su coloratissime bancarelle, pastori di ogni dimensione fanno bella mostra di sé. Qui c’è tutto per il presepe: casette di sughero o di cartone; mulini a vento e cascate, in tutto e per tutto simili a quelli veri, grazie al supporto dell’energia elettrica; piccoli pastori di terracotta dipinti a mano ed esemplari alti anche 50 cm, con abiti in tessuto cuciti su misura. Sul presepe e qui sulle bancarelle di San Gregorio Armeno, i mestieri sono quasi tutti rappresentati: venditori di frutta, pizzaioli “robotizzati” che infornano pizze… E poi i classici testimoni della Natività in terracotta: il pastore dormiente Benino, i re Magi e, naturalmente,la Sacra Famiglia, con tanto di bue ed asinello.Tutti gli anni, ogni napoletano che si rispetti fa un salto a San Gregorio Armeno per rinnovare la tradizione che vuole, a ogni Natale, che il presepe abbia un elemento nuovo. Ma come sempre, l’incontro di tradizione e innovazione porta anche a nuove usanze e nuovi protagonisti. E così, sul presepe moderno trovano spazio anche Eduardo De Filippo, il principe della risata Totò, Massimo Troisi, Maradona, Mario Merola. Luciano Pavarotti e, per i più fantasiosi, c’è persino Bossi, Berlusconi, il Presidente della Repubblica Napolitano e il personaggio dell’anno, quello che più ha fatto parlare di sé in tv e carta stampata. [charme-gallery]La storia trasuda da ogni pietra della strada dei pastori, una delle più famose al mondo, sicuramente la più suggestiva: in via San Biagio dei Librai, in un palazzo a cui si accede anche da San Gregorio, un libraio diede i natali a Gian Battista Vico; più avanti, quasi in piazza San Domenico Maggiore, una lapide ricorda la dimora di Francesco de Sanctis; nello splendido Palazzo Filomarino, inoltre, visse Benedetto Croce. E proprio lì, inerpicata sulla stretta viuzza appare il Complesso di San Gregorio Armeno, intimamente legato alla devozione popolare. La leggenda vuole che la chiesa fosse edificata sulle rovine del tempio di Cerere attorno al 930 d.C., nel luogo che avrebbe ospitato il monastero fondato da Sant&#8217;Elena Imperatrice, madre dell’imperatore Costantino. Il complesso comprende anche un monastero di suore di clausura, devote oltre che a San Gregorio Armeno, anche a Santa Patrizia, santa molto amata dai napoletani mai delusi quando, ogni martedì, attendono il miracolo della liquefazione del suo sangue. Insomma, qui, nel Centro storico di Napoli non si può fare un passo senza essere immersi nella storia e nella cultura, nella tradizione popolare e in quella religiosa.[charme-gallery]</p>
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		<title>Maxi “Tombola Vivente” alla Rotonda Diaz di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 17:23:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Manca poco meno di un mese al Natale, ma in città c’è già aria di festa. E non solo a San Gregorio Armeno. Domenica 30 novembre, alle ore 12, negli spazi della Rotonda Diaz, a pochi passi da Lungomare di via Caracciolo, prenderà  forma una maxi “Tombola Vivente”. Evento, che porta la firma del Forum [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca poco meno di un mese al <strong>Natale</strong>, ma in città c’è già aria di festa. E non solo a <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>. Domenica 30 novembre, alle ore 12, negli spazi della <strong>Rotonda Diaz</strong>, a pochi passi da <strong>Lungomare di via Caracciolo</strong>, prenderà  forma una maxi “<strong>Tombola Vivente</strong>”. Evento, che porta la firma del <a href="http://www.forumculture.org/" target="_blank"><strong>Forum Universale delle Culture</strong></a>, curato dalla prima Municipalità e dall’associazione <a href="http://www.eughea.com/" target="_blank"><strong>Eughea</strong></a>, che prevede una mostra sulle “<em>riggiole napoletane</em>” abbinata ad uno degli spettacoli più divertenti e genuini della tradizione partenopea: la rappresentazione teatrale del gioco della Tombola. Un appuntamento da non perdere, per grandi e piccini, che punta a difendere e diffondere la cultura della nostra terra.</p>
<p>Lo spettacolo folkloristico avrà come “palco” 6 tappeti in pvc che riproducono le immagini del pavimento originale composto da 360 maioliche (“riggiole napoletane”) dipinte a mano, sulle quali sono rappresentati i 90 numeri della smorfia. Ad incitare napoletani e turisti a prendere parte alla Tombola, <strong>Pulcinella</strong> e la <strong>Bella</strong> <strong>’Mbriana</strong>, personaggi iconici della città, che giocheranno col pubblico, chiamando ogni partecipante a rappresentare il numero estratto, così da dare “vita” alle metafore espresse dai numeri della cabala tirati fuori dal “<em>panaro</em>” gigante.</p>
<p><strong>Tombola vivente</strong><br />
Domenica 30 novembre 2014 – ore 12<br />
Rotonda Diaz – Napoli<br />
Ingresso libero</p>
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		<title>Pienone a San Gregorio Armeno per il concerto della Nuova Orchestra Scarlatti</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/pienone-san-gregorio-armeno-il-concerto-della-nuova-orchestra-scarlatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 15:38:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiesa e atrio gremiti di centinaia di persone a San Gregorio Armeno, sabato 18 ottobre, per il primo concerto autunnale della Nuova Orchestra Scarlatti: Musica per le &#8220;Dame&#8221; di San Gregorio, un originale programma di musiche vocali e strumentali del ‘700 napoletano ed europeo, in parte inedite, in parte attinte dal prezioso fondo di San [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiesa e atrio gremiti di centinaia di persone a <a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>, sabato 18 ottobre, per il primo concerto autunnale della <a href="http://www.nuovaorchestrascarlatti.it" target="_blank"><strong>Nuova Orchestra Scarlatti</strong></a>: Musica per le &#8220;<a title="Grande musica a Napoli per le dame di San Gregorio Armeno" href="http://www.charmenapoli.it/news/grande-musica-napoli-le-dame-di-san-gregorio-armeno/" target="_blank"><strong>Dame</strong></a>&#8221; di San Gregorio, un originale programma di musiche vocali e strumentali del ‘700 napoletano ed europeo, in parte inedite, in parte attinte dal prezioso fondo di San Gregorio, che hanno risuonato dopo quasi tre secoli proprio nello splendido luogo per cui furono concepite. Da Pergolesi a Gluck, passando per Mancini, Vinci, Anfossi: momenti di grande suggestione e bellezza seguita dal pubblico stipatissimo con una partecipazione e un silenzio rotti solo da applausi sempre più calorosi. Accanto all’<strong>Ensemble barocco</strong> della Nuova Orchestra Scarlatti, sono stati applauditissimi protagonisti il soprano <strong>Cristina Grifone</strong> e <strong>Tommaso Rossi</strong> al flauto e al traversiere. Questo programma, nato in collaborazione con il Festival di Castello, è stato eseguito in prima nazionale il 30 agosto scorso in occasione della edizione 2014 del Festival: Omaggio all’Armenia.</p>
<p><strong>Nuova Orchestra Scarlatti</strong><br />
tel/fax +39.081.410175<br />
<a href="mailto:info@nuovaorchestrascarlatti.it%20" target="_blank"><strong>info@nuovaorchestrascarlatti.it</strong> </a><br />
<strong><a href="http://www.nuovaorchestrascarlatti.it" target="_blank">www.nuovaorchestrascarlatti.it</a></strong></p>
<p>[charme-gallery]</p>
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		<title>Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 13:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoto sotto, costellato di case in superficie. Così è il Centro storico della città di Napoli, dove a ogni costruzione sulla terra corrisponde una cavità che si spalanca nel sottosuolo. Ebbene sì: Napoli si regge sul vuoto, su un reticolo di vicoli e cave che risalgono all’epoca greco-romana e in parte visitabili, grazie al lavoro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vuoto sotto, costellato di case in superficie. Così è il <strong>Centro storico</strong> della città di Napoli, dove a ogni costruzione sulla terra corrisponde una cavità che si spalanca nel sottosuolo. Ebbene sì: Napoli si regge sul vuoto, su un reticolo di vicoli e cave che risalgono all’epoca greco-romana e in parte visitabili, grazie al lavoro dell’associazione “<a href="http://www.napolisotterranea.org/">Napoli Sotterranea</a>”. Fondamenta dal sapore antico, quelle su cui poggiano chiese e palazzi. Che a loro volta sorreggono autentici pezzi di storia millenaria: un dedalo di lunghe strade e vicoletti che formano Neapolis, il cuore antico della città, ancora oggi ben visibile nell’organizzazione urbana del Centro storico, dai coloni, più di duemila anni fa, perché sicura dalle inondazioni del mare e, allo stesso tempo, ad una comoda distanza dalla linea di costa.</p>
<p>E’ qui, nel ventre di Partenope, a metà strada tra <a title="Sentinelle di pietra a guardia della città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-di-napoli-sentinelle-di-pietra-guardia-della-citta/"><strong>Castel Capuano</strong></a> e <a title="Castel Nuovo, il Maschio di pietra guardiano di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-napoli-castel-nuovo-maschio-angioino-di-pietra-guardiano-di-napoli/"><strong>Castel Nuovo</strong></a>, che sono custoditi molti dei suoi gioielli artistici e architettonici più rari: chiese, guglie, ricchi palazzi, dove hanno avuto luogo alcune delle più note, e sanguinose, leggende napoletane. Meandri tutti ancora da scoprire, come il <strong>tunnel borbonico di Chiaja</strong>, utilizzato negli anni dell’ultima guerra come ricovero dai bombardamenti e riscoperto, di recente, grazie ai cantieri della Metropolitana (le vie di accesso sono due: una si trova in via D. Morelli, direttamente nel parcheggio Morelli, in zona piazza Vittoria; l’altra in vico Del Grottone, n. 4 nei pressi di piazza Plebiscito).</p>
<p>A un tiro di schioppo da <strong>Porta Capuana</strong>, si dirama l’antica <strong>via dei Tribunali</strong>, arteria principale della polis greca, da cui partono, a sud e a nord, i cardi che la congiungono al Decumano inferiore, meglio noto come “<strong>Spaccanapoli</strong>”, e al Decumano superiore, ora via <strong>San Giovanni a Carbonara</strong>. Appena s’imbocca via dei Tribunali, sulla sinistra s’incontra l’<strong>Ospedale della Pace</strong> con l’enorme sala del Lazzaretto, che ancora conserva un altare di marmo del XVIII secolo. Proseguendo, si arriva alla <a title="Perle di pietra che brillano in città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/perle-di-pietra-che-brillano-citta/"><strong>guglia di San Gennaro</strong></a>, un omaggio al patrono per aver protetto la città dall’eruzione del 1631. Di fronte alla guglia, il complesso del <strong>Pio Monte della Misericordia</strong>, istituzione nata nel 1603 a firma di sette giovani aristocratici napoletani allo scopo di realizzare opere caritatevoli. Proseguendo tra profumati banchi di frutta e pizzerie tipiche, si giunge a piazza San Gaetano, dove, a destra, la basilica di <strong>San Paolo Maggiore</strong>, con la splendida sacrestia, protegge l’ingresso a <strong>Napoli Sotteranea</strong>, una città parallela ricca di fascino.[charme-gallery]</p>
<p>I primi scavi nel sottosuolo risalgono alla fine dell’era preistorica, anche se furono i Greci a iniziare, in maniera sistematica, a estrarre materiale da costruzione. Il giallo tufo, che caratterizza il paesaggio napoletano, proviene, per la maggior parte, proprio dalle viscere di Napoli. I Romani altro non ebbero da fare che allargare le cave dei loro predecessori e, scavando in profondità fino a 40 metri &#8211; livello cui si accede con la visita guidata -, riuscirono a raggiungere sorgenti d’acqua dolce e a creare un enorme acquedotto sotterraneo. E’ da qui, da questi oscuri budelli che è tornata alla luce la figura del “monaciello”, personaggio della leggenda amato e temuto dal popolo, che forse altri non era che il pozzaro, ovvero il guardiano delle fogne che costituiscono il reticolo di vie di Napoli Sotterranea.</p>
<p>A sinistra, rispetto alla porta d’ingresso che immette negli antri sommersi di Partenope, a pochi passi dalle mura dell’<a title="Da largo Regina Coeli a via Santi Apostoli rivive la Napoli di Nerone" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-chiese-archeologia-da-largo-regina-coeli-santi-apostoli-rivive-la-napoli-di-nerone/"><strong>antico teatro di via Anticaglia</strong></a> che si vuole sia stato frequentato anche da Nerone, sorge il complesso monumentale di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>, con la sua chiesa gotica, il chiostro, la biblioteca e, proprio sotto il complesso religioso che ospitò Petrarca e Boccaccio, ai tempi del loro soggiorno partenopeo, gli scavi archeologici. Un&#8217;altra &#8220;parte&#8221; nascosta di Napoli la cui visita consente di riconoscere perfettamente il <em>macellum,</em> l’<strong>antico mercato romano</strong> di cui restano intatte le botteghe e parte dell&#8217;<strong>agorà</strong>, cioè il vecchio foro della Neapolis greco-romana (risalente al IV sec. a.C.). Da piazza San Gaetano parte anche <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/il-vero-presepe-abita-soltanto-qui/"><strong>via San Gregorio Armeno</strong></a>, la coloratissima strada dei pastori.</p>
<p>Una successione di antichi palazzi con alti porticati, che nascondono botteghe artigiane e piccoli empori, porta quindi alla chiesa di <strong>Santa Maria delle Anime del Purgatorio</strong>, nota per il culto delle “capuzzelle”, le teste dei morti che vengono amorevolmente accudite dalle persone del popolo in cambio di una grazia, magari una vincita al lotto.[charme-gallery]</p>
<p>A pochi passi dai resti delle mura greche di piazza Bellini sorge la chiesa di <strong>San Pietro a Majella</strong>, struttura gotica in tufo giallo che precede il Regio Conservatorio, dalle cui finestre emanano continuamente note di brani e arie antiche e nuove e le cui sale hanno ospitato i più famosi compositori napoletani.</p>
<p>Come è ovvio, i dintorni del Conservatorio sono costellati di negozi di strumenti musicali che espongono pianoforti, chitarre, batterie, strumenti a fiato e ad arco. E’ il caso di via San Sebastiano che conduce dritto dritto alla chiesa di <a title="Da Santa Chiara a piazza Calenda, viaggio tra i tesori di Spaccanapoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-da-santa-chiara-piazza-calenda-viaggio-tra-tesori-di-spaccanapoli/"><strong>Santa Chiara</strong></a>, la splendida chiesa gotica dal tetto verde riconoscibile da ogni dove e il chiostro maiolicato, che conserva antiche “riggiole” napoletane.</p>
<p><strong>Piazza del Gesù</strong>, come sempre, lascia attoniti per la facciata di bugnato della chiesa del Gesù Nuovo, il cui esterno così austero fa da contrapposizione ad una splendida chiesa barocca.</p>
<p>Proseguendo per via Monteoliveto, tra palazzo Gravina di epoca rinascimentale e il palazzo delle Poste, esempio di architettura fascista, si giunge a via Medina, un tempo largo delle Corregge, area a ridosso del Maschio Angioino, dove un tempo avevano luogo tornei e giostre e che venne scelto da Carlo I d’Angiò come sede della sua nuova e imponente dimora: il Maschio Angioino, ovvero Castel Nuovo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-sotterranea-il-tesoro-di-partenope-poggia-su-millenni-di-storia/">Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>Da Cuma a San Gregorio Armeno, visita ai tesori della Terra Felix</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 13:49:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;hanno in comune il presepe napoletano, l&#8217;Acropoli di Cuma e il cimitero delle Fontanelle? Ma è semplice: il marchio unico della terra di Partenope mescolato con il culto del sacro. Se poi ci aggiungiamo la suggestione di una visita guidata, ecco allora materializzarsi tre itinerari dal fascino inimitabile. E&#8217; quanto ha messo in cantiere l&#8217;associazione culturale Mani e Vulcani nella giornata di domenica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cos&#8217;hanno in comune il <a title="La Napoli del ’700 rivive nell’antica tradizione del Presepe che ogni anno si rinnova" href="http://www.charmenapoli.it/storia/napoli-storia-presepe/" target="_blank"><strong>presepe napoletano</strong></a>, l&#8217;<a title="Scavi di Cuma, spunta una cucina di 3mila anni fa" href="http://www.charmenapoli.it/news/dal-sottosuolo-di-cuma-spunta-una-cucina-di-3mila-anni-fa/" target="_blank"><strong>Acropoli di Cuma</strong> </a>e il <a title="Cimitero delle Fontanelle, così Napoli onora le sue storiche “anime pezzentelle”" href="http://www.charmenapoli.it/news/no-halloween-cimitero-delle-fontanelle-viaggio-nella-valle-dei-morti-di-napoli/" target="_blank"><strong>cimitero delle Fontanelle</strong></a>? Ma è semplice: il marchio unico della <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>terra di Partenope</strong> </a>mescolato con il culto del sacro. Se poi ci aggiungiamo la suggestione di una visita guidata, ecco allora materializzarsi tre itinerari dal fascino inimitabile. E&#8217; quanto ha messo in cantiere l&#8217;associazione culturale <a href="http://www.manievulcani.it/" target="_blank"><strong>Mani e Vulcani</strong> </a>nella giornata di domenica 19 ottobre, con tre &#8220;percorsi&#8221; paralleli che si snoderanno a partire dalle ore 10.30 lungo tre direttrici di marcia diverse.</p>
<p>Il primo è quello che accompagnerà visitatori e appassionati alla scoperta dei misteri del presepe napoletano, attraverso un percorso di visita all’area di <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>. Un itinerario rigorosamente &#8220;made in Partenope&#8221; alla scoperta dei più antichi ed arcani misteri che si celano nella rappresentazione della Natività a Napoli. Infatti, il presepe napoletano affonda le sue radici in un antico passato a cavallo tra paganesimo e Cristianesimo. L&#8217;appuntamento è per le ore 10.30, all&#8217;esterno <a title="Le leggende sulla cattedrale sorta sul tempio di Apollo" href="http://www.charmenapoli.it/arte/duomo-napoli-storia-leggende/" target="_blank"><strong>Duomo di Napoli</strong></a>. La quota di partecipazione ammonta a 8 euro. La prenotazione è obbligatoria.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Il secondo &#8220;tour&#8221; è in programma alla stessa ora ed è quello che si snoda ad ovest del capoluogo campano. Nell&#8217;antico insediamento greco di Cuma, per la precisione, dove un vasto territorio costituisce un concentrato unico al mondo di storia, cultura, arte, natura e fenomeni geofisici, che da sempre hanno attirato l&#8217;attenzione di letterati, studiosi e scienziati. Cuma è la prima delle colonie di popolamento edificate dai greci in Occidente. La cittadina fu fondata ai danni delle locali popolazioni osco-sabelliche nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da Euboici-Calcidesi precedentemente stanziatisi nell’emporion di Pithekoussai (poi Aenaria nell’isola di <a title="Ischia, meraviglioso sguardo intorno all’Isola Verde" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/visitare-ischia-isola-verde/" target="_blank"><strong>Ischia</strong></a>). L&#8217;appuntamento per visitare l&#8217;<strong><a href="http://cir.campania.beniculturali.it/archeocuma/percorso/nel-sito-archeologico/atsito.2008-09-10.4285498436" target="_blank">Acropoli di Cuma</a>, tra oracoli e sibille</strong> è all&#8217;€esterno della biglietteria. Anche in questo caso la quota di partecipazione ammonta a 8.00 euro (con l&#8217;aggiunta, però, del biglietto d&#8217;ingresso) e la prenotazione è obbligatoria.</p>
<p>Infine il terzo, straordinario itinerario in programma sempre nella giornata di domenica 19 ottobre alle ore 10.30: quello al <strong>Cimitero delle Fontanelle,</strong> il grande archivio umano di Napoli. Attraverso un attento percorso di visita, grazie alle guide di &#8220;Mani e Vulcani&#8221; si potrà conoscere lo strettissimo rapporto che da sempre lega il popolo napoletano con la morte. L&#8217;appuntamento, per quanti vorranno visitare l&#8217;Ossario delle Fontanelle, è all&#8217;esterno del Cimitero del rione Sanità, in Via Fontanelle, 80. La quota di partecipazione è di 5,00 euro. La prenotazione, anche in questo caso, è obbligatoria.</p>
<p><strong>Domenica 19 ottobre ore 10.30  </strong><br />
Percorsi di visita guidata a cura di <strong>Mani e Vulcani</strong><br />
I Misteri del presepe napoletano…percorso di visita all’area di San Gregorio Armeno.<br />
L&#8217;Acropoli di Cuma&#8230;tra oracoli e sibille<br />
L’Ossoteca delle Fontanelle: il grande archivio umano di Napoli.<br />
Info e prenotazione obbligatoria: +39.081.5643978 &#8211; 340.423098<br />
WhatsApp 331.5012768</p>
<p>[charme-gallery]</p>
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		<title>Venerdì 17: non è vero, ma ci credo. E ti regalo un portabene</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/cultura/malocchio-venerdi-17-e-vero-ma-ci-credo-ti-regalo-portabene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 11:09:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 17</strong> luglio. Peggio che andar di notte, direbbero i benpensanti! Un cocktail micidiale per appassionati di cabala e superstiziosi. Il giorno, per antonomasia, in cui “<em>non si viene e non si parte</em>” associato al più disgraziato e derelitto dei numeri. Venerdì 17, appunto. Ma niente paura. A Napoli, dove tutto si trasforma in liturgia pur di allontanare la “scalogna”, esiste da tempo l’antidoto giusto per affrontare e sconfiggere la jella: il classico “curniciello”, emblema stessa della tradizione “made in Partenope” dei portabene. Che sia sulle bancarelle dei <a title="La Napoli del ’700 rivive nell’antica tradizione del Presepe che ogni anno si rinnova" href="http://www.charmenapoli.it/storia/napoli-storia-presepe/" target="_blank"><strong>pastori</strong></a>, in <strong>via <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank">San Gregorio Armeno</a></strong>, o nelle più eleganti vetrine della <a title="Lo “struscio” a Napoli, tra chiese, vetrine chic e palazzi signorili" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/struscio-napoli-chiese-vetrine-palazzi-signorili/" target="_blank"><strong>Napoli del lusso</strong></a>, che sia sotto forma di ciondolo, orecchini o pendenti, il corno svetta da secoli in riva al Golfo con la sua inconfondibile silouette, il colore acceso della porpora e la coroncina color oro che ne addobba la sommità. Rosso, come il colore della vittoria in battaglia. Fatto a mano perché solo dal contatto umano scaturiscono quei poteri benefici che gli vengono attribuiti. Secondo la tradizione, il più famoso dei <strong>talismani</strong> avrebbe origini antichissime. Sembra, infatti, che addirittura già i greci lo utilizzassero come simbolo di fertilità e potenza, ritenendolo in grado di allontanare gli influssi del maligno. Autentico simbolo dell’<strong>artigianato partenopeo</strong>, da sempre sinonimo di fortuna, per funzionare e scacciare il malocchio il “piccolo corno” deve essere solo e soltanto oggetto di regalo. E ancora, sempre a voler dar retta alla tradizione, per diventare efficace, deve essere rigido, cavo all’interno, a forma sinusoidale e a punta. Preferibilmente fatto di corallo, anche se non mancano quelli interamente d’argento, perché nella mentalità popolare, il <a title="L’oro rosso che sboccia dal mare" href="http://www.charmenapoli.it/style/corallo-lavorazione-loro-rosso-che-sboccia-dal-mare/" target="_blank"><strong>corallo</strong></a> è ritenuto una pietra preziosa che ha il potere di scongiurare il malaugurio e proteggere le donne incinte. Ed è con questo materiale, pescato sui fondali del Mediterraneo, che le botteghe dei maestri corallai del <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>Vesuviano</strong> </a>hanno saputo forgiare, nel corso dei secoli, altri piccoli ciondoli a forma di Ippocampo e rametti rossi lucidati. Portati al collo, a mo’ di pendenti, magari, perché no, associati proprio al corno, oltre a impreziosire chi ne fa sfoggio, possono servire a strizzare l’occhio alla fortuna. E non è finita qui. Sì, perché la liturgia tutta napoletana contro la sfortuna ha dato vita, in riva a Golfo, a tanti altri manufatti dalle forme particolari. Oggetti unici, spesso custoditi in gran segreto e “grattati” al momento giusto per tenere lontani i guai. Capolavori del genio artistico che hanno fatto la fortuna di intere generazioni di orafi e artigiani. Come il <strong>gobbo</strong>. Spesso è un tutt’uno con il corno, di cui va a costituire la parte superiore: quella col bordino laccato in oro. Si tratta di una “credenza” vesuviana che ritiene la particolare conformazione della schiena di alcune persone  portatrice di fortuna. La <strong>gobba</strong> dello “<strong>scartellato</strong>” va toccata. Perché lo scartellato, cui viene riconosciuto anche un posto nella cabala (il numero 57), è indice di buon augurio, ricchezza e prosperità. Ed è visto come l’antagonista per antonomasia dello “<strong><a href="http://www.portanapoli.com/Ita/Teatro/iettatore.html">iettatore</a></strong>”<em>.</em> E allora cosa c’è di meglio di un bell’amuleto che ne riproduca la sagoma? Dal corallo passiamo al ferro. Cambia il materiale, non cambia il fine. Il<strong> ferro di cavallo</strong>, infatti, è tra i <strong>portabene</strong> più antichi e famosi utilizzati a Napoli. Tante le ipotesi sulla nascita di questo particolare talismano che spesso trova particolari varianti nell’utilizzo della terracotta dipinta o dell’argento al posto del rude metallo. Sembra che la sua origine sia legata addirittura alle marce faticose dei legionari. Rubare o ritrovare ferri perduti dai destrieri degli ufficiali, in quegli anni, era una sorta di gioco tra i soldati romani: chi ne trovava di più vinceva. Duemila anni dopo stringere tra le mani un ferro di cavallo, oppure portarne uno, in miniatura, al collo, è diventato un rimedio efficace per ingraziarsi la dea bendata. Identico discorso vale per le forbici, un altro dei portafortuna domestici tipicamente partenopei. E di cui pure esistono manufatti in argento frutto dell’artigianato partenopeo. Secondo la tradizione, “tagliano” i guai solo se le forbici vengono tenute appese al muro, oppure portate al polso o al collo come un ciondolo. Altro portabene tipico partenopeo è lo “<strong>Sciò Sciò</strong>”, statuetta presepiale in terracotta a metà strada tra il gobbo e il “<a title="Fantasmi d’amore nei vicoli di Partenope" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/munaciello-fantasmi-damore-nei-vicoli-di-partenope/" target="_blank"><strong>munaciello</strong></a>”, che raffigura lo spirito del “vecchio bambino”. E poi c’è la cornucopia, detta anche corno dell’abbondanza, simbolo mitologico di cibo e ricchezza. Ha le forme di un corno stracolmo di fiori e frutta. Lavorata in argento, spesso la cornucopia finisce come addobbo su tavole e scrivanie, ma non mancano esempi di piccole cornucopie trasformate in gioielli prêt-à-porter per braccialetti e girocollo. Così come nel caso del “munaciello”, probabilmente il più famoso degli spiriti partenopei. Tanto amato, e al tempo stesso temuto, nei vicoli del <strong>Centro Storico</strong> dove si favoleggia di apparizioni improvvise di questi “piccoli folletti dispettosi”, ora dispensatori di ricchezza, ora di miserie. Riprodotto in forma di amuleto d’argento, impresso in ciondoli o medaglioni, il “munaciello” va tenuto a stretto contatto con la pelle. E sfregato con cura quando le cose non vanno come si deve. Tra i portabene più in voga a Napoli, nel corso degli ultimi anni hanno attecchito anche oggetti decisamente particolari, ma inizialmente estranei alla cultura partenopea. Si tratta di importazioni da altri paesi come il fallo taurino, sorta di pinnacolo d’argento attorcigliato che nelle forme richiama un po’ il cornicello, ma anche l’organo genitale del toro. Questo particolare amuleto è ritenuto lo “scudo ideale” contro ogni malefico influsso. E ancora: gufi, quadrifogli, tartarughine e coccinelle, molti dei quali di origine nord europea e orientale. Altri portafortuna cari alla tradizione sono gli elefantini: plasmati in vetro, ceramica, argento e un tempo anche in avorio, i possenti mammiferi vengono riprodotti come addobbi per credenze, scrivanie e tavoli. Modellati con la proboscide rivolta verso l’alto, vanno messi contro la finestra. Solo così, infatti, possono tenere lontani gli influssi cattivi. E per concludere, il caratteristico piccolo water in ceramica, portabene per eccellenza. Costruito con il coperchio sollevato, sfrutta la credenza secondo cui le feci portano fortuna. La tazza è una sorta di una calamita per la buona sorte. Ma anche un richiamo all’eguaglianza sociale delle classi. E, così come da sempre, con tutti questi amuleti Napoli e i napoletani, tradizionalmente scaramantici, tentano di scacciare il malocchio e accaparrarsi un po’ di fortuna. E anche se non è vero, c’è chi ci crede.</p>
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		<title>Grande musica a Napoli per le dame di San Gregorio Armeno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 12:54:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Nuova Orchestra Scarlatti apre il suo Autunno musicale, sabato 18 ottobre, alle ore 18.30, con un appuntamento di grande suggestione: versioni inedite di grandi pagine sacre e profane del ‘700 napoletano ed europeo risuoneranno, infatti, dopo quasi tre secoli nel luogo per cui furono concepite, la splendida Chiesa di San Gregorio Armeno, nel cuore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.nuovaorchestrascarlatti.it/" target="_blank"><strong>Nuova Orchestra Scarlatti</strong></a> apre il suo Autunno musicale, sabato 18 ottobre, alle ore 18.30, con un appuntamento di grande suggestione: versioni inedite di grandi pagine sacre e profane del ‘700 napoletano ed europeo risuoneranno, infatti, dopo quasi tre secoli nel <a href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>luogo</strong></a> per cui furono concepite, la splendida Chiesa di <a title="Un mondo incantato in mezzo alla storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/un-mondo-incantato-mezzo-alla-storia/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>, nel cuore del <a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/" target="_blank"><strong>Centro Storico</strong></a> di Napoli. Si tratta di trascrizioni, in gran parte autografe, realizzate per la ricreazione delle cosiddette &#8220;dame benedettine&#8221;, ovvero delle religiose e delle ricche educande dell’aristocrazia napoletana frequentatrici del convento.<br />
Questo concerto straordinario, anteprima dell’Autunno musicale della Nuova Orchestra Scarlatti, è, anche in considerazione del luogo, a ingresso libero fino a esaurimento posti.<br />
Vi partecipano, con l’<strong>Ensemble barocco</strong> della Nuova Orchestra Scarlatti, due artisti napoletani specialisti di musica barocca: il soprano <strong>Cristina Grifone</strong> e il flautista <strong>Tommaso Rossi</strong> (flauto dolce e traversiere).<br />
Accanto a brani strumentali di Francesco Mancini e Aniello Sant’Angelo, si spazierà dal Pergolesi religioso del Laetatus sum a un’inedita rielaborazione del celeberrimo Che farò senza Euridice di Gluck, da un’aria dell’Artaserse di Leonardo Vinci, piena di tutta l’energia e di tutto il movimento che ispirava questo padre geniale dell’opera partenopea, alla Nitteti di Pasquale Anfossi, compositore foggiano dalla vena di intenso lirismo, acclamato in Europa, ammirato e imitato da Mozart.<br />
Questo programma è stato eseguito il 30 agosto scorso nell’ambito del Festival delle Nazioni di Città di Castello Omaggio all’Armenia.<br />
L’Autunno musicale della Nuova Scarlatti proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti tra novembre e dicembre. Quest’anno, accanto al <a href="http://www.museodiocesanonapoli.com/" target="_blank"><strong>Museo Diocesano</strong></a> (primo appuntamento: 8 novembre), la rassegna si svolgerà anche in altre prestigiose sedi cittadine.</p>
<p><strong>Musica per le &#8220;Dame&#8221; di San Gregorio</strong><br />
Nuova Orchestra Scarlatti<br />
sabato 18 ottobre 2014 – ore 18.30<br />
Napoli, Chiesa di San Gregorio Armeno<br />
Ingresso libero fino a esaurimento posti<br />
Pagine vocali e strumentali di G. B. Pergolesi, F. Mancini, Ch. W. Gluck, P. Anfossi, A. Sant’Angelo, L. Vinci.</p>
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		<title>Napoli &#8220;Canta, suona e cammina&#8221;: lezioni di musica per 350 ragazzi</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-canta-suona-cammina-350-ragazzi-lezione-di-musica/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 11:04:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama “<strong>Canta, suona e cammina</strong>”, un titolo ispirato alla lettera pastorale del Cardinale <strong>Crescenzio Sepe</strong> ed a una frase di <strong>Sant’Agostino</strong>, la parte formativa del progetto “<strong>Musiche nei Luoghi Sacri</strong>”, un’iniziativa che nasce dall’intesa tra la<a href="http://www.chiesadinapoli.it/" target="_blank"> <strong>Diocesi di Napoli</strong></a> e la <a href="http://www.regione.campania.it/" target="_blank"><strong>Regione Campania</strong></a>, con una doppia finalità: promuovere la musica tra i giovani e, attraverso l&#8217;arte delle sette note, creare un’occasione di crescita culturale e sociale.</p>
<p>Trecentocinquanta, in tutto, i ragazzi (tra gli otto e i quindici anni) selezionati per prendere parte all&#8217;iniziativa, attraverso le parrocchie e le associazioni dei quartieri popolari di <strong>Napoli</strong> e dei Comuni di <strong>Afragola</strong>, <a title="L’Impero emerge all’ombra del Vesuvio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-campania-limpero-emerge-allombra-del-vesuvio/" target="_blank"><strong>Ercolano</strong></a> e <strong>Torre del Greco</strong>, realtà in cui il disagio giovanile appare in crescita e il contesto mostra elementi di rischio. Per loro ci sono dodici mesi di studio e formazione &#8211; ma anche di divertimento &#8211; che avranno il proprio apice in un evento conclusivo programmata a <a title="Colonne che abbracciano il Regno di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiesa-san-francesco-di-paola-napoli/" target="_blank"><strong>piazza del Plebiscito</strong></a> nella primavera del 2015, dopo che le giovani bande avranno sfilato dalla <a title="Le leggende sulla cattedrale sorta sul tempio di Apollo" href="http://www.charmenapoli.it/arte/duomo-napoli-storia-leggende/" target="_blank"><strong>Cattedrale di Napoli</strong></a>, lungo il <a title="Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-sotterranea-il-tesoro-di-partenope-poggia-su-millenni-di-storia/" target="_blank"><strong>Centro Storico</strong></a>, fino a ricongiungersi, per esibirsi, con gli artisti del <a title="Teatro San Carlo, il bel tempio della musica" href="http://www.charmenapoli.it/arte/teatro-san-carlo-il-bel-tempio-della-musica/" target="_blank"><strong>Teatro di San Carlo</strong></a> e con altri importanti ospiti.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>La Fondazione &#8220;<strong>Fare chiesa e città</strong>&#8221; &#8211; costituita dal Cardinale &#8211; ha la responsabilità dell&#8217;aspetto scientifico/pedagogico del progetto, mentre la società <a href="http://www.scabec.it/" target="_blank"><strong>Scabec spa</strong></a> è stata individuata dall&#8217;ente di via Santa Lucia per metterlo in pratica curandone l’attuazione, il coordinamento organizzativo e la promozione.</p>
<p>I ragazzi selezionati compongono, complessivamente, sei bande. Si tratta, nello specifico, di:</p>
<p>&#8211; <a href="http://www.centroester.it/" target="_blank"><strong>Associazione Centro Ester</strong></a> di Barra.</p>
<p>&#8211; <a href="http://www.ilsalicegioioso.altervista.org/" target="_blank"><strong>Parrocchia di San Michele Arcangelo</strong></a>: Afragola (rione Salicelle).</p>
<p>&#8211; <strong><a href="http://www.parrocchiasmdp.it/" target="_blank">Parrocchia di Santa Maria del Popolo</a></strong>: Torre del Greco-Ercolano.</p>
<p>&#8211; <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17403?535f6e11155e3" target="_blank"><strong>Parrocchia di Santa Caterina a Formiello</strong></a>: Primo Decanato di Napoli.</p>
<p>&#8211; <strong>Parrocchia di Maria Santissima del Buon Rimedio</strong>: Scampia (Napoli).</p>
<p>&#8211; <strong>Parrocchia di Santa Maria della Misericordia</strong>: <a title="La riserva di caccia con grandi tesori" href="http://www.charmenapoli.it/arte/napoli-reggia-museo-capodimonte-riserva-di-caccia-con-grandi-tesori/" target="_blank"><strong>Capodimonte</strong> </a>(Napoli).</p>
<p>A loro si affiancherà anche l’Orchestra giovanile <strong>Sanitansamble</strong> della <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10813" target="_blank"><strong>Parrocchia di Santa Maria alla Sanità</strong> </a>(Napoli), creata dall’associazione <a href="http://www.altranapoli.it/" target="_blank"><strong>L’Altra Napoli</strong></a>, e già attiva, con successo, da alcuni anni sulle scene musicali del Belpaese.</p>
<p>Ogni formazione avrà un suo colore. I ragazzi sono stati selezionati secondo una predisposizione alla musica e una attitudine agli strumenti da banda. Ognuno di loro, attraverso i maestri e i parroci che li seguono, ha ricevuto gli strumenti musicali e ha, da pochi giorni, iniziato il percorso di apprendimento, finalizzato all’esibizione finale di piazza del Plebiscito.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>“Canta, suona e cammina” è anche un progetto di conoscenza e di valorizzazione della musica colta e popolare e della tradizione napoletana, attraverso i luoghi simbolo di questa  vera e propria &#8220;eccellenza&#8221;. Il primo appuntamento sarà infatti il 4 maggio al <a href="http://www.teatrosancarlo.it/" target="_blank"><strong>Teatro di San Carlo</strong></a> con il concerto per tromba e violino degli artisti <strong>Fabrizio Fabrizi</strong> e <strong>Fabrizio Von Arx</strong>.  Per la prima volta i ragazzi delle Bande con le loro famiglie potranno assistere ad un concerto in uno dei teatri più belli del mondo, dopo averlo visitato accompagnati dalla soprintendente <strong>Purchia</strong>.  Un “incontro” che emozionerà tutti e che segnerà l’inizio di questa straordinaria avventura nel solco del pentagramma.</p>
<p>Ma ci sarà anche una sezione del progetto aperta al pubblico, con una valenza di offerta culturale: si tratta di un ciclo di sei concerti di musica classica che si terranno nelle <a title="Gran tour di fede nel giorno dei Sepolcri" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/sette-chiese-napoli-gran-tour-di-fede-nel-giorno-dei-sepolcri/" target="_blank"><strong>Chiese monumentali</strong></a> di Napoli a partire dal mese di ottobre e che saranno un momento duplice di promozione, sia di questi bellissimi luoghi (ci saranno, infatti, le visite guidate prima del concerto, anche attraverso lo strumento <a href="http://www.campaniartecard.it/" target="_blank"><strong>Campania&gt;Artecard</strong> </a>che Scabec metterà a disposizione)  sia degli autori classici e dei loro interpreti (importanti realtà musicali non solo partenopee).</p>
<p>In sintonia con la cura scientifica della “Fondazione Fare Chiesa e Città”, la selezione delle orchestre che si esibiranno nelle <a title="Napoli e le sue chiese nel “gran tour” di Pasqua" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/" target="_blank"><strong>chiese monumentali di Napoli</strong></a> avverrà con una manifestazione di interesse che Scabec aprirà a giugno.</p>
<p>Le chiese del capoluogo campano scelte per ospitare i concerti, sono tutte antichissime e famose per la loro storia e per i capolavori che vi sono ospitati. E&#8217; il caso, ad esempio, di <strong>San Gennaro Extramoenia</strong>, piccola basilica edificata nel cuore del rione Sanità, all&#8217;interno dell&#8217;ospedale di <strong>San Gennaro dei Poveri</strong>, a pochi passi dalle <a title="Sulle orme di Totò. Viaggio nel Rione Sanità" href="http://www.charmenapoli.it/news/sulle-orme-di-toto-viaggio-nel-rione-sanita/" target="_blank"><strong>Catacombe di San Gennaro</strong></a>, il cimitero sotterraneo in cui furono inizialmente traslate le spoglie del <strong><a title="Storia e fede del tempio con le spoglie di San Gennaro" href="http://www.charmenapoli.it/arte/duomo-napoli-storia-fede-del-tempio-con-le-spoglie-di-san-gennaro/" target="_blank">Santo Patrono di Partenope</a></strong>. O la trecentesca basilica di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>, frequentata anche dal Boccaccio che la definì &#8220;grazioso e bel tempio&#8221; (fu qui che, secondo la tradizione, l&#8217;autore del Decamerone conobbe la sua <strong>Fiammetta</strong>). E che dire della quattrocentesca<strong> Sant&#8217;Anna dei Lombardi</strong> (detta anche <b>Santa Maria di Monteoliveto</b>) e della sua preziosa <strong>sagrestia</strong> affrescata dal <strong>Vasari</strong>? Tra le &#8220;prescelte&#8221; non potevano manca la piccola chiesa di <strong>San Gregorio Armeno</strong>, costruita nel cuore della &#8220;via dei presepi&#8221;, sulle rovine di un tempio pagano, alla fine del X secolo (è questo il luogo in cui riposano le spoglie di <strong>Santa Patrizia</strong>), e la basilica del <strong>Carmine Maggiore</strong>, in cui si venera, da secoli, l&#8217;effigie della<strong> Madonna Bruna</strong>. Con il suo caratteristico campanile e il crocifisso miracoloso, la chiesa che costeggia <strong>piazza Mercato</strong>, è anche nota  per aver ospitato, un tempo, il sepolcro di <strong>Masaniello</strong>, l&#8217;eroico &#8220;re degli scalzi&#8221;.</p>
<p>Queste, comunque, le chiese che ospiteranno i concerti di ottobre:</p>
<div>
<p><a title="Tre versioni sulla morte di San Gennaro" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/patrono-napoli-tre-versioni-sulla-morte-di-san-gennaro/" target="_blank"><strong>San Gennaro Extramoenia</strong></a></p>
</div>
<div>
<p><a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>San Lorenzo</strong></a></p>
</div>
<p><a title="Gran tour di fede nel giorno dei Sepolcri" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/sette-chiese-napoli-gran-tour-di-fede-nel-giorno-dei-sepolcri/" target="_blank"><strong>Sant’Anna dei Lombardi</strong></a></p>
<p><a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a></p>
<p><strong>Donnaregina Nuova</strong></p>
<p><a title="Quando il campanile del Carmine va a fuoco" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/lo-spettacolo-incendio-campanile-del-carmine-piazza-mercato-visitare-napoli/" target="_blank"><strong>Carmine Maggiore</strong></a></p>
<p>Infine in autunno, una settimana dopo la <a title="Oggi San Gennaro tra i vicoli di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-aspetta-il-miracolo-di-san-gennaro/" target="_blank"><strong>festa di San Gennaro</strong></a>, l’Orchestra del Teatro di San Carlo si esibirà nella Cattedrale di Napoli, per un grande concerto dedicato ai giovani e alla loro passione per la musica.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
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		<title>Napoli e le sue chiese nel &#8220;gran tour&#8221; di Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 12:42:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel &#8220;grand tour&#8221; della fede made in Naples, in fatto di “luminosità” e sfarzo, chi non ha rivali è la chiesa del Gesù Nuovo, autentico testimonial dell’arte barocca nella città del Golfo e nuova fermata proposta da Charme per la sacra &#8220;promenade&#8221; di fede da fare nei giorni delle festività pasquali. Fatta edificare dai Gesuiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel &#8220;<a title="Gran tour di fede nel giorno dei Sepolcri" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/sette-chiese-napoli-gran-tour-di-fede-nel-giorno-dei-sepolcri/" target="_blank"><strong>grand tour</strong></a>&#8221; della fede made in Naples, in fatto di “luminosità” e sfarzo, chi non ha rivali è la <b>chiesa del </b><a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>Gesù Nuovo</strong></a>, autentico testimonial dell’<strong>arte barocca</strong> nella città del Golfo e nuova fermata proposta da Charme per la sacra &#8220;promenade&#8221; di fede da fare nei giorni delle festività pasquali.</p>
<p>Fatta edificare dai Gesuiti tra il 1584 e il 1601 sulle fondamenta del palazzo nobiliare dei Sanseverino, del quale conserva ancora la caratteristica facciata a punta di diamante realizzata nel 1470 da Novello da San Lucano, la chiesa si denota per il ricchissimo apparato di marmi policromi e per le sgargianti decorazioni che ne addobbano pavimenti volte e superfici murarie. Sono straordinari anche i numerosi affreschi, i dipinti e le sculture opera, tra gli altri, di maestri del calibro di <strong>Francesco Solimena</strong>, <strong>Paolo De Matteis</strong>, <strong>Belisario Corenzio</strong>, <strong>Massimo Stanzione</strong>, <strong>Giuseppe Ribera</strong>, <strong>Matteo Bottiglier</strong>i e <strong>Francesco Pagano</strong>. Il Gesù Nuovo, così chiamato per distinguerlo dalla “vecchia” chiesa del Gesù, custodisce al suo interno il corpo di <a href="http://www.moscati.it/" target="_blank"><strong>San Giuseppe Moscati</strong></a> e le stanze private all’interno delle quali il famoso medico originario di <a title="Non solo greci e romani, la Campania degli altri popoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/etruschi-sanniti-lucani-oscii-campania-coloni/" target="_blank"><strong>Benevento</strong> </a>soggiornava e riceveva i suoi pazienti.</p>
<p>Dal Gesù Nuovo a un’altra delle mete più gettonate dai fedeli nei giorni delle festività pasquali il passo è breve, per non dire brevissimo. La prossima tappa del nostro “tour” pasquale, infatti, ci porta a pochi isolati di distanza dalla basilica dei gesuiti, nel cuore stesso dei <a title="Da Santa Chiara a piazza Calenda, viaggio tra i tesori di Spaccanapoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-da-santa-chiara-piazza-calenda-viaggio-tra-tesori-di-spaccanapoli/" target="_blank"><strong>Decumani</strong></a>, fulcro della Neapolis greco-romana. Fari puntati, dunque, sulla <a title="Dopo più di un secolo riapre il campanile di Santa Chiara" href="http://www.charmenapoli.it/news/dopo-piu-di-secolo-riapre-il-campanile-di-santa-chiara/" target="_blank"><strong>chiesa di Santa Chiara</strong></a>, complesso religioso edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d’Angiò e della regina <strong>Sancha d’Aragona</strong>, proprio nei pressi dell’allora cinta muraria occidentale di Partenope, oggi piazza del Gesù Nuovo, a pochi passi da <a title="Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-sotterranea-il-tesoro-di-partenope-poggia-su-millenni-di-storia/" target="_blank"><strong>via Spaccanapoli</strong></a>, stradina che ne lambisce l’area del campanile e il porticato d’ingresso.</p>
<p>La cittadella dei frati francescani fu innalzata sulle rovine di un complesso termale romano del I secolo d.C., i cui reperti sono in parte ancora visibili sotto le fondamenta del “monastero” ed in una delle sale del <a href="http://www.monasterodisantachiara.com/" target="_blank"><strong>Museo dell’Opera di Santa Chiara</strong></a>, insieme con i resti degli arredi scultorei e agli oggetti di uso comune e arte sacra recuperati dalla chiesa di età angioina (XIV secolo).</p>
<p>La chiesa, con i suoi interni sobri e imponenti, è anche l’ultima dimora di re <strong>Roberto d’Angiò</strong>, la cui tomba a baldacchino troneggia alle spalle dell’altare maggiore, nonché il luogo dell’eterno riposo degli ultimi sovrani del Regno delle Due Sicilie, tutti tumulati nella <strong>cappella dei Borbone</strong>. Inoltre, proprio all’ingresso, Santa Chiara ospita anche le spoglie di <strong>Salvo d’Acquisto</strong>, il carabiniere eroe sacrificatosi, durante la Seconda Guerra Mondiale, per salvare un gruppo di civili innocenti dalla rappresaglia dei tedeschi. Il “monastero” è anche famoso in tutto il mondo per il grandioso chiostro maiolicato delle Clarisse realizzato nel 1742 da <strong>Domenico Antonio Vaccaro</strong> che ne rivestì la struttura e i 72 pilastri ottagonali con stupende mattonelle policrome fatte realizzare dai maestri “riggiolari” napoletani <strong>Donato </strong>e<strong> Giuseppe Massa</strong>.</p>
<p>Uscendo dalla cittadella francescana e ripercorrendo il tracciato dei Decumani fino a raggiungere la non distante <strong>piazza San Domenico</strong>, i fedeli possono costeggiare un altro dei templi della fede cristiana “made in Partenope”: la <b>chiesa di </b><strong>San Domenico Maggiore</strong>.</p>
<p>Fatta costruire tra il 1283 e il 1324 da re<strong> Carlo II d’Angiò</strong> sui resti di una vecchia chiesa del X secolo e profondamente danneggiata, nel corso del XV secolo da una serie di terremoti, la struttura, rielaborata in forme barocche nel corso del 700, è famosa per la sua caratteristica Sagrestia a forma rettangolare, con pavimenti in marmo, suggestivi arredi lignei intagliati e una volta ornata da stucchi, fregi e un affresco del Solimena. Nonché il luogo in cui sono custodite 45 casse sepolcrali di personaggi della nobiltà del Regno di Napoli e in particolar modo della casta aragonese. L’interno della struttura è ricco di dipinti tra cui spiccano tele di<strong> Tommaso De Vivo</strong>, <strong>Pietro Cavallini</strong>, <strong>Solimena</strong> e sculture tra cui il meraviglioso altare maggiore realizzato da Cosimo Fanzago. Fu qui, a quanto pare, che il poeta <strong>Boccaccio</strong>, durante il suo soggiorno napoletano, studiò i rudimenti del diritto. Ma fu in un’altra chiesa, non molto distante dal complesso domenicano, raggiungibile imboccando la parte alta di via <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/napoli-san-gregorio-armenoil-vero-presepe-abita-soltanto-qui/" target="_blank"><strong>San Gregorio Armeno</strong></a>, che l’autore del Decamerone incontrò Fiammetta, l’amore della sua vita. Si tratta di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>, chiesa “gemella” di San Domenico perché fatta innalzare praticamente nello stesso periodo, per volere di re Carlo d’Angiò.</p>
<p>Anche San Lorenzo, come San Domenico, fu ridisegnata in forme barocche tra il Seicento e il Settecento. Tuttavia, i lavori di restauro portati avanti nel corso del XX secolo sono riusciti a riportare alla luce le originarie forme gotiche del complesso.</p>
<p>A guardarla oggi, colpisce la facciata settecentesca, opera di <strong>Ferdinando Sanfelice</strong>, in cui si conserva intatto il portale marmoreo del XIV secolo. E l’abside con le volte a crociera. Di ampio spessore sono anche le cappelle a raggio in cui la luce penetra e si diffonde attraverso alte finestre, come pure le numerose opere artistiche tra cui spiccano il Sepolcro di Caterina d’Austria con sculture di <strong>Tino da Camaino</strong> (1323) e il Cappellone di Sant’ Antonio, opera di <strong>Cosimo Fanzago</strong> (1638).</p>
<p>Uscendo dal<a title="“Napoli, Centro storico e Decumani” video della Kalamiz Film" href="http://www.charmenapoli.it/video/video-napoli-centro-storico-decumani/" target="_blank"><strong> Centro Storico</strong></a> di Napoli e imboccando l’antico quartiere del Mercato, a due passi dal mare, laddove un tempo sorgevano le mura della città e il <strong>Castello del Carmine</strong>, ci si imbatte in una delle più antiche e venerate chiese di tutta Napoli e, dunque, da includere nel tradizionale giro dei Sepolcri: <a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>Santa Maria del Carmine</strong></a>. L’edificio, con il suo caratteristico <a title="Quando il campanile del Carmine va a fuoco" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/lo-spettacolo-incendio-campanile-del-carmine-piazza-mercato-visitare-napoli/" target="_blank"><strong>campanile</strong> </a>alto 75 metri (il più alto in assoluto della città), vide la luce agli inizi del Trecento sulle fondamenta di una vecchia chiesetta in cui si venerava l’icona della Madonna detta “la Bruna”, dipinto di scuola toscana del XIII secolo. E’ anche questo il posto in cui è sepolto Corradino di Svevia, l’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero, decapitato, ancora fanciullo, nel 1268, nella vicina piazza Mercato per volere di re Carlo d’Angiò a cui il rappresentante degli Hohenstaufen aveva conteso, invano, il Regno di Napoli. Nel chiostro di questa stessa chiesa, il 16 luglio del 1647 fu inoltre ucciso <strong>Masaniello</strong>, l’eroico pescivendolo re degli scalzi. C’è una ricorrenza, tuttavia, che rende la chiesa dei frati carmelitani, uno dei luoghi sacri più frequentati di tutto il capoluogo campano.  Ogni anno, infatti, il 16 luglio, in occasione della festa della <strong>Madonna del Carmine</strong>, per rievocare la memoria di un antico assedio saraceno sventato dai cristiani, il campanile viene illusionisticamente incendiato grazie a un gioco di fuochi d’artificio. Il fuoco si spegne solo con l’arrivo dell’immagine della Madonna. Inoltre, a rendere ancora più preziosa la basilica, c’è il fatto che, proprio sotto l’arco trionfale d’ingresso è esposto un grande <strong>crocifisso ligneo</strong> protetto in una teca chiusa, a ricordo di un miracolo che risalirebbe al 1439. Secondo la tradizione quel Cristo avrebbe chinato il capo schivando così un colpo di bombarda esploso durante l’assedio di Alfonso d’Aragona.</p>
<p>E ora passiamo alla sesta tappa del giro delle “sette chiese” spalancando, simbolicamente, i battenti di un’altra antichissima chiesa napoletana: <a title="Porta Capuana, varco aperto sulla storia di Partenope" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-visite-porta-capuana/" target="_blank"><strong>San Giovanni a Carbonara</strong></a>. La sua mole svetta quasi trionfante in cima a una scalinata in piperno opera di <strong>Ferdinando Sanfelice</strong> (1707). La posa della prima pietra di questo importante <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>tempio della fede</strong></a> risale al 1343, per volere di re Ladislao di Durazzo il cui imponente sepolcro, alto 18 metri e sostenuto da cariatidi che raffigurano le quattro Virtù, svetta dietro l’altare maggiore. Ultimata agli inizi del XV secolo, la chiesa di San Giovanni custodisce al suo interno preziose opere di scultura. Danneggiata dalle bombe dell’ultima guerra, la struttura è stata oggetto di lunghi restauri nel corso del XX secolo e può offrire ai fedeli l’incanto di un prezioso pavimento maiolicato del XV secolo. Di particolare pregio sono, inoltre, gli affreschi quattrocenteschi di Perrinetto da Benevento e Leonardo da Besozzo. Ma anche le sculture e le decorazioni che addobbano le cappelle Miroballo e Caracciolo di Vico, in particolar modo quest’ultima, decisamente particolare per l’ambiente dotato di ampia cupola a lacunari e di un ricco pavimento decorato con intarsi marmorei.</p>
<p>Infine, chiudiamo con la nona e ultima tappa del gran tour napoletano dei Sepolcri. E spostiamoci nella <b>chiesa di </b><strong>San Filippo Neri</strong>, l’ideatore del “giro delle sette chiese”. L’edificio in questione, detto anche dei <a title="Grand tour alla riscoperta dei Girolamini" href="http://www.charmenapoli.it/arte/visitare-napoli-put-in-art-grand-tour-riscoprire-complesso-dei-girolamini/" target="_blank"><strong>Girolamini</strong></a>, sorge nella zona alta dei Decumani e per la precisione lungo il percorso di <strong>via Tribunali</strong>. La chiesa è annessa a un convento al cui interno è ospitata un’importante pinacoteca che risale alla fine del Cinquecento. L’edificio testimonia lo speciale legame che univa, a quei tempi, la metropoli del Golfo con gli artisti toscani, romani ed emiliani. Non a caso il progetto architettonico, voluto e coperto dai padri dell’ordine di San Filippo, reca la firma di un fiorentino: <strong>Giovanni Antonio Dosio</strong> così come il coordinamento dei lavori, iniziati nel 1592, sotto la guida dell’architetto <strong>Ferdinando Fuga</strong>, a sua volta nato proprio a Firenze.</p>
<p>All’interno dei Girolamini si ricordano, inoltre, il dipinto “Sant’Alessio moribondo” opera di <strong>Pietro da Cortona</strong>,  “l’Incontro di Gesù” e “San Giovanni Battista” disegnati dal bolognese <strong>Guido Reni</strong>.</p>
<p>Le sculture sono invece del <strong>Bernini</strong> mentre sulla controfacciata spicca un affresco di <strong>Luca Giordano</strong>. Per la sua sfavillante decorazione barocca in oro, la chiesa dei Girolamini fu detta “la <strong>Domus Aurea</strong>”. Al suo interno sono custoditi i resti mortali del filosofo vicano <strong>Giambattista Vico</strong> che nell’Oratorio lavorò a lungo per ordinare ed ampliare la famosa biblioteca ricca di oltre 60mila fra libri e incunaboli. Oltre alla <a title="Un angolo di Paradiso nel cuore della città" href="http://www.charmenapoli.it/arte/visitare-napoli-chiostro-dei-girolamini-angolo-di-paradiso-nel-cuore-di-napoli/" target="_blank"><strong>chiesa</strong></a>, il complesso di via Tribunali comprende anche il convento e due <a title="Napoli svela centinaia di chiostri, cortili e sagrati" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/maggio-monumenti-napoli-svela-centinaia-di-chiostri-cortili-sagrati/" target="_blank"><strong>chiostri</strong></a>: quello maiolicato e quello cosiddetto “segreto” degli aranci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/">Napoli e le sue chiese nel &#8220;gran tour&#8221; di Pasqua</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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